www.resistenze.org - proletari resistenti - lavoro - 05-12-14 - n. 523

Sciopero Generale

Cellula FUL Pubblico Impiego | ful-lav.it

5/12/2014

L'Italia va a rotoli e questo è un dato di fatto incontrovertibile, ma a pagarne le conseguenze catastrofiche è sempre e solo il popolo. I ricchi non solo non si accorgono della crisi, ma addirittura ne beneficiano continuando con i loro traffici ad arricchirsi mentre i lavoratori riescono a malapena a sopravvivere con la dignità che li caratterizza ma purtroppo con la consapevolezza che questa non basta a garantire un futuro alle proprie famiglie e ai propri figli.

Nonostante questo il governo continua con le promesse e i proclami populisti e intanto con la Legge di stabilità e con il cosiddetto Jobs act colpisce duramente i lavoratori, pubblici e privati.

I lavoratori del Pubblico Impiego non possono barattare 80 euro di becchime con il rinnovo di un contratto bloccato ormai da sei anni; non possono subire il ricatto della mobilità obbligatoria o del demansionamento senza reagire con forza.

Nessun lavoratore può accettare il regalo dell'irap alle industrie o l'assurda proposta di ricevere il Tfr in busta paga, o la ridicola istituzione del contratto a tutele crescenti mentre si attacca la bandiera dell'articolo 18. È ancora inammissibile subire il taglio dei servizi locali con il continuo attacco al welfare che si abbatte su chi ne ha più bisogno e che invece, evidentemente, per questo governo rappresenta solo un peso, un costo da tagliare.

I sindacati intanto fanno la voce grossa sbraitando scioperi e manifestazioni inefficaci mentre accordi travestiti da litigi vengono stipulati in riunioni segrete, tenute magari al tavolo di ristorante. La CGIL ha indetto, per il 12 dicembre, uno sciopero generale, in accordo con UIL e UGL (sindacato di destra), contro il Jobs act, dimenticando forse che lo stesso è sostanzialmente già stato approvato. La CISL questa volta non aderisce, ha già dato il 1° del mese convocando addirittura uno sciopero del Pubblico Impiego dopo che per anni ne aveva decretato l'inutilità. La FIOM aveva manifestato il 25 ottobre sempre a braccetto con CGIL, anche se Landini ne condanna il programma troppo vicino a quello di Renzi e la difesa dell'Europa e della sua politica economica che è la responsabile principale dello sprofondamento verso la povertà della classe media dei lavoratori pubblici e privati.

Questi sindacati da troppi anni concertativi che forse non sarebbe eccessivo definire "gialli" non hanno più la titolarità per attuare uno sciopero generale degno di questo nome.

Lo sciopero deve essere un'arma appuntita nelle mani dei lavoratori con cui esigere il rispetto di uno dei diritti fondamentali dell'uomo. Nel caso specifico deve dire un "NO" assoluto e forte al Jobs act e alla Legge di stabilità, deve dire basta allo sfruttamento del popolo, alla mercificazione del bene comune, alla cementificazione e al mercato neoliberale del lavoro che questo Governo sta perseguendo in maniera spregiudicata.

La lotta unita contro il capitale, sotto ogni forma, è l'unica strada.

Il presidente del consiglio afferma che l'Italia sta dando segnali di ripresa. Un primo passo avanti effettivamente c'è stato: secondo il rapporto 2014 dell'organizzazione Trasparency International l'Italia ha raggiunto il 1° posto in Europa per corruzione, piazzandosi al 169° posto nel mondo .

Se non è una ripresa questa!

Cellula FUL Pubblico Impiego

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