www.resistenze.org - proletari resistenti - movimento operaio internazionale - 30-06-14 - n. 505

Turchia: Dichiarazione della FSM-Is Nakliyat- Conferenza di Solidarietà Internazionale

FSM | wftucentral.org
Traduzione per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

19/06/2014

Dirigenti sindacali provenienti da 13 paesi di tutti i continenti, dirigenti della Federazione Sindacale Mondiale, di DISK, di Nakliyat-Is e della UIS Metallurgico e Minerario, riuniti il 18 giugno 2014 a Istanbul, in Turchia, durante la Conferenza di Solidarietà Internazionale organizzata da Nakliyat-Is e la FSM dovuta al massacro nella miniera di Soma, dichiariamo alla classe operaia internazionale e ai popoli del mondo che "NON DIMENTICHIAMO! NON PERDONIAMO!".
Dichiariamo:

La solidarietà con i minatori del carbone e della classe operaia della Turchia. La morte di almeno 301 di nostri fratelli è un crimine contro la classe operaia internazionale. I lavoratori della Turchia non sono soli, i loro fratelli e sorelle, lavoratori e militanti di tutti i paesi del mondo che lottano per gli stessi diritti lavorativi, sociali e democratici sono con loro.

Condanniamo il Governo della Turchia e la Soma Holdings Company per la loro negligenza criminale che mette la vita dei minatori in pericolo. Questo è un chiaro risultato dell'uso privato della miniera, lo sfruttamento con fini di lucro della ricchezza mineraria, l'intensificazione del lavoro, i tagli alla manutenzione e all'ammodernamento dell'attrezzature e al sub-appalto della manodopera. Questo incidente è stato il risultato atteso del modo di produzione capitalistico. Appoggiamo la lotta del movimento sindacale militante in Turchia contro la privatizzazione delle miniere e della ricchezza mineraria che si deve utilizzare per soddisfare le necessità del popolo.

QUESTO CRIMINE NON SI PUO' NASCONDERE! Condanniamo e rifiutiamo le osservazioni del Primo Ministro della Turchia, Erdogan e del suo Governo secondo cui questi fatti sono il risultato dell'"intervento divino" o "il destino della professione dei minatori". Queste tattiche cercano di disorientare la rabbia e la frustrazione del popolo turco. Gli esempi che ha usato per la sua argomentazione di incidenti nelle miniere nel XIX secolo dimostrano che il governo turco e i padroni vogliono che la classe operaia viva nelle condizioni di lavoro e diritti lavorativi del Medioevo.

Ci impegniamo a proseguire gli sforzi per informare la classe operaia del mondo sulle cause reali, sui veri colpevoli e le soluzioni reali per trasformare la rabbia e la frustrazione di questo massacro in un movimento sindacale internazionale di classe organizzato per esigere misure di sicurezza e salute moderne, adeguate ed efficaci nei luoghi di lavoro. Esigiamo dal governo turco l'attuazione di queste misure in tutte le miniere della Turchia affinché una tragedia così non avvenga di nuovo. Chiediamo al governo turco di ratificare e applicare la Convenzione 176.

Esigiamo punizioni per i colpevoli, che devono essere portati davanti alla giustizia, la compensazione totale per tutti i famigliari delle vittime.

Le minacce contro i lavoratori della miniera del carbone di Soma e i famigliari delle vittime devono cessare.

QUESTO CRIMINE NON SI PUO' RIPETERE. Continueremo la lotta per la democrazia nei luoghi di lavoro e esigiamo che il Governo della Turchia e la polizia anti-sommossa ponga fine alla repressione delle manifestazioni e all'attacco contro i manifestanti.

Chiediamo la fine del sistema di sub-appalto della manodopera. Chiediamo migliori condizioni e rapporti di lavoro per tutti i lavoratori.

Denunciamo l'esistenza e l'azione dei sindacati gialli che cercano di dividere e indebolire la classe lavoratrice. Il sindacato giallo Maden-Is e i loro dirigenti dai grandi stipendi nelle miniere di Soma cooperano con i padroni e il Governo durante le presunte ispezioni, forniscono informazioni sbagliate sul numero dei lavoratori per turno e adesso cercano di frenare i lavoratori che si organizzano e rispondono in modo militante a questo massacro.

Esortiamo la OIL e le Nazioni Unite ad attivarsi e pressare il Governo della Turchia ad accettare i diritti dei lavoratori, la democrazia e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Per il compimento di queste sfide, abbiamo deciso di nominare un Comitato Internazionale di Esperti, composto da scienziati, avvocati, analisti internazionali e sindacalisti per insistere ad esporre la verità sul Massacro della Miniera di Soma, per promuovere la lotta per proteggere la vita dei lavoratori, chiedendo misure di salute e sicurezza, per intervenire in tutte le direzioni e ad ogni livello.


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