www.resistenze.org - proletari resistenti - movimento operaio internazionale - 07-07-14 - n. 506

I ferrovieri scioperano in massa in Belgio: Paese paralizzato

AC | solidarite-internationale-pcf.over-blog.net
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

03/07/2014

Avevamo ripreso l'appello allo sciopero lanciato dal principale sindacato belga dei ferrovieri , per il 30 giugno. L'appello allo sciopero è stato accolto in massa per scongiurare le conseguenze della rottura con la SNCB.

Il movimento dei ferrovieri belgi, avviato dall'appello del solo sindacato CGSP (affiliato alla FGTB, di tradizione socialista), ha paralizzato il paese da domenica 29 giugno per 22 ore fino a lunedì 30. Solo una minima parte dei treni circolavano in Vallonia, nelle Fiandre e a Bruxelles.

Nessun treno in Vallonia e Bruxelles, sconvolto il traffico internazionale

Secondo i dati della SNCB, appena il 20% dei treni circolavano in Belgio durante la giornata di mobilitazione.

Tuttavia, la mobilitazione si è differenziata significativamente per regione: mentre in Vallonia e a Bruxelles non ha viaggiato alcun treno, nelle Fiandre era operativo un treno su tre.

Lo sciopero ha sconvolto il traffico internazionale, dal momento che nessun Thalys [gestore internazionale di treni ad alta velocità] ha attraversato il territorio belga il 30 giugno secondo il comunicato della stessa società Thalys, mentre gli Eurostar da e per Bruxelles hanno concluso il loro viaggio alla stazione di Lille.

Il traffico nel piccolo stato del Lussemburgo è stato ugualmente sconvolto dall'azione dei lavoratori delle ferrovie del Belgio, secondo il rendiconto della stampa del Granducato.

Uno sciopero contro gli effetti delle "riforme ferroviarie" e la rottura della SNCB

Il sindacato CGSP ha inizialmente lanciato lo sciopero per protestare contro i piani di riduzione degli effettivi - da 500 a 1.000 dipendenti quest'anno - e contro la mancata concessione da parte della SNCB di fruire del milione di "giornate di riposo" accumulate dai lavoratori, ovvero 36 giorni di congedo per ferroviere.

Più in generale, è la rottura del SNCB nel 2005 mediante "una riforma ferroviaria„ che è in causa. La SNCB fu allora scissa in tre entità: Infrabel per le infrastrutture, SNCB l'operatore e SNCB-Holding per gestire l'insieme.

Nel 2014, la holding di testa è stata soppressa, rivelando il vero scopo dell'operazione: la netta separazione del gestore dell'infrastruttura (pubblico) dall'operatore (privatizzato), per agevolare la messa in concorrenza del trasporto nazionale dei passeggeri.

Questo è stato il preludio del piano per la soppressione degli effettivi, l'espansione dei contratti non statuari, la fioritura di società "controllate" semi-privatizzate nei rami delle ferrovie (logistica, trasporto merci, informatica), il degrado della qualità del servizio.

Di fronte all'ampiezza di questa mobilitazione, la CGSP - storicamente conosciuta per le sue posizioni riformiste, nonostante la base combattiva dei suoi militanti in particolare in Vallonia - ha raffreddato il gioco, sperando che "la direzione della SNCB abbia compreso il messaggio".

Si è anche dispiaciuta di essere costretta allo sciopero, di recare fastidio agli utenti e penalizzare i dipendenti, preferendo il campo della negoziazione.

Tuttavia CGSP ha preso l'iniziativa dello sciopero, coinvolgendo la quasi totalità dei dipendenti delle ferrovie. Gli altri due sindacati, la CSC-Transcom (di tradizione cristiana), i SLFP-ferrovieri (di tradizione liberale), hanno rifiutato di aderire.

Entrambe le federazioni non vogliono rompere il "dialogo sociale" seppure sterile, che porta solo alla rottura della SNCB, al degrado delle condizioni di lavoro dei ferrovieri e delle qualità del servizio.

L'assenza della convergenza delle lotte dei ferrovieri in Europa: la CES in causa

Dieci giorni dopo la massiccia mobilitazione dei ferrovieri francesi, mentre in Germania i lavoratori delle ferrovie sono pronti a entrare in conflitto e in Svezia i lavoratori del settore hanno già intrapreso uno sciopero storico contro gli operatori privati come Veolia, una domanda sorge spontanea:

Cosa fa la CES (Confederazione europea dei sindacati) sempre pronta a chiedere la costituzione di un "sindacalismo europeo", di "euro-manifestazioni", così palesemente assente quando si tratta di far convergere le lotte concrete che si fanno in Europa?

La sua reale agenda emerge in questi momenti di verità. La CES non ha indirizzato nessun messaggio pubblico di solidarietà agli scioperanti dei diversi paesi: diretta dalla francese Bernadette Ségol (che non ha mai militato in un sindacato francese), gli obiettivi sono evidentemente altri.

Il programma ufficiale della CES è quello di promuovere il "dialogo sociale" tra datori di lavoro e dipendenti, lavorare per la "costruzione di un'Europa unita con una dimensione sociale," facendo dell'Europa una "regione prospera e competitiva".

La CES raggruppa in Belgio i sindacati socialisti come FGTB, democristiani e liberali come il CSC e CGSLB. Per lo sciopero del 30, ciò significa che due dei tre sindacati appartenenti alla CES hanno respinto lo sciopero.

Il silenzio della CES si capisce quando si vedono i suoi affiliati su entrambi i lati della linea di picchetto, tanto che essa trova coerenza solo quando tutti i sindacati-membri si incontrato al tavolo delle trattative con il padrone.

In Francia, la CES riunisce la CGT, la FSU ma anche la FO, UNSA, CFDT e la CFTC. [In Italia la CES riunisce CGIL, CISL, UIL]

Alla luce delle recenti lotte in Francia, in particolare nel settore ferroviario, ci si può chiedere come un'organizzazione internazionale sia in grado di fornire una prospettiva comune ai suoi sindacati se provenienti da tradizioni diverse...

... a meno che l'obiettivo della CES, chiaramente assunto, sia semplicemente di uniformare tutti i sindacati, di rendere indifferenti le confederazioni alle posizioni di classe, per arrivare a posizioni di conciliazione sociale, favorevoli alla costruzione di un'Europa unita per il capitale.

La lotta dei nostri compagni belgi è fonte di speranza per un ritorno delle lotte in Francia, in Europa, dove i ferrovieri possano essere ancora il motore di una stagione di rivendicazioni ... ma per organizzarsi non potranno contare sulla CES!


Resistenze.org     
Sostieni una voce comunista. Sostieni Resistenze.org.
Fai una donazione o iscriviti al Centro di Cultura e Documentazione Popolare.

Support a communist voice. Support Resistenze.org.
Make a donation or join Centro di Cultura e Documentazione Popolare.