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28 aprile: Giornata Internazione della sicurezza sul lavoro
 
La salute è un diritto
 
Federazione Sindacale Mondiale (FSM-WFTU) | wftucentral.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
 
25/04/2013
 
Il prezzo di sangue che la classe operaia paga nei paesi capitalistici è inaccettabile. A livello mondiale, le malattie professionali continuano a essere la causa principale di morte, originate sui luoghi di lavoro. Secondo le stime dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) su 2,34 milioni di morti sul lavoro, 321.000 sono dovute a incidenti mentre 2,2 milioni sono scaturite da malattie contratte sul lavoro. Ciò significa che ogni giorno 6.411 lavoratori muoiono come conseguenza del loro impiego.
 
Occorre aggiungere che è sempre l'ILO a riconoscere che si tratta di stime e che purtroppo la realtà è più drammatica ed è travisata dagli interessi dei paesi che non riconoscono tutti i danni per la salute. Senza temere quindi di essere confutati, possiamo dire che i numeri reali sono molto più efferati.
 
Questi dati corrispondenza nella realtà capitalista che tende a produrre di più nel minor tempo possibile e al minor costo. La ristrutturazione capitalista utilizzando a pretesto la crisi sistemica del capitale, prosegue la deregolamentazione e la sottrazione dei diritti conquistati nella storia della lotta di classe, approfondendo, se possibile, lo sfruttamento della classe operaia. Ciò si traduce in tagli di stipendio, deterioramento delle condizioni di impiego e di lavoro, orari flessibili, allungamento della giornata lavorativa, riduzione al minimo dei sistemi di sicurezza sociale e dei diritti sociali, innalzamento dell'età pensionabile, licenziamento dei lavoratori senza alcun costo, economia sommersa, ecc.
 
L'effetto di queste politiche di sfruttamento si ripercuotono su scala globale e sono fonte di problemi molto importanti inerenti alla salute dei lavoratori, alle disuguaglianze sociali e di genere, alle limitazioni alla capacità decisionale del popolo, all'insicurezza, a livelli sempre più elevati di incidenti e malattie professionali, di patologie legate al lavoro.
 
L'attacco contro i diritti in tutela della maternità è un problema serio per la salute dell'umanità in generale e, in particolare, per i figli della classe operaia.
 
Il capitale ha mercificato la classe operaia e intende la salute dal punto di vista dell'assenteismo e dell'assenza dal posto di lavoro. Il che porta con sé la trasformazione dell'essere umano in uno strumento per l'accumulazione del capitale, come risorsa al servizio delle procedure e delle necessità di produzione, uno strumento che viene utilizzato per sfruttare al massimo e alla fine per espellere manodopera. Il capitale considera la classe operaia come qualsiasi altra risorsa per massimizzare il profitto.
 
Ma da un punto di vista di classe, dobbiamo difendere il concetto di salute da una prospettiva più ampia, come benessere fisico, psicologico e sociale e non solo come assenza per malattia, passando da un concetto individuale della salute a una concezione collettiva.
 
Ciò che differenzia il diritto alla salute è la classe sociale di appartenenza, vale a dire che la salute è intimamente legata ai modi di produzione e all'organizzazione sociale. Parlare di salute sul luogo di lavoro è quindi parlare di disuguaglianza sociale e di ingiustizie del sistema.
 
Questa forma di produzione e di organizzazione sociale, unita con le condizioni di impiego e di lavoro, hanno ripercussioni dirette sulla salute e la vita della classe operaia, cosicché lottare contro tutte queste politiche e misure, significa anche combattere in difesa della salute e della vita della classe operaia.
 
Per questo il 28 aprile dobbiamo avanzare e andare oltre l'immediato, non limitarci alla negoziazione delle condizioni del nostro sfruttamento e alle strategie sindacali conformiste che generano un pio desiderio di identificare gli interessi dell'impresa a quelli della classe operaia. Sono posizioni false. Perché le cause dello sfruttamento di esseri umani su altri esseri umani continuano, continua la precarietà delle condizioni di occupazione e di lavoro, continueranno gli incidenti, le malattie e le morti sul lavoro.
 
E' per questo che come FSM facciamo appello per la difesa dei diritti dei lavoratori e l'attuazione di misure volte a tutelare la loro salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro. Sappiamo che è necessario un cambiamento radicale nei rapporti di forze a livello socio-politico per ottenere un autentico cambiamento in favore della prospettiva socialista. La nostra salute e le nostre vite sono a rischio!
 

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