www.resistenze.org - proletari resistenti - lavoro - 21-04-15 - n. 540

FCA / Mitsubishi - dalla multinazionale dell'auto a quella del pomodoro: 1° maggio  di riorganizzazione operaia con assemblea pubblica a Pomigliano

Slai cobas | slaicobas.it

21/04/2015

Si svolge stamattina, dalle ore 11.00, nei locali dello Slai cobas di Pomigliano d'Arco, l'attivo operaio provinciale per la preparazione del tradizionale appuntamento pubblico del 1° maggio che anche stavolta si terrà nell'aula del consiglio comunale di piazza Municipio.

A fronte delle false promesse di benessere e tutele occupazionali che vivono solo nella virtualità dei tg e dei giornali compiacenti la cruda realtà quotidiana - quella in cui sono precipitati i lavoratori e le loro famiglie, e l'economia territoriale - continua ad essere scandita dalla precarietà, dalla cassa integrazione e dai licenziamenti.

Quello che sta succedendo all'AR Industrie Alimentari di Sant'Antonio Abate - facente capo alla multinazionale giapponese Mitsubishi - che ha cessato l'attività produttiva e licenziato tutti dopo aver precedentemente delocalizzato gli impianti con l'ausilio di ingenti finanziamenti pubblici ricevuti da Unione Europea, Stato italiano e regioni di Campania e Puglia, e quello che sta succedendo alla Fiat Chrysler di Pomigliano e Nola dove a dispetto delle  favole di piena occupazione e lauti salari (dispensate un giorno si, e anche l'altro, da Marchionne), la triste realtà registra circa 3.000 lavoratori senza credibile missione produttiva e prevalentemente in cassa integrazione da circa 7 anni… in attesa dell'ennesimo 'piano' previsto stavolta… per il 2018.

AR e FCA sono l'emblema delle cause che stanno portando i lavoratori ed i cittadini in un disastro sociale simile a quello della Grecia! Così come per Indesit-Whirpool, Alenia-Atitech, Ansaldo-Itachi ecc.

Quando il debito pubblico in Italia è dato per 600 miliardi di euro dai "costi del malaffare" delle cosiddette grandi opere infrastrutturali come quantificati negli ultimi 10 anni; per altri 600 miliardi di euro è dato dall'evasione fiscale degli ultimi 10 anni, e i restanti 980 miliardi di euro del passivo statale (ammontante a oltre 2.180 miliardi di euro) sono stati mangiati a discapito sociale dalle cosche trasversali stile 'mafia capitale' e dal multimiliardario business dei finanziamenti pubblici a perdere alle imprese private. Quando non casualmente il governo ingloba e calcola nel PIL pure l'economia criminale e quando le politiche industriali nazionali le fanno le multinazionali al posto del governo…   allora tocca ai lavoratori darsi da fare !

Slai cobas - coordinamento provinciale di Napoli 

Pomigliano d'Arco, 21 aprile 2015


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