www.resistenze.org - proletari resistenti - movimento operaio internazionale - 17-02-15 - n. 531

XII Congresso Mondiale TUI - Sindacati dei lavoratori dei servizi pubblici
Rivendichiamo funzioni sociali al servizio del popolo e dei lavoratori

Federazione Sindacale Mondiale (FSM - WFTU) | wftucentral.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

16/02/2015

Il XII Congresso Mondiale dei Sindacati dei lavoratori del settore pubblico (TUI-PSEA) svoltosi a Kathmandu, Nepal 13-14 febbraio 2015, si è concluso con grande successo.

Il Congresso ha discusso in merito agli sviluppi del settore pubblico e dell'economia mondiale, circa l'impatto delle riforme capitalistiche e la politica antisindacale e ha concluso con l'importante Risoluzione, sotto riportata.

Il Congresso ha eletto una nuova direzione, con il compagno Pierpaolo Leonardi (Italia) alla carica di Segretario generale e il compagno Artur Sequeira (Portogallo) Presidente dell'Organizzazione.

Il Congresso si è concluso con una manifestazione di massa nel centro di Kathmandu, con la partecipazione di tutti i delegati e di un grande numero di lavoratori nepalesi.


Risoluzione

Federazione Sindacale Mondiale (WFTU)

XII Congresso Mondiale dei Sindacati dei lavoratori del settore pubblico (TUI-PSEA)
Funzioni sociali dello Stato al servizio dei lavoratori e del popolo
In difesa dei diritti dei lavoratori d
el servizio pubblico

I lavoratori e i popoli del mondo affrontano le profonde conseguenze del peggioramento della crisi del sistema capitalistico, la peggiore nella storia moderna dal 1930, a seguito dell'intensificazione dello sfruttamento e della crescente finanziarizzazione dell'economia. Processi che sono il risultato diretto e intrinseco dello sviluppo del capitalismo, causato dalla tendenza alla caduta del tasso di profitto e dalla concentrazione del capitale.

L'aggravarsi della crisi del sistema capitalista mette a nudo ancora una volta le sue irrimediabili contraddizioni. Il sistema fronteggia ora un lungo periodo di stagnazione economica, con la caduta degli investimenti nella produzione e la frenata dei prezzi. La rapida crescita della disoccupazione, raggiungendo livelli storici in varie regioni del mondo, si riflette nella massa di lavoratori disoccupati, la maggior parte dei quali è privo di protezione sociale. Una situazione che serve gli interessi del capitale, che usa la minaccia della disoccupazione per ricattare i lavoratori, ridurre i salari e i diritti dei lavoratori, indebolisce il potere negoziale della contrattazione collettiva.

Di fronte a livelli inediti di disoccupazione, soprattutto nei poli capitalisti, alla recessione economica e all'aumento del debito pubblico e privato, il capitale e i governi al suo servizio hanno trovato una nuova opportunità per approfondire l'offensiva contro i lavoratori e le masse popolari, imponendo una regressione sociale e di civiltà con attacchi reiterari sui diritti, sulla contrattazione collettivi e sul movimento sindacale di classe, allargando i già ampi settori della popolazione che vivono a rischio di povertà ed esclusione sociale.

La riconfigurazione dello Stato e la distruzione dei servizi pubblici

La riconfigurazione dello Stato, sempre più al servizio del grande capitale, è chiaramente uno dei grandi obiettivi dei governi capitalisti. Il cosiddetto "Stato sociale", creato dopo la seconda guerra mondiale come risposta alle conquiste progressiste in Unione Sovietica impegnata nella costruzione del socialismo, che garantiva importanti progressi nello sviluppo sociale ed economico nei paesi in cui era istituito, è diventato dopo la caduta dell'URSS un obiettivo da distruggere rapidamente.

Le funzioni sociali dello Stato - tra cui l'istruzione, la sanità e la sicurezza sociale - e i principi di universalità, solidarietà e gratuità, sono il risultato della volontà, delle rivendicazioni e della lotta dei lavoratori e delle popolazioni e sono quindi loro diritto inalienabile. Questi principi hanno consentito l'ampio accesso all'istruzione di base e superiore alle masse popolari, e l'accesso ai più alti livelli di istruzione ai figli dei lavoratori; hanno consentito l'accesso universale della popolazione a un'assistenza sanitaria di qualità in caso di malattia, ma anche il miglioramento nella prevenzione, nella sanità pubblica in generale e lo sviluppo dei settori della salute che innalzano le condizioni di vita; la sostituzione del salario in caso di malattia, maternità, disoccupazione e vecchiaia, garantendo che nessuno che si trovasse in una situazione di perdita totale o parziale del reddito venisse abbandonato alla miseria. Si riconducono alle funzioni sociali dello Stato la responsabilità di diffondere e democratizzare la cultura, l'arte, il miglioramento della mobilità, il sostegno abitativo, gli aiuti all'infanzia, alla vecchiaia e ai portatori di handicap con attrezzature pubbliche, anche se con alcune insufficienze dato il bisogno della popolazione. A livello globale, le funzioni sociali dello Stato hanno permesso importanti sviluppi sociali ed economici, che rivestono un ruolo chiave nel ridurre le disuguaglianze sociali esistenti. La loro distruzione ha comportato una serie di regressi in termini di civiltà e il peggioramento delle condizioni di vita dei lavoratori e dei popoli.

Lo smantellamento di queste conquiste dei lavoratori e dei popoli, pur essendo inserito in un processo in corso da più di due decenni, ha ricevuto nuovo impeto qualitativo e quantitativo negli ultimi anni, avvalendosi di argomentazioni inerenti la sostenibilità dei sistemi di sicurezza sociale, il consolidamento di bilancio e la riduzione dei debiti sovrani. Nel caso dei paesi dell'Unione Europea, l'approvazione di trattati e direttive che sono profondamente contro gli interessi e le aspirazioni dei popoli, è servito per schiacciare diritti e conquiste a vantaggio delle grandi aziende, con governi che consegnano la sovranità nazionale a un direttorio antidemocratico e neoliberista.

I pacchetti di privatizzazione sono stati comuni a tutti i paesi in regresso. In primo luogo, con le privatizzazioni di settori strategici dell'economia e dello sviluppo, come il settore dell'energia (elettricità, gas, combustibili), il settore delle comunicazioni, tra cui il servizio postale e delle telecomunicazioni, il settore dei trasporti (aerei, ferroviari, trasporti marittimi e su strada, nonché le rispettive infrastrutture). La privatizzazione di questi servizi pubblici ha fatto sì che i monopoli di Stato venissero trasferiti a monopoli privati (o quasi monopoli), garantendo l'accumulo di profitti colossali ai loro azionisti, spesso stranieri. La totale dipendenza delle popolazioni sui beni e sulle prestazioni di servizi - elettricità, gas, telecomunicazioni, ecc, gli enormi investimenti già effettuati dagli Stati (e pagati dalle tasse) per realizzarli e, più recentemente, la modernizzazione delle reti di distribuzione (con livelli di copertura che variano da paese a paese), in aggiunta al profitto garantito, consentono al capitale di decidere liberamente aumenti tariffari, riduzione della copertura dei servizi, deterioramento della qualità degli stessi, riservando i servizi a chi può pagare alte bollette.

Ma il capitale non si è limitato ai settori strategici delle economie sovrane. Pertanto, i governi hanno aperto le porte alle funzioni sociali dello Stato: la salute, l'istruzione e la sicurezza sociale.

I governi dei paesi capitalisti hanno cercato di deteriorare queste funzioni sociali attraverso tagli progressivi e sostanziali dei loro bilanci, chiudendo infrastrutture (scuole, ospedali, centri sanitari, uffici) e dei servizi di prossimità, con gravi perdite per le popolazioni, soprattutto quelle insediate lontano dai grandi centri urbani. I bambini devono fare decine di chilometri per frequentare la scuola pubblica; i malati hanno bisogno di più di un'ora per raggiungere i servizi di emergenza più vicini. Le prestazioni sociali hanno subito significative riduzioni e l'aumento della burocrazia viene utilizzato come un ostacolo all'accesso: si noti la ridotta copertura delle prestazioni di disoccupazione dato l'elevato numero di lavoratori senza lavoro.

In Europa, in particolare nei paesi che hanno subito l'intervento della troika (FMI, BCE e Commissione europea), i servizi pubblici essenziali hanno iniziato a disintegrarsi come risultato dei costanti tagli di bilancio e la mancanza di risorse umane e materiali. Il deperimento dei servizi pubblici avviene anche attraverso profondi attacchi contro i lavoratori della Pubblica Amministrazione. La diminuzione del numero dei lavoratori, sia con licenziamenti che con il mancato turn-over; la revoca dei diritti, con tagli salariali, congelamento delle progressioni di carriera, blocchi nella contrattazione collettiva e dei contratti, limitazioni al diritto di sciopero (considerando che in molti paesi il diritto di sciopero è totalmente negato ai dipendenti pubblici), aumento delle ore di lavoro e sovraccarico di lavoro; precarietà di migliaia di lavoratori con contratto a termine quando svolgono funzioni permanenti, sono alcune delle offensive dei governi. Simultaneamente è stato sferrato l'obiettivo di demonizzare il lavoro pubblico, scaricando la responsabilità del servizio scadente sui lavoratori, divaricando la loro distanza dalla popolazione, quando in realtà i dipendenti pubblici e le imprese pubbliche sono doppiamente penalizzate con il saccheggio mensile dei loro salari e il deterioramento di servizi pubblici più costosi.

Non vi è dubbio che il decadimento delle funzioni sociali dello Stato è essenzialmente rivolto alla loro privatizzazione. I governi che comprimono le risorse umane, materiali e finanziarie nella sanità e nell'istruzione, che schiacciano le prestazioni sociali, sono gli stessi che poi dicono che i servizi pubblici non sono sostenibili e che sono incapaci di rispondere alle esigenze della popolazione, per poi consegnarli a società private, lasciando la parte più sfavorita della popolazione alla mercé della carità e all'assistenzialismo.

Assistiamo alla trasformazione dello Stato in uno stato minimo per i lavoratori e i popoli e uno stato a pieno regime per il capitale; uno stato sempre pronto a sostenere finanziariamente le grandi banche e multinazionali, sia con iniezioni dirette di denaro, sia con molteplici benefici fiscali che esentano da qualsiasi imposizione. Il rafforzamento degli strumenti e dei meccanismi di repressione - funzione resistente dello Stato neoliberista -, i grandi pacchetti di privatizzazioni (espungendo lo Stato dai suoi strumenti di intervento economico), il graduale ma accelerato processo di perdita di sovranità e di indipendenza nazionale, il vasto corpo legale di norme che penalizzano la classe operaia, ecc, tutto ciò mette in discussione i diritti, le tutele e le libertà e mirano a soddisfare la fame insaziabile di maggior sfruttamento e maggior profitto.

Il ruolo del movimento sindacale di classe in difesa dei servizi pubblici

Il movimento sindacale di classe, profondamente impegnato nella lotta dei lavoratori in difesa dei loro diritti e dei servizi pubblici, ha un ruolo insostituibile contro l'avanzata del capitale. I padroni, utilizzando tutti gli strumenti a loro disposizione, potranno accrescere lo sfruttamento dei lavoratori, attaccando le conquiste, le libertà e le tutele dei popoli, per mantenere il predominio e ingrassare le loro tasche. Il rafforzamento dell'unità e della coesione dei lavoratori nei loro sindacati di massa e di classe sul posto di lavoro, così come nelle corrispettive strutture regionali e internazionali nell'ambito del FSM, è quindi fondamentale per lo sviluppo delle rivendicazione, delle lotte e della coscienza della classe lavoratrice, e, in particolare, dei lavoratori dei servizi pubblici. Questo rafforzamento presuppone anche l'unità di azione di tutti i lavoratori e della lotta contro il riformismo e l'ideologia borghese.

Per quanto riguarda le rivendicazioni e le azioni delle organizzazioni sindacali affiliate al TUI-Pubblico Impiego, esse dovrebbero prevedere, nel rispetto delle peculiarità di ciascun paese:

1. La rivendicazione di servizi pubblici moderni, efficienti, di qualità, universali e gratuiti che rispondano alle reali esigenze dei lavoratori e delle popolazioni, contro la loro esternalizzazione o privatizzazione, ricusando il loro utilizzo verso l'accumulazione di profitti da parte dell'oligarchia;

2. La richiesta di revoca di tutte le norme che danneggiano i diritti dei lavoratori della pubblica amministrazione nei paesi dove sono stati imposti;

3. La domanda di miglioramento delle condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori della pubblica amministrazione, in particolare migliorando i loro salari e l'orario di lavoro, rendendoli compatibili con la vita personale e familiare;

4. La fine della precarietà dei contratti di lavoro, garantendo la stabilità dei posti di lavoro pubblici;

5. Il diritto a esercitare le libertà sindacali (di associazione, riunione, manifestazione, partecipazione, ecc) in tutti i luoghi di lavoro e il diritto alla contrattazione collettiva;

6. L'attuazione di politiche sociali che rispondano agli interessi dei popoli e dei lavoratori in vista di una più equa distribuzione della ricchezza, con il rifiuto dell'assistenzialismo sociale;

7. Il rifiuto di tutte le politiche neoliberiste e di austerità che in varie parti del mondo mirano a distruggere lavoro e diritti sociali dei lavoratori e dei popoli;

8. Lotta per la pace e la solidarietà internazionalista, contro la guerra, il militarismo, le aggressioni, le interferenze e i blocchi che attaccano gli interessi dei lavoratori e dei popoli; difesa della sovranità nazionale, per l'autodeterminazione dei popoli.

La direzione neoeletta della TUI deve incontrare e presentare un piano di azione di solidarietà e sostegno alla lotta dei lavoratori dei servizi pubblici ovunque si sviluppino, basato sulle linee guida di questo documento, votato dal XII Congresso della TUI - Sindacato dei lavoratori del settore pubblico.

Kathmandu, febbraio 2015


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