ISTITUTO DI
STUDI COMUNISTI
KARL MARX – FRIEDRICH ENGELS
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Monsanto e il “ Sole 24 Ore”
Il Sole 24Ore, organo della Confindustria, il 19. agosto ha inteso affrontare
il tema degli Organismi Geneticamente Modificati, OGM, in agricoltura,
attraverso una intervista al Presidente della Monsanto.
Sposa appieno la tesi dell’intervistato e più in generale l’organo della
Confindustria si fa sostenitore della teoria e della pratica degli OGM in
agricoltura.
In Europa con una specifica direttiva della Commissione Europea, Prodi, ha
fatto cadere i vincoli e le limitazioni alla produzione e sperimentazione di
OGM.
Una grossa spallata in verità venne data in Italia da un manifesto firmato da
intellettuali, capeggiati da Veronesi e Rita Levi Montalcini, in cui si
chiedeva l’abbattimento del limite della sperimentazione in serra per la
sperimentazione a cielo aperto. Il testo non diceva che questo era stato il
risultato di una battaglia condotta nelle Marche, nell’àmbito dell’Asl di
Tolentino contro la Monsanto che cercava di penetrare in Italia, dopo aver
visti falliti i suoi tentativi di penetrazione nell’àmbito di un’altra ASL
marchigiana e che si era concretizzata in una delibera dell’assessore all’Agricoltura
della Regione Marche, che aveva recepito i contenuti scientifici di una
Convegno sulla Genetica e gli OGM.
Monsanto in questa intervista dichiara:
“le biotecnologie saranno sempre più importanti:
a. per la sostenibilità e lo sviluppo
dell’agricoltura,
b. ( .. ) i consumatori cominciano a percepire i benefici diretti sul piano
della nutrizione e della prevenzione delle malattie.”.
La prima affermazione non trova alcun riscontro documentale.
La tesi che qui si vuole sostenere è che tramite la tecnica degli OGM in
agricoltura è possibile ottenere una massa maggiore di prodotti senza per
questo incidere sulla sostenibilità e contribuire, così, alla risoluzione della
fame nel mondo. In effetti si vuole sostenere che data la crescita demografica
mondiale, per poter soddisfare la domanda nutrizionale di tutti si andrebbe
incontro ad un impatto ambientale, di qui la scelta degli OGM.
Sul più immediato lato tecnico i paesi capitalistici soffrono di una pesante
sovrapproduzione agricola, che è, poi, una delle cause della crisi
capitalistica in atto, sovrapproduzione che distruggono al fine di mantenere
alti i prezzi agricoli e gli industriali legati ai settori della trasformazione
trovano compenso per questo maggior prezzo agricolo in un maggior profitto
industriale. E’ il caso dei frigoriferi Cee pieni, delle quote latte ove è
fatto divieto all’allevatore di raccogliere dai propri animali una quota superiore
di latte a quella fissata in cambio di un contributo CEE; è il caso della
distruzione dei pomodori e di molti altri prodotti agricoli, oltre a tutta la
politica di disincentivazione alla produzione,dell’abbattimento di animali,
dell’abbandono delle terre agricole, ecc. ecc.
Entrando nella questione specifica.
La produzione agricola tramite OGM impoverisce, inaridisce, la terra e non
l’arricchisce; infatti il seme prodotto non sarà utile per il nuovo ciclo
produttivo agricolo.
Per quanto attiene la nutrizione non vi sono dati sperimentali, costituisce,
cioè, un’affermazione gratuita, ossia ideologica, dello strillone al mercato
che cerca di attirare compratori per la sua merce.
Da un punto di vista scientifico la qualità nutrizionale di un prodotto è una
risultante complessa.
Nel lavoro dell’Istituto sulla Genetica, a cui rimandiamo giacché ne costituisce
base teorica e metodologica, abbiamo mostrato come la varietà di riso da cui si
estrae il gene [ Xa21] che dà alla pianta di riso geneticamente modificata
l’inattaccabilità da parassiti e quindi un alta resa – in altre parole questa
varietà di riso non è attaccata da alcun parassita – è totalmente insapore e
del tutto priva di interesse dal punto di vista alimentare, da qui la non
attaccabilità dei parassiti. Esiste cioè un rapporto dialettico tra la qualità
del prodotto agricolo, il suo valore proteico e nutrizionale e l’attaccabilità
da parassiti.
La massa dei problemi teorici, inerenti la modifica che si introduce non è
affatto risolta, anche qui rimandiamo al lavoro dell’Istituto ove vi è
un’attenta disamina scientifica di questi.
Essi sono di natura metodologica inerente la ricerca stessa, sono di natura
teorico-speculativa inerente il rapporto esterno – interno, ambiente esterno –
ambiente interno, giacché a questo livello subatomico i processi ed i rapporti
si dialettizzano in maniera molto veloce e sistemica per cui tali questioni
assumono una particolare centralità per la corretta comprensione dei processi e
per la stessa ricerca scientifica, diversamente si verifica una strozzatura,
che devia, mistifica, altera, i processi, falsando dati, ricerca ed
organizzazione dei dati.
Non risultano dati circa valori terapeutici di tali nuovi prodotti agricoli, a
meno che non si voglia intendere prodotti a più basso contenuto di azoto,
potassio, proteine, lipidi, ecc., che in generale sono contenuti negli stessi
prodotti naturali. Ma, se è questo, costituisce un dato totalmente negativo e pericoloso,
giacché l’organismo umano ha bisogno, e nella sua evoluzione ha avuto bisogno,
di quel contenuto di azoto, potassio, ecc. e solo specifici casi patologici
richiedono la sottrazione o contrazione di quegli elementi e delle quantità da
assumere. Ma questo avviene su base medica e sotto controllo medico, che deve
controllare che i valori non si abbassino o innalzino oltre la soglia ottimale.
Se vi è, invece, una produzione generalizzata, come lo è la produzione
agricola, è negativo, giacché si ha una produzione che generalizza la
contrazione o sottrazione per l’intera popolazione senza alcun motivo medico.
E’ la stupidità di quello spot che pubblicizza un’acqua a basso contenuto di
sodio.
Il sodio deve essere assunto in una ben determinata quantità, per la funzione
che esso assolve, nello stimolo elettrico che determina il battito cardiaco,
per esempio: una sottrazione o contrazione generalizzata di questo elemento è
dannoso, ed oltre certi livelli pericoloso, per il soggetto.
Reca, così, un assai cattivo servigio alla Monsanto l’intervistato e dato il
livello dell’intervistato mostra la profonda ignoranza dei processi sui quali
si pretende di intervenire e di avere la ricette magica.
Adesso è l’intervistato stesso che pone alla base della sua argomentazione la
tematica scientifica, giacché dichiara:
“ un singolo Paese può opporsi in base
a solide ragioni scientifiche”.
Ragioni scientifiche che militano a favore degli OGM in agricoltura non ve ne
sono, giacché quelli che esistono sono da un punto di vista della metodologia
scientifica inesistenti, giacché prodotti da ricercatori legati agli OGM e
quindi totalmente ed assolutamente di parte.
Non sono stati portati dati o formulate ipotesi e soluzioni alle tematiche
teoriche di cui il lavoro dell’Istituto si fa carico e che a tuttora restano un
macigno.
La base scientifica su cui poggia l’intera argomentazione è data
dall’affermazione:
“ i raccolti biotech si avvicinano alla verifica decennale.”:
L’affermazione è ancora una volta da strillone da mercato.
Innanzitutto la base “ decennale” non costituisce base sufficiente data la
complessità della questione, determinata dalla molteplicità dei fattori che
interagiscono ed i cui effetti nel tempo sono dissimili, sia perché presentano
assai differenti velocità e sia perché tali effetti si modificano nella misura
in cui vi è accumulazione, che determina reazione a catena in tutti gli
infiniti elementi con cui interagisce: basti qui pensare alle modifiche che
apporta sul piano climatico, sull’interscambio ossigeno-anitride carbonica,
ecc. E’ esperienza consolidata della
comunità scientifica internazionale di
effetti indesiderati manifestatisi a distanza di 15-20anni ed in presenza di
benefici effetti sull’immediato e sul breve-medio periodo – cosa che non è
assolutamente per il biotech.
Esiste, poi un ben preciso rapporto tra la base annuale di una sperimentazione
ed il soggetto sottoposto a sperimentazione che determina la validità del
periodo di sperimentazione: in altri termini in alcuni casi più semplici una
sperimentazione di 2-5anni può essere più che sufficiente, non così per
un’altra che richiede una base di 15-20anni, ed altri… .
L’altro elemento della infondatezza scientifica di tale affermazione è data
dalla estrema limitatezza della sua applicazione, la massa complessiva di
ettari coinvolta nella produzione di OGM è totalmente insignificante rispetto
alla massa complessiva di ettari a coltivazione, oltre al fatto che la massa
dei dati è filtrata, organizzata ed esaminata dagli interessati stessi e sulla
base degli indirizzi di ricerca che la Monsanto ha stabilito e sulla cui base
assume e paga gli stipendi.
In tali condizioni, il dato se positivo destituisce di qualsiasi fondamento la
validità del passaggio dalla sperimentazione alla produzione. Il dato se
positivo, dice soltanto della perseguibilità ulteriore della sperimentazione,
ma alle condizioni che la scienza impone alla sperimentazione: condizioni che
in ogni caso non sussistono qui.
La questione non si pone affatto per il biotech, che trova invece ampia, e
documentata, pubblicistica avversa.
La terza parte dell’intervista viene dedicata all’attenzione per gli
agricoltori, per i consumatori, che costituisce attenzione e preoccupazione
principe della Monsanto.
“ Tutta la nostra attività è finalizzata a beneficiare l’agricoltore”.
Circa l’agricoltore.
I più elementari ed immediati dati che sono forniti dalla stessa Monsanto, et
similia, dicono che l’agricoltore si salda mani e piedi, giacché una volta che
ha introdotto la produzione OGM, deve distruggere la sua produzione ed
attrezzare il campo per gli OGM e poiché i semi del ciclo produttivo non sono
utilizzabili per il successivo, egli li deve acquistare sempre ad ogni nuovo
ciclo produttivo, determinando così una dipendenza che è tra il servaggio
feudale e quello della colonia.
Nelle condizioni reali della forbice tra i prezzi agricoli e quelli
industriali, che costituisce costante assoluta del modo di produzione
capitalistico, sull’agricoltura si scaricano tutte le tensioni del sistema
capitalistico e di ciascun singolo settore industriale. Questo comporta che
l’agricoltore dipende in maniera totale, assoluta, dittatoriale dalla Monsanto
et similia ad ogni riproduzione del ciclo agricolo.
Avrebbe fatto meglio e prima, l’intervistatore, a dire che agli agricoltori si
dava in omaggio la corda per impiccarsi!
In una prima fase vengono praticati prezzi bassi, che garantiscono
effettivamente profitti, ma poi una volta acquisito il mercato, e stabilita la
dipendenza, vengono praticati alti prezzi che rimangiano sia i profitti
accumulati e sia il capitale fino all’indebitamento totale e l’estorsione dello
stesso pluslavoro dell’agricoltore. Questo senza contare la combinata
banche-Monsanto, che determina i ceppi ipotecari, fallimento ed acquisizione
delle terre con la formazione di vasti e sconfinati latifondi.
Quello che è in atto è la totale ed assoluta sottomissione del settore agricolo
al capitale, o in altri termini la definitiva e dittatoriale penetrazione
capitalistica nelle campagne.
Il settore agricolo per sua natura presenta una enorme diversità e
differenziazione sia nel rapporto proprietario, nell’estensione proprietaria e
nella diversità dei prodotti, che rende assai difficile una standardizzazione
delle colture, dei processi di produzione e dei tempi, che determina differenti
tempi di circolazione del capitale con differenti saggi di profitti e con il
limite invalicabile del tempo di rotazione de capitale determinato dalle
condizioni naturali. Questo poi determina le diverse circolazioni nei due
settori: agricolo ed industriale.
Il processo in atto e la tecnica degli OGM consentono la standardizzazione e
quindi la sottomissione totale al modo di produzione capitalistico nella fase
del capitale monopolistico.
Il processo in atto infatti conduce da una parte alla formazione di vaste
tenute agricole, di decine di milioni di ettari in vari punti del pianeta, e
dall’altra la congiunzione, diciamo così, dei settori agricolo ed industriale,
che consente la maggiore estorsione possibile di pluslavoro dal settore
agricolo.
Un ragionamento tutto a parte è dato dalle modifiche che la tecnica degli OGM
ha comportato nel carattere della crisi capitalistica, che la rende differente
da quella classica, analizzata e studiata da Marx, Engels e Lenin, ma da questi
individuata nelle linee tendenziali.
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