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- proletari resistenti - movimento operaio internazionale - 27-04-26 - n. 962
FSM per il Primo Maggio 2026
Federazione Sindacale Mondiale (FSM - WFTU) | wftucentral.org
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
22/04/2026
Il movimento sindacale internazionale di classe, i lavoratori e i sindacati militanti di tutto il mondo celebrano, attraverso la mobilitazione, il 140° anniversario della lotta dei lavoratori a Chicago nel 1886. Commemorano l'eroico Primo Maggio della classe operaia, simbolo della lotta incessante contro la barbarie capitalista, con nuove lotte di classe, determinazione e solidarietà internazionalista.
In occasione della Festa Internazionale dei Lavoratori, la Federazione Sindacale Mondiale, la più storica organizzazione sindacale internazionale, che rappresenta oltre 105 milioni di lavoratori in ogni angolo del mondo, rivolge un messaggio caloroso e militante a tutti i lavoratori e i contadini, alla gente comune che vive del lavoro e della fatica.
I messaggi e le rivendicazioni dei lavoratori pionieri di Chicago del 1886 rimangono attuali e necessari oggi. La crisi del capitalismo si sta aggravando e generalizzando. Le disuguaglianze sociali si stanno drammaticamente ampliando. Le libertà democratiche e i diritti sindacali sono sotto attacco in tutto il mondo, mentre guerre e interventi imperialisti sono all'ordine del giorno.
Gli sviluppi internazionali confermano che gli antagonismi geopolitici ed economici continuano a minacciare direttamente la pace e la sicurezza del pianeta, compreso il pericolo di una catastrofe nucleare. Guerre, interventi, sanzioni e blocchi imperialisti continuano e si intensificano.
Il genocidio dei palestinesi a Gaza e l'inimmaginabile brutalità dello Stato israeliano, l'attacco immotivato e omicida degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran, l'invasione del Venezuela e il rapimento del legittimo presidente del paese, le minacce terroristiche contro la Cuba socialista e il tentativo di strangolare la sua economia e il suo popolo attraverso il criminale embargo energetico, hanno messo ancora una volta a nudo, in tutta la sua portata, l'ipocrisia, il cinismo e la natura disumana dell'imperialismo.
Le spese militari stanno aumentando in modo esponenziale, mentre organizzazioni come la NATO e l'Unione Europea aumentano la militarizzazione e promuovono l'economia di guerra come "via di sviluppo" e i popoli sono chiamati a pagare il conto attraverso nuove misure di austerità, privatizzazioni e lo smantellamento delle conquiste sociali.
Sullo sfondo la crisi energetica, l'inflazione e i prezzi elevati continuano a erodere i redditi dei lavoratori. I salari rimangono stagnanti, mentre i profitti delle multinazionali e dei giganti dell'energia salgono alle stelle.
Le conseguenze di questa situazione colpiscono ancora più duramente le fasce più vulnerabili della classe lavoratrice. Le lavoratrici, i giovani e i migranti devono affrontare uno sfruttamento sempre più intenso con salari più bassi, una maggiore precarietà lavorativa e un accesso limitato alla sanità, all'istruzione e alla cultura. Sono le prime vittime delle politiche antioperaie e della deregolamentazione del lavoro, il che li rende particolarmente esposti agli attacchi del capitale.
Allo stesso tempo, la salute e la sicurezza sul posto di lavoro vengono sistematicamente degradate. Le misure di protezione sono considerate un "costo" dai datori di lavoro, con la conseguenza dell'aumento degli incidenti sul lavoro e dei decessi. Ogni giorno, i lavoratori subiscono infortuni o perdono la vita sull'altare del profitto, rivelando nel modo più tragico le priorità del sistema.
La nuova era della digitalizzazione e dell'intelligenza artificiale, invece di essere utilizzata a beneficio dei lavoratori e della società nel suo complesso, viene impiegata per intensificare il lavoro, monitorare i lavoratori ed espandere le forme flessibili di occupazione. L'insicurezza, il lavoro precario e la deregolamentazione dei rapporti di lavoro si stanno generalizzando.
Aumenta nel frattempo la repressione da parte dello Stato e dei datori di lavoro contro le lotte. I sindacalisti sono perseguitati, gli scioperi sono criminalizzati e le libertà democratiche sono limitate. I migranti e i rifugiati sono presi di mira, utilizzati come manodopera a basso costo: vittime di razzismo e sfruttamento.
Di fronte a questa realtà, la risposta della classe lavoratrice non può essere la sottomissione.
Esigiamo:
- Aumenti salariali e contratti collettivi di lavoro con pieni diritti
- Misure efficaci di protezione contro l'aumento dei prezzi e l'inflazione
- Assistenza sanitaria, istruzione e previdenza sociale pubbliche e gratuite per tutti
- Riduzione dell'orario di lavoro, occupazione a tempo indeterminato con orari stabili, abolizione delle forme flessibili di lavoro e tutela dei lavoratori dalle conseguenze dell'applicazione delle tecnologie digitali
- Misure di salute e sicurezza in tutti i luoghi di lavoro
- Rispetto dei diritti sindacali e delle libertà democratiche
- Protezione dei migranti e pari diritti per tutti i lavoratori
I lavoratori non hanno alcun interesse nelle guerre e negli antagonismi di chi detiene il potere. Al contrario, hanno tutto da guadagnare dall'unità, dalla solidarietà e dalla lotta comune.
La FSM invita i sindacati a rifiutare il compromesso e la sottomissione. A rafforzare le loro lotte e a organizzare la resistenza in ogni luogo di lavoro, in ogni settore e in ogni paese, contro la barbarie del sistema del profitto e della guerra.
La forza sta nell'organizzazione. La speranza sta nella lotta.
In occasione del Primo Maggio 2026, chiediamo mobilitazioni militanti in tutto il mondo sotto lo slogan:
Le nostre vite e i nostri bisogni o i loro profitti! Nessun sacrificio per le guerre e i profitti del capitale Lavoro con diritti, regolato da contratti collettivi Soddisfazione dei bisogni contemporanei dei lavoratori
Solidarietà e internazionalismo sono le armi della classe operaia! Che la Festa dei Lavoratori di quest'anno sia una pietra miliare della lotta e della controffensiva, per un mondo senza guerre e interventi imperialisti, senza discriminazione e sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo.
Viva la festa dei lavoratori! Viva la solidarietà internazionalista!
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