www.resistenze.org - proletari resistenti - movimento operaio internazionale - 25-03-13 - n. 446

In occasione della Giornata mondiale per l'eliminazione della discriminazione razziale
 
Federazione Sindacale Mondiale (FSM - WFTU) | wftucentral.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
21/03/2013
 
La Federazione Sindacale Mondiale in rappresentanza di 86 milioni di membri di 120 paesi dei cinque continenti, in base alle sue risoluzioni collettive del 16° Congresso sindacale mondiale coglie l'occasione nella Giornata mondiale contro la discriminazione razziale, per riaffermare la sua ferma posizione contro le discriminazioni razziali e di altra natura, create e utilizzate per servire gli interessi dei monopoli, dei loro meccanismi imperialisti e dei governi reazionari.
 
Ricorreva in questa data, nel 21 marzo del 1960, il massacro di Sharpeville, perpetrato dal regime dell'apartheid contro i lavoratori neri e gli studenti del Sudafrica che ha mietuto 69 vittime e ferito 180 persone: era una prova globale della crudeltà del regime nei confronti di tutti coloro che lottavano contro la segregazione razziale.
 
La Federazione Sindacale Mondiale rilasciava allora un comunicato che denunciava le azioni del governo in carica, premendo sulle Nazioni Unite perché desse seguito alle sue risoluzioni e imponesse le sanzioni contro il governo sudafricano. La FSM chiamava una levata di scudi contro il sostegno morale che i governi imperialisti fornivano al regime.
 
La FSM ha organizzato giornate d'azione internazionali, conferenze di solidarietà internazionale, denunce presso le Organizzazioni Internazionali, sostegno pratico e morale per la lotta di liberazione del popolo sudafricano e gli operai sotto la bandiera della sua storica organizzazione affiliata, SACTU.
 
Questa lotta del popolo del Sudafrica che si è conclusa con la fine del regime della apartheid, prova che la discriminazione razziale, il razzismo e la xenofobia possono essere sconfitti dalla lotta unitaria e di classe dei lavoratori e degli strati popolari.
 
La discriminazione nel movimento sindacale non ha cittadinanza. I lavoratori di tutto il mondo hanno interessi comuni, hanno un fronte comune, devono quindi avere obiettivi strategici comuni e costruire la loro unità di classe al di là delle divisioni e delle discriminazioni imposte dalle forze dominanti.
 
Continuiamo la lotta giorno dopo giorno fino a quando l'uguaglianza e la prosperità siano realtà per ogni persona, fino a quando non solo la discriminazione razziale sarà eliminata, ma anche il sistema che la genera e la alimenta nell'interesse dei monopoli.
 

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