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- proletari resistenti - lavoro - 18-03-26 - n. 958
Diritto di sciopero: Italia condannata dal comitato europeo diritti sociali su ricorso USB per violazione della carta sociale europea. Chiediamo incontro urgente al governo
Unione Sindacale di Base (USB) | usb.it
13/03/2026
Il CEDS, Comitato europeo dei Diritti Sociali, organo del Consiglio d'Europa, ha dato ragione a USB che nel 2022 aveva presentato un articolato ricorso - con l'assistenza del professore Giovanni Orlandini docente di Diritto del Lavoro Università di Siena e degli avvocati Danilo Conte e Marco Tufo - sulla legge 146/ 90 e successive modifiche e sull'operato della Commissione di Garanzia sul diritto di Sciopero denunciando violazioni della Carta Sociale Europea.
In particolare il CEDS si è espresso, censurandole, sulle seguenti violazioni denunciate da USB:
- Impropria estensione della qualifica di "servizi essenziali" a settori lavorativi che non ne erogano
- Introduzione dell'obbligo di indicare la durata dello sciopero e la sua conclusione
- Previsione della cd "rarefazione oggettiva" tra uno sciopero e l'altro e individuazione di periodi di esclusione dallo sciopero
Vengono così demoliti tre pilastri della legge 146 che hanno fortemente indebolito il diritto di sciopero negli ultimi trentacinque anni anche con il consenso di Cgil, Cisl e Uil. Viene di fatto censurato anche l'operato della Commissione di garanzia che, sostituendosi al Parlamento, ha inasprito ulteriormente le restrizioni previste dalla legge e persegue tuttora l'obiettivo di allargare oltre misura la sua sfera di applicazione anche a settori lavorativi finora rimasti esclusi.
Secondo le norme che regolano i rapporti tra Governi e Consiglio d'Europa ora il Governo italiano è tenuto a intervenire immediatamente per eliminare le restrizioni al diritto di sciopero censurate dal CEDS.
Questa indubbia vittoria di USB consentirà di dare ancora più forza alle lotte nei luoghi di lavoro e alle mobilitazioni contro la guerra e i decreti sicurezza con cui si cerca di mettere ulteriori bavagli al movimento dei lavoratori.
Il diritto di sciopero? Per il Comitato europeo dei diritti sociali in Italia non esiste
Delegati e lavoratori indipendenti Pisa | delegati-lavoratori-indipendenti-pisa.blogspot.com
14/03/2026
Esiste ancora il diritto di sciopero in Italia? E' questa la domanda che meriterebbe di aprire ogni assemblea nei luoghi di Lavoro e nella società. Circoscrivere il diritto di sciopero è stato il faro guida per molti governi da quando hanno istituito, a inizio anni novanta del secolo scorso, una legislazione costruita ad arte per limitare l'impatto e l'efficacia propria di questa forma di lotta.
I sindacati rappresentativi firmarono prima ancora un codice di autoregolamentazione che poi ha dato vita alla norma sui Servizi essenziali. Al resto ha pensato la Commissione di Garanzia con richiami e sanzioni continue con il sostegno aperto e dichiarato dell'attuale compagine di centrodestra.
Che in Italia il diritto di sciopero fosse limitato nei Servizi pubblici è cosa risaputa ma ora arriva anche il richiamo dal Comitato europeo dei diritti sociali (Ceds) chiamato a vigilare sul Rispetto della carta sociale europea che poi mette insieme diritti sociali ed economici fin dai primi anni sessanta del secolo scorso.
E il Governo, invece di adeguarsi al richiamo, farà come con il Trattamento di fine servizio non ascoltando i richiami della Ue per accorciare I tempi di pagamento del Tfs? Ancora oggi è in atto una discriminazione intollerabile ai danni dei lavoratori della Pubblica amministrazione. Meloni ignorerà il richiamo con la solita tracotanza verso i lavoratori perseverando nella sudditanza verso i datori e i signori della Guerra?
La 146 del 1990 che regola lo sciopero nei Servizi pubblici va quindi ben oltre il lecito, annovera tra I Servizi pubblici essenziali anche quei Servizi che essenziali, e da garantire anche in termini ridotti, non lo sono affatto.
Ma un altro richiamo riguarda l'obbligo di annunciare la durata dello sciopero, con dichiarazioni con settimane di anticipo e I soventi interventi sanzionatori della Commissione di garanzia. Pochi sanno che al contrario di tanti altri paesi gli scioperi in Italia possono al massimo durare solo un Giorno senza dimenticare che in diversi periodi dell'anno è proibito scioperare e tra uno sciopero e l'altro devono passare diversi giorni ossia la norma cosiddetta di rarefazione Queste norme, ritenute dal Governo, fin troppo ristrettive, vengono invece considerate fortemente lesive del diritto di sciopero dei lavoratori e delle lavoratrici
A distanza di settimane dalle sanzioni inflitte (anche alla CUB) dalla Commissione di garanzia per lo sciopero nei servizi pubblici essenziali (Cgsse), questo pronunciamento riconosce la legittimità delle nostre istanze mentre il Governo vorrebbe intanto imporre l'obbligo ai lavoratori dei trasporti di comunicare l'adesione allo sciopero con giorni di anticipo, un ulteriore dimostrazione della reiterate volontà del centro Destra di limitare la libertà di sciopero e le tutele collettive nei luoghi di Lavoro.
Gli scioperi tornino ad essere un diritto esercitabile senza Servizi minimi essenziali, procedure atte a limitarne l'efficacia per consentire a datori pubblici e private di sottoscrivere intese al ribasso e contratti nazionali con secche erosioni del potere di acquisto. Lo sciopero è un diritto, averlo ingabbiato per anni ha solo indebolito le lavoratrici e i lavoratori e il nostro potere contrattuale
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