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La settimana di 30 ore: alla conquista del tempo perduto...

Maartje Devries e Benjamin Pestieau * | ptb.be
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

24/04/2015

Lavoro, famiglia, hobby, impegno associativo, sport, relazioni con amici o vicini di casa... non sarebbe tutto più facile se lavorassimo due ore in meno al giorno o otto ore in meno ogni settimana?

"Dare lavoro e tempo libero a tutti, perché oggi, la nostra economia deve essere al servizio dell'uomo e non al serivizio degli affari", ha sostenuto Raoul Hedebouw sul BelRTL all'inizio di questa settimana. L'idea delle 30 ore settimanali viene rilanciata con l'uscita del libro "La tassa sui milionari e 7 idee geniali per cambiare la società".

Avere il coraggio di pensare fuori dagli schemi...

Appena avviato il dibattito, RTL-info ha intervistato i suoi utenti in merito alla proposta. L'idea ha ricevuto il sostegno di quasi il 40% del campione, il 25% non ha un'opinione precisa e il 35% è contrario. E' un buon inizio per un'idea relativamente nuova in Belgio. E ciò che è interessante in questo piccolo sondaggio è che più della metà dei sostenitori della proposta, ha argomentato: "perché dobbiamo puntare sulla qualità della vita, che implica lavorare un minor numero di ore".

Li comprendiamo. Molti di noi non fanno fatica solo ad arrivare alla fine del mese, ma anche a trovare ogni settimana del tempo a disposizione. Il tempo? Manca sempre. In particolare per le donne, sulle quali spesso grava interamente il lavoro di cura: occuparsi dei bambini, fare i compiti con loro, preparare il cibo, gestire la famiglia...

Lavoro, famiglia, hobby, impegno associativo, sport, relazioni con amici o vicini di casa... non sarebbe tutto più facile se lavorassimo due ore in meno al giorno o otto ore in meno ogni settimana? È questa la domanda che il movimento delle donne Femma, che sta per vita femminile nelle Fiandre, ha lanciato lo scorso anno. Femma vuole "migliorare il rapporto tra lavoro retribuito e lavoro non retribuito. Ma per questo abbiamo bisogno del tempo, che è una merce rara, da condividere tra lavoro retribuito e lavoro di cura.

Un dibattito aperto in molti paesi...

Il dibattito sulla settimana di 30 ore, non è campato in aria. E' stato lanciato in molti paesi. Nel febbraio 2013, non meno di 150 personalità provenienti dal sindacato, intellettuali, ambientalisti e politici hanno lanciato la settimana di 30 ore su uno dei più importanti quotidiani tedeschi. In Gran Bretagna, il dibattito è stato lanciato dal thinktank New Economic Forum. In Francia, il nuovo segretario generale della CGT ha detto che un'ulteriore riduzione del tempo di lavoro è "inevitabile". In Belgio, il CNE (Confederazione francofona dei dipendenti CSC) è intervenuto nel dibattito per chiedere che venga ripreso il percorso della riduzione dell'orario di lavoro. In Svezia, diverse aziende hanno addirittura già adottato con successo la settimana di 30 ore senza perdita di retribuzione. Il comune di Göteborg ha intrapreso l'avventura della settimana di 30 ore l'anno scorso.

Lavorare meno per guadagnare di meno o vivere meglio?

Oggi, molti lavoratori sono costretti a unire due lavori per sostenere le loro famiglie. Altri sono costretti allo straordinario. Ridurre le ore settimanali implica meno reddito? No. In tutta la storia della riduzione dell'orario di lavoro, i dipendenti hanno raggiunto l'obiettivo senza perdita di retribuzione. E anche oggi, si tratta di questo. Lo scopo sarebbe quello di cambiare la norma sul tempo pieno delle ore lavorate, ma non il salario relativo al tempo pieno. Così, anche coloro che fanno straordinario o che hanno un secondo lavoro, beneficerebbero della settimana di 30 ore, non 40 come oggi. Anche per loro, sarebbe garantito tempo libero supplementare.

Impossibile, la settimana di 30 ore?

"Mentre ci sono voluti 140 anni per raddoppiare la produttività tra il 1820 e il 1960, da allora ad oggi la produttività è quintuplicata," afferma Pierre Larrouturou, uno degli specialisti francesi nel campo della riduzione dell'orario di lavoro. Produciamo più in meno tempo. Come organizziamo quindi il lavoro? Che cosa facciamo con questo aumento di produttività? A chi va questo impressionante aumento della ricchezza prodotta? Serve ad aumentare dividendi già esorbitanti? Serve a dare a ognuno un salario secondo il suo lavoro e per consentire a tutti una vita migliore?

L'idea della settimana di 30 ore è chiaramente controcorrente rispetto le attuali tendenze politiche dominanti, in contraddizione rispetto le opzioni politiche attuali che ci hanno portato alla crisi di cui non si scorge la fine. Ma la politica odierna soffre spesso di una assenza di dibattito sulle principali questioni di fondo. Non è tempo di cambiare?

* Maartje De Vries e Benjamin Pestieau sono i due autori del capitolo "Ritrovare il tempo per vivere: 30 ore alla settimana" del libro "L'imposta sui milionari e 7 idee geniali per cambiare la società".
Benjamin Pestieau è responsabile delle relazioni sindacali del PTB. Maartje De Vries è presidente di Marianne, l'organizzazione delle donne del PTB.


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