www.resistenze.org - proletari resistenti - movimento operaio internazionale - 16-04-13 - n. 449

Denuncia della spogliazione dei Masai da parte delle multinazionali
 
Federazione Sindacale Mondiale (FSM - WFTU) | wftucentral.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
11/04/2013
 
La FSM Africa denuncia con forza le spoliazioni programmate dal governo della Tanzania per facilitare lo sfruttamento delle risorse naturali a danno dei Masai, unico mezzo di esistenza dei suoi abitanti indigeni.
 
Abbiamo appreso con grande senso di rabbia che il governo neocolonialista tanzaniano ha deciso di ignorare l'interesse per la sopravvivenza del suo popolo e aprire una via alla distruzione delle sue risorse naturali, che appartengono ai produttori, cedendole alle élite della famiglia reale araba per farne parchi divertimenti e di caccia a spese della povera gente.
 
La FSM sostiene l'attuale campagna internazionale intrapresa per fermare gli espropri neo-colonialisti ai Masai per gli interessi egoistici e distruttivi dei reali del Dubai.
 
L'obiettivo a breve termine del governo di trarre proventi dal turismo avrà ripercussioni durevoli nel delicato equilibrio ambientale, così come sulla cultura e i mezzi di sussistenza del popolo Masai.
 
La FSM vuole ricordare al mondo che questa non è la prima volta che le terre sono strappate alla popolazione e consegnate al saccheggio e allo sfruttamento delle multinazionali che le distruggono in combutta con i circoli politici dell'Africa.
 
All'epoca dei precedenti espropri del 2009, si ebbero 25 feriti a causa della violenza di stato e molti animali morti di fame. I Masai intesero quel momento come un compromesso storico che non deve essere ripetuto.
 
Queste spoliazioni e sfrenato saccheggio delle risorse del continente sono una chiara e flagrante violazione delle convenzioni dell'OIL e delle Nazioni Unite sulla protezione dei diritti dei popoli indigeni.
 
Il Patto di Atene della FSM del 2011, chiede il rispetto e la tutela dei diritti delle comunità indigene e dei sindacati di schierarsi al loro fianco. Riconosce le lotte eroiche contro le multinazionali imperialiste e le élites politiche neo-coloniali.
 
Interpreta come un crimine queste azioni delle multinazionali, un furto di risorse naturali a danno dei poveri e dei lavoratori del terzo mondo, in America Latina come in Africa.
 
E' opinione della FSM che questo furto, la distruzione e l'espropriazione dei Masai dal loro legittimo, naturale e storico diritto di possesso è connaturato al capitalismo e può essere evitato solo con la sua fine e la sostituzione con l'unico sistema umano: il Socialismo.
 

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