www.resistenze.org - proletari resistenti - lavoro - 12-11-14 - n. 519

Il 14 novembre è sciopero generale contro il jobs act. Scioperino tutti e tutte!


Sergio Bellavita  rete28aprile.it

11/11/2014

Facciamo appello a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori alla massima adesione allo sciopero generale e sociale del 14 novembre ed alla partecipazione alle tante iniziative e manifestazioni che ci saranno in tutto il paese. Un vasto fronte  vede riunito il sindacalismo conflittuale, movimenti, centri sociali e reti precarie contro le politiche del governo Renzi, contro il jobs Act. La Fiom stessa ha deciso di fare del 14 novembre una delle sue scadenze di lotta chiamando i metalmeccanici del nord a incrociare le braccia e a manifestare a milano. Sarà' una bella giornata di lotta. Vogliamo che sia solo l'inizio di un conflitto che deve essere come e più radicale di quello che ci viene portato da governo e padroni. Dobbiamo sconfiggere il disegno che vuole il lavoro sempre più povero servile ricattabile. Questa battaglia si può e si deve vincere.

Appello dei delegati e delle delegate



14 novembre: Una bella giornata di lotta!

Opposizione CGIL - Il sindacato è un'altra cosa | sindacatounaltracosa

12/10/2014

Oggi incrociano le braccia i metalmeccanici e le metalmeccaniche del nord e manifestano per le vie di Milano contro le politiche del governo Renzi a partire dal Jobs Act. Non sono soli! Sono in buona compagnia! Oggi è infatti anche la giornata dello sciopero generale e sociale, insieme al sindacalismo conflittuale si mobilitano movimenti, centri sociali, reti precarie con decine di manifestazioni in tutto il paese!

L'unità sindacale che ci piace!

Questa è l'unità che ci piace, quella di chi vuole lottare davvero per bloccare l'ennesima aggressione ai diritti ed alle tutele del lavoro! Non l'unità di vertice, burocratica, legata al palazzo della politica. In questi ultimi anni tutte le pesanti controriforme del lavoro sono state approvate con il silenzio o la complicità di Cgil-Cisl-Uil. Dalle pensioni d'anzianità alla cancellazione dell'art.18, tutto è passato senza una vera mobilitazione, senza nessuna opposizone sociale.
La manifestazione del 25 ottobre della Cgil e gli scioperi contro il Jobs Act hanno dimostrato che esiste una grande disponibilità a lottare da parte del mondo del lavoro.
Se si vuole rispondere a questa disponibilità è necessario che il sindacato sia coerente e radicale. Lo sciopero dichiarato dalla Cgil per il 5 dicembre, anche se in ritardo, va bene ma non sostituisce da solo la necessità di dichiarare lo stato di agitazione permanente che provi per davvero a piegare il governo.

NO agli scioperi di testimonianza, bisogna lottare!

Troppe volte abbiamo assistito a scioperi rituali, svuotati di ogni rivendicazione, costruiti senza nessun rapporto democratico con i lavoratori, senza nessuna volontà reale di vincere. Gli scioperi costano molto a chi lavora e non ci si può permettere di non dargli concretezza ed efficacia!
Per queste ragioni il sindacato deve costruire una piattaforma a partire dai luoghi di lavoro su cui sostenere una battaglia prolungata contro le politiche del governo.

Una piattaforma del mondo del lavoro

Una piattaforma generale del mondo del lavoro, dei precari, dei giovani con poche chiare e unificanti parole d'ordine:
- difesa del salario
- lotta alla precarietà
- riduzione dell'orario di lavoro
- ripristino delle pensioni da lavoro
- salario sociale
- riconquista e estensione dell'art.18
Questa di oggi è una bella giornata di lotta! Non regaliamo a padroni e governo questa disponibilità straordinaria a lottare. Se non si darà continuità alle lotte, la responsabilità ricadrà per intero sui gruppi dirigenti della Cgil e della Fiom. Non ci sono scorciatoie. Se si vuole rompere con le politiche d'austerità e rimettere al centro i bisogni sociali allora non serve alcun compromesso con la politica, né alcuna illusione di un ritorno alla nefasta concertazione! Bisogna lottare e rischiare davvero tutto insieme e con i lavoratori e le lavoratrici!!!

OPPOSIZIONE CGIL
Il sindacato è un'altra cosa


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