www.resistenze.org - proletari resistenti - salute e ambiente - 28-03-03

FIAT:  Un'emergenza sanitaria ?


Le ricerche epidemiologiche: malattie e suicidi effetti devastanti dell'insicurezza
Dorino Piras

Esiste un risvolto per così dire "sanitario" alle note vicende FIAT? La sanità della nostra Regione subirà dei contraccolpi dal passaggio dalla condizione di occupato a quella di prepensionato, cassaintegrato e quindi disoccupato di migliaia di lavoratori?

Le ricerche epidemiologiche ci dicono che effettivamente la salute dei componenti di una comunità in cui aumenta in modo vertiginoso il passaggio in "mobilità discendente" di molti suoi componenti peggiora. Ancora meglio lo "Studio Longitudinale Torinese" conclude il capitolo sulla mobilità sociale e mortalità affermando che "l'uscita dal mercato del lavoro - anche quella verso il pensionamento - presenta delle conseguenze devastanti nella classe operaia e nella piccola borghesia" per ciò che riguarda gli effetti specifici e diretti sulla mortalità.
Il problema è d'altra parte immediatamente comprensibile anche al di là dei dati scientifici: il passaggio a condizioni sociali inferiori (mobilità discendente) provoca un aumento dei problemi sanitari (malattie nervose, cardiovascolari, tossicodipendenze, problematiche osteo-articolari etc) con una maggior ricaduta sui costi dell'assistenza sanitaria soprattutto nelle fasce più deboli della popolazione. Se inoltre moltiplichiamo migliaia di posti di lavoro per i componenti delle famiglie che dipendono da quei posti il quadro non potrà non apparire preoccupante.

Come Medicina Democratica non possiamo non porre il problema sia ai nostri Amministratori, sia a tutte le forze politiche che nelle adeguate sedi dovranno dibattere sulla distribuzione della spesa sanitaria. Non possiamo ad esempio tacere il rischio di un cattivo uso dei dati che la ricerca epidemiologica ci fornisce.
Perché è chiaro che la destinazione delle risorse non potrà essere ritagliata sui dati passati in quanto si verificheranno sicuramente dei cambiamenti sul numero, distribuzione e prevalenza delle patologie date dall'immissione velocissima di soggetti che perderanno il lavoro.
Un buon uso dei dati epidemiologici invece ci segnalerà come i cittadini più svantaggiati si ammaleranno di più, avranno maggiore difficoltà nell'accesso ai servizi sanitari, avranno minore capacità di scelta, arriveranno nei pronto soccorsi con un maggiore numero di patologie e in condizioni più gravi. Senza parlare della prevenzione: le condizioni svantaggiate limitano le capacità di scelta della persona e quindi agiscono contro il cambiamento delle abitudini (leggi fumo, alcool droga ecc.).
Scontata è la crescita delle diseguaglianze di salute nella popolazione con gruppi di popolazione sempre più sani ed altri sempre meno capaci di contrastare la malattia: ma proprio l'esistenza di questi gruppi più sani è la prova che è possibile per tutti arrivare almeno a quel grado di salute, che una quota del peso delle malattie che grava sulla società può essere evitata.

Non da oggi proponiamo un percorso diverso nel ripensamento della sanità dove la programmazione regionale deve possedere criteri di ripartizione del fondo sanitario commisurati al bisogno certamente, ma considerando le differenze sociali come un criterio a cui attribuire un peso importante nella misura del bisogno. Esiste la necessità di programmare i finanziamenti verso l'identificazione di obiettivi mirati a questi scopi e valutare l'impatto vero di questi obiettivi sull'equità nei risultati di salute. Ebbene noi sottolineiamo con forza il proporsi di questo nuovo quadro sociale ed i pericoli connessi per l'organizzazione sanitaria che sarà immediatamente chiamata a dare risposte adeguate a questi cambiamenti.

Medicina Democratica come movimento di base di operatori ed utenti della sanità chiede con forza che questo tema entri nell'agenda di discussione dell'Amministrazione e delle forze politiche con opportune direttive fin dal prossimo Piano Sanitario Regionale che non potrà trovarsi impreparato a questo nuovo scenario. Oltre al fatto che è compito del sistema sanitario assicurare a tutti i cittadini la sicurezza rispetto alla disponibilità delle cure, oltre al fatto che è nostra convinzione che non sia così difficile costruire consenso intorno ad obiettivi redistributivi della politica fiscale se questi sono giustificati sulla base di obiettivi di salute.

da Medicina democratica