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Aggregare il movimento sindacale e operaio per rovesciare la politica antipopolare

PAME | pamehellas.gr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

25/09/2013

Appello della Segreteria Esecutiva del Fronte Militante di Tutti i Lavoratori (PAME):

Riaggregazione del movimento sindacale e del movimento operaio per il rovesciamento delle politiche anti-popolari, o salvataggio del sindacalismo governativo e padronale per reiterare le stesse brutali politiche di classe

1. Da oltre un decennio, il PAME pone all'ordine del giorno il problema principale del movimento sindacale: vale a dire l'emancipazione dall'influenza della classe padronale, dei governi e dei meccanismi dell'UE. Una liberazione dalle pastoie dell'idea di collaborazione di classe. Queste sono le condizioni fondamentali per correggere l'orientamento e promuovere la rinascita del sindacalismo di classe.

Il PAME ha evidenziato in maniera ampia e chiara la necessità di ricostruire (il movimento sindacale) il cui obiettivo principale è l'organizzazione e l'unità della classe operaia nei sindacati di massa, in quelli settoriali e industriali, sulla base degli interessi di classe e delle necessità attuali, contro il corporativismo e la frammentazione. La classe operaia deve emergere sulla base del ruolo rivestito nella produzione, cioè la produttrice di tutta la ricchezza, che all'attuale livello di sviluppo delle forze produttive garantirebbe un più elevato livello di prosperità. I bisogni contemporanei invece non sono oggi soddisfatti. Al contrario, vengono limitati, spinti sempre più in basso, verso condizioni di povertà estrema.

Mentre la ricchezza produttiva e il livello di sviluppo delle forze produttive, la scienza e la tecnologia sono a livelli incomparabili rispetto ai decenni precedenti, le condizioni di lavoro e i livelli di vita della classe lavoratrice precipitano.

Questa contraddizione non è un'eccezione, non è un fenomeno temporaneo, non è un fenomeno greco ma internazionale. In condizioni di sviluppo e di crisi, la tendenza verso la povertà assoluta e la disoccupazione di massa permanente è stabile e duratura. Però, in condizioni di crisi, questa tendenza assume caratteristiche ancora più marcate.

Questa contraddizione ha a che fare con la via di sviluppo capitalista. Più precisamente con lo sviluppo dei monopoli e il loro dominio in tutti i settori della vita economica, sociale, e che riguarda tutti i paesi. Uno sviluppo realizzato in modo diseguale genera molte contraddizioni, conflitti e rende i monopoli, nella loro fase di espansione, ancora più aggressivi.

Lo sviluppo capitalistico che ha creato i monopoli ha raggiunto la sua massima e ultima fase. Non può offrire nient'altro. Tutto ciò che viviamo oggi, le crisi, le guerre, la corruzione, ecc. sono manifestazioni di un sistema che ha raggiunto i suoi limiti storici.

Una condizione immanente per la redditività del capitale monopolistico è il forte aumento del grado di sfruttamento della classe operaia, con l'abolizione dei rapporti e dei diritti lavorativi e lo sfruttamento dei loro bisogni per la riproduzione della forza lavoro (salute, alloggio, istruzione, etc.). Oggi viviamo l'attuazione puntuale di questa strategia.

Questo spiega perché il capitale a livello internazionale, molto prima della crisi, ha orchestrato un attacco con l'unica strategia del rovesciamento di tutte le conquiste e i diritti della classe operaia, verso una generale liberalizzazione del mercato del lavoro. Una strategia che si è accelerata con la crisi e che ha ulteriormente aggravato la contraddizione tra capitale e le forze del lavoro.

2. Il PAME avvalorando queste valutazioni sulla situazione attuale, ha evidenziato come problema centrale la necessità della ricostruzione del movimento sindacale. Un movimento capace di rispondere all'attacco frontale generalizzato. Un movimento capace di lottare con una linea che non si limiti alle rivendicazioni immediate, ma che apra la prospettiva per soddisfare le esigenze contemporanee della classe operaia, per cui è necessaria il di rovesciamento, la rottura con i monopoli, con i partiti e i relativi meccanismi che li servono, una lotta che porterà all'abolizione dello sfruttamento dell'uomo sull'uomo.

Da questo punto di vista, le forze che costituiscono oggi il PAME hanno posto da 14 anni il problema centrale del movimento sindacale. La sua liberazione dal sindacalismo governativo e padronale. Un meccanismo molto potente che obbliga il movimento sindacale alla sottomissione della collaborazione di classe, ai piani dell'UE e dei governi, che trasforma i sindacati in strumenti di conciliazione con i padroni e con i meccanismi statali e che inoltre li coinvolge nell'alternanza tra governi borghesi.

Si tratta di un meccanismo di logoramento delle coscienze, che alimenta il corporativismo e la degenerazione. A questo meccanismo hanno partecipato le formazioni che costituiscono la maggioranza della dirigenza di GSEE, ADEDY [principali sindacati rispettivamente dell'ambito privato e pubblico], dei centri sindacali regionali, delle federazioni e di molti sindacati di primo piano. Le formazioni sindacali che fanno riferimento a PASOK, ND e SYRIZA seguono la stessa direzione: intrattengono tra loro relazioni quotidiane per aggirare i risultati delle elezioni sindacali, per rafforzare la collaborazione con i padroni e i meccanismi dell'UE nei diversi programmi, per l'interscambio dei ruoli per l'influenza nel controllo del movimento sindacale, tenendo forti legami interdipendenti tra loro.

La loro caratteristica comune è stata l'accettazione della politica dominante, naturalmente con il fine di ottenere guadagni a livello personale o di partito. Inoltre un'altra caratteristica comune è la guerra contro qualsiasi forza che lotta contro questa miserabile situazione da una posizione di classe. Si tratta di una situazione che ha portato il movimento sindacale, con una precisione matematica, alla degenerazione, alla corruzione e alla dissoluzione.

Qui sta la ragione fondamentale per la quale il movimento sindacale si è trovato disarmato di fronte all'attacco del capitale e in particolare contro la crisi economica capitalista, che chiamavano la crisi del debito e della cattiva gestione, disorientando i lavoratori.

Le forze che compongono oggi il PAME hanno distinto la loro posizione dai dispositivi di manipolazione e sottomissione del movimento sindacale. Si sono ritirati dalle direzioni di GSEE e ADEDY, dai loro vari meccanismi. In seguito si è formato il PAME: un polo con un approccio di classe a cui partecipano federazioni, centri regionali sindacali, sindacati e sindacalisti che non accettano, né sono sottomessi a questo meccanismo. Sono rimasti, tuttavia, in tutti gli organi come membri dell'amministrazione e hanno continuato a intervenire con proposte, posizioni, critiche e pressioni.

3. La fondazione del PAME ha dato nuove prospettive alla ricostruzione e al rilancio del movimento sindacale. Grazie al PAME, il movimento sindacale ha ottenuto un forte sostegno per il recupero del suo carattere di movimento di classe. Con il lavoro d'avanguardia delle forze del PAME si sono realizzati passi positivi nella ricostruzione. Si sono sviluppate lotte e resistenze nelle fabbriche e in settori con risultati generali e locali. Si sono impediti temporaneamente o sono state ritardate le misure anti-popolari e in altri casi sono stati ridotti gli attacchi del capitale e dei governi.

Principalmente si sono create migliori condizioni e infrastrutture perché il movimento sindacale acquisisca una politica indipendente e di integrità nei confronti dello Stato e dei padroni.

L'emergere e gli interventi del PAME, come tutti noi ricordiamo bene, hanno scatenato una guerra sporca, non solo da parte dei governi e del loro personale, ma anche da parte di tutto il meccanismo di corruzione e di tutti i sindacalisti burocrati.

Chi è stato il protagonista di questa guerra con l'accusa fuorviante della divisione? In primo luogo le forze simpatizzanti di SYRIZA (Aftonomi Paremvasi - Intervento indipendente) e i loro satelliti che fanno parte di ANTARSYA. Hanno invocato uno scontro, perché si è rivelato il loro ruolo e le loro responsabilità nella gigantesca crescita del sindacalismo governativo e padronale. Chi ha guidato la smobilitazione delle masse? Chi sono i responsabili della corruzione dell'integrità sindacale? Dietro gli slogan sull'unità e la collegialità, hanno cercato di nascondere i loro scandali e assicurarsi un alibi per continuare i loro traffici con il PASKE [afferente al partito socialdemocratico PASOK] e DAKE [partito conservatore ND] e con i datori di lavoro. Prima della crisi, tutte queste forze approvavano le forme flessibili di lavoro, le privatizzazioni, accusando il PAME di indire manifestazioni senza alcuna seria ragione, mentre oggi fingono di aver patrocinato quelle denunce.

Ciò che è avvenuto fino ad oggi dimostra che il sindacalismo padronale governativo è un'Idra di Lerna che si produce, riproduce e cambia sempre come un camaleonte. Dietro vi è la mano padronale che vuole sottomessi la classe operaia e il suo movimento, soggiogati per preservare i privilegi e il dominio della borghesia. A volte sotto la giustificazione dell'integrazione nella UE e UEM e talvolta a sostegno della competitività. A volte per non fallire e a volte perché tutti insieme possiamo uscire dalla crisi.

L'esperienza ha dimostrato che la guerra per l'isolamento o la distruzione di questo meccanismo è difficile, ma è obbligatoria per la classe operaia e il suo movimento per giungere alla sua ricostituzione.

4. Oggi questa guerra entra in una nuova fase. Di fronte alla denuncia della corruzione e al fetore che si leva da tutta questa rete, si tenta la ricostruzione, la trasformazione di un nuovo sindacalismo governativo padronale.

Copiando il tema e l'obiettivo del PAME sulla ricostruzione del movimento sindacale, i protagonisti della guerra contro il PAME, per esempio le forze nel movimento sindacale afferenti a SYRIZA, improvvisamente hanno scoperto il fallimento dei dirigenti sindacali concertativi e cercano di accaparrarsi un ruolo principale nella presunta ricostruzione del movimento sindacale.

I commensali e soci al tavolo di PASKE e DAKE di fronte al fallimento di queste forze, pensavano di cogliere l'opportunità di dirigere il movimento sindacale per purificare i loro peccati. Oggi, tutte queste forze insieme, non avendo mai rinunciato alla concertazione, cercano di stabilire un nuovo meccanismo di manipolazione.

Il loro obiettivo non è il miglioramento del movimento sindacale. Non hanno questa politica. Non vogliono liberare il movimento sindacale dal fardello della collaborazione di classe. Il punto principale della loro azione è stato ed è ancora la guerra contro il PAME.

Cos'è che induce queste forze a sancire la necessità della ricostruzione e qual è il contenuto di quest'obiettivo? Vogliono che il movimento sindacale plauda alla loro politica, sostenga i nuovi califfi che rimpiazzeranno i vecchi. Di fronte alla contingenza del potere governativo e la caduta dei socialdemocratici (PASOK), vogliono soggiogare il movimento sindacale e le sue lotte. In questa direzione si uniscono i più corrotti, gli opportunisti, i vecchi arnesi screditati.

Sono utili perché avvezzi alla macchinazione, al consenso, all'opportunismo, al dialogo sociale, nella logica del "male minore", che la gente ha pagato a caro prezzo.

Si sono rivelati per il contenuto che vogliono dare alla ricostruzione così come per i metodi che utilizzano. Cosa vogliono esattamente? Vogliono governare il movimento e soggiogarlo all'obiettivo politico. Che se ne vada il governo Samaras di centro-destra e al suo posto venga un governo con a capo SYRIZA per seguire la stessa strategia all'interno dell'UE e lo stesso percorso di sviluppo capitalista. Da questo punto di vista, pongono come rivendicazioni e slogan principali lo sciopero generale e la caduta del governo. Chiedono cambiamenti nei rapporti di forze del movimento sindacale e in questa direzione, non esitano a collaborare con chi ha imparato a vivere nell'ombra. In questo cammino sono insieme ai loro satelliti, ANTARSYA.

Non costituiscono e né vogliono un cambiamento politico nemmeno nell'orientamento della lotta. Non hanno una linea di lotta di classe. Non vogliono conflitti con i capitalisti e l'UE. Non vogliono un movimento sindacale di massa, organizzato contro i padroni e lo Stato. Vogliono un movimento sindacale delle piazze, soggiogato ai loro piani per un alternanza di governo, e per un domani un movimento d'appoggio alle stesse politiche contro i lavoratori.

Inoltre sono entusiasti dei governi corrispondenti degli altri paesi. Anni fa, erano entusiasti del centro-sinistra francese e italiano; più recentemente dei governi di Brasile, Argentina e sono ammiratori di piazza Tahir. Sono responsabili dei tentativi di spaccare lo sciopero e degli scioperi senza scioperanti. Guardano malamente l'organizzazione dei lavoratori contro i padroni, nei luoghi di lavoro, nelle fabbriche.

I grandi padroni non sono preoccupati. Li utilizzano e intervengono costantemente alla loro organizzazione come una soluzione alternativa. Anzi di più, contano che con un nuovo profilo, il sindacalismo governativo e padronale possa esser più efficace nell'ostacolare lo sviluppo della lotta di classe portata avanti dal PAME, con i loro falsi temi sul sindacalismo non partitico.

Sporcano tutto quello che toccano. Cercano di macchiare anche lo slogan attuale sulla "ricostruzione del movimento", ingannando i poveri licenziati, gli autonomi disperati, promettendo la luna e le stelle.

5. La lotta per la ricostruzione del movimento sindacale oggi acquisisce sempre più importanza e deve risvegliare ogni onesto lavoratore e sindacalista, in particolare contro gli ostacoli che cercano di imporre gli imprenditori e la socialdemocrazia attuale. Invitiamo ogni sindacalista, sindacato e lavoratore a riflettere. Porre criteri e pensieri nella loro azione. Non si può avere nel movimento gli stessi obiettivi dei padroni e delle multinazionali. Oggi, negli slogan contro il memorandum, fa buona mostra di sé una vasta platea: dai capitalisti ai fascisti. I nostri obiettivi non possono essere uguali. Per noi gli obiettivi sono determinati unicamente dalle necessità delle famiglie popolari e lavoratrici. Questo significa lavoro a tempo pieno e fisso per tutti, salari e pensioni dignitose, prestazioni sanitarie e istruzione gratuite.

Che suoni adesso la chiamata alla lotta in ogni gruppo, settore per settore, sindacato per sindacato, fabbrica per fabbrica, in modo da non lasciar assediare le forze lavorative oneste, in modo che nessuno cada nella trappola del nuovo meccanismo padronale e governativo.

Che avanzi il processo di ricostruzione con i sindacati che funzionano democraticamente, che il loro potere sia nella partecipazione dei lavoratori alla pianificazione delle loro azioni.

Il contenuto principale e fondamentale della ricostruzione è e sarà il cambiamento dei rapporti di forza tra chi lotta per l'uscita della crisi a favore dei lavoratori e quelli che agiscono per conto del capitale. A favore di entrambi, per i lavoratori e il capitale, non è possibile. Con le forze che lottano per l'abolizione e il rovesciamento delle politiche antipopolari e delle leggi anti-operaie e non per la continuazione delle stesse politiche ma con un altro governo. Con le forze che lottano per il rovesciamento dei monopoli e dell'Unione Europea e non per la stabilizzazione del loro potere e del loro sfruttamento. Per il soddisfacimento dei bisogni lavorativi e popolari contemporanei e non per la gestione della povertà. Per il rafforzamento della solidarietà internazionale.

La vera questione è:

Di quale movimento abbiamo bisogno? Abbiamo bisogno di un movimento organizzato, con un orientamento di classe o di un movimento di piazza? Un movimento lontano dai sindacati, con lavoratori disorganizzati nei luoghi di lavoro, soli contro il padrone o necessitiamo di un movimento in cui il lavoratore risulti organizzato nel suo sindacato, nel suo luogo di lavoro e insieme con il suo sindacato nelle strade e nelle piazze? Un movimento emancipato e ostile contro chi? Abbiamo bisogno del PAME, il pilastro e la prospettiva del movimento, o di un movimento dei capitalisti, dei loro partiti, dei loro organismi imperialisti?

Un movimento politicizzato con l'obiettivo di sostituire un governo di destra con un governo di supposta sinistra, per cambiare il modo di gestione ma sempre con l'obiettivo della competitività e dei profitti delle imprese, o un movimento politicizzato e contrario all'economia dei capitalisti e dello Stato, totalmente opposto ai partiti borghesi e alle organizzazioni imperialiste nel loro complesso?

Rivitalizzazione e ricostruzione del movimento sindacale basato su quali forze? Su chi ha resistito e continua a resistere, come il PAME, o su chi ha sostenuto e appoggia le riforme reazionarie dei governi e dell'Unione Europea (che è un'alleanza di lupi), che sostiene la Confederazione dei Sindacati Europei, alleata dei monopoli, come le forze di PASKE, DAKE e Intervento Indipendente e dei loro partiti, formalmente disgiunti ma identici per strategie?

In ultima analisi, azione massiccia, grandi metodi di lotta, scioperi duraturi, aggregazione, unità di azione, ecc, cosa serve, quali obiettivi, che prospettiva? Un cambio dell'amministratore nel parlamento nazionale, lasciando intatta la proprietà e i privilegi capitalisti, l'eterno sfruttamento e l'usurpazione della ricchezza prodotta dai lavoratori o una lotta per un altro percorso di sviluppo con il popolo padrone della ricchezza prodotta?

Il potere dei monopoli può apparire oggi più forte, ma non è più forte di un popolo determinato, non è permanente.

Possiamo, attraverso le nostre lotte, rafforzando la resistenza, la disobbedienza alle loro decisioni, acuire gli scricchiolii del loro sistema, rendere difficili le loro decisioni, differire il loro attacco, guadagnare tempo e terreno.

La condizione per tutto ciò è quella di rafforzare le lotte di classe, l'organizzazione dei lavoratori in tutti i settori, luoghi di lavoro, l'emancipazione dei lavoratori e delle lavoratrici dall'influenza e dalle posizioni dei padroni, per lottare contro tutti coloro che si pongono al loro fianco, dai partiti del sistema fino alle dirigenze sindacali vendute e compromesse.

I lavoratori hanno una sola strada. Avanzare senza timore nell'organizzazione sistematica e nella disobbedienza organizzata che contrasterà non solo il governo, ma anche la stessa matrice che genera i memorandum e rende la vita un inferno per il popolo: il potere dei monopoli. Questa è l'unica prospettiva che può dare speranze e che chiama il popolo a svolgere il ruolo principale nell'economia e nella politica, con la proprietà della ricchezza prodotta e della propria vita.


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