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Oggetto: patologie tumorali
nelle industrie dell’area del Sulcis/Iglesiente
Nel 1997 il Centro Europeo Ambiente e Salute di Roma –Organizzazione Mondiale
della Sanità-
nel volume “Ambiente e salute in Italia”- paragrafo riguardante il Sulcis-Iglesiente- scriveva “sì osserva nell’area di Portoscuso un incremento della patologia tumorale per la quale è senza dubbio necessario un approfondimento, probabilmente più sul versante occupazionale che su quello ambientale”.
Pochi hanno colto il grido d’allarme, ancor meno le istituzioni interessate
direttamente, dall’Assessorato
regionale alla Sanità all’ASL7, dalle Organizzazioni sindacali “più
rappresentative” ai responsabili delle
Aziende industriali, ecc…
Per cui, quando i morti e i malati di tumore acquistano rilevanza statistica ed evidenziano una situazione epidemiologica grave, legata all’utilizzo senza regole d’idrocarburi policiclici aromatici (pece ed altro) e d’amianto, in particolare negli anni ’70-80 in Alumix, si corre ai ripari tentando di salvare se stessi e allontanare le proprie responsabilità.
Non si può credere che docenti universitari, ingegneri responsabili della
sicurezza in fabbrica, assessori alla sanità, e tanti altri non conoscessero
ciò che è scritto anche sulle enciclopedie di divulgazione: a distanza di
trenta anni si evidenziano le patologie tumorali legate all’esposizione a
sostanze cancerogene (IPA, Amianto, ecc…).
E’ comprensibile la prudenza degli esperti e dei tecnici, ma non l’incuria e
l’inerzia di chi è preposto alla tutela della salute pubblica. Allo stato attuale sono conosciuti i dati
relativi al 31-12-2001 dell’Istituto Superiore della Sanità che conclude: “appare evidente come l’elevata esposizione
ad IPA, associata all’attività lavorativa svolta nella fabbrica anodi, e in
particolare nel reparto mescola, sia da considerare fattore di rischio
rilevante nell’eziologia multifattoriale delle neoplasie pancreatiche osservate
in questa fonderia di alluminio primario”.
In uno studio dell’ASL 7 “Registro nazionale delle cause di morte” si legge, in
riferimento allo stesso periodo “dovremo attenderci un progressivo aumento di
alcuni tipi di tumore dal 1992 in poi, cosa che sembra verificarsi…. In quasi
tutti i casi esaminati è l’anno 1997 a presentare una netta differenziazione
rispetto agli anni precedenti...".
Negli ultimi anni è evidente ancor più
la crescita del numero dei tumori, in particolare del pancreas tra i lavoratori
dell’alluminio, tanto da portare il Prof. Plinio Carta, docente presso l’Istituto
di medicina del lavoro dell’Università di Cagliari a proporre un monitoraggio
costante della coorte di 1152 lavoratori osservati, onde individuare per tempo
l’insorgenza del tumore, con analisi di laboratorio specifiche. E’ evidente la
preoccupazione che sta alla base di questa richiesta e la necessità di
inserirla in un progetto-obiettivo dell’assessorato regionale alla sanità,
avendo come ruolo centrale i Medici di base e dell’ASL 7, per tenere sotto
stretto controllo sanitario tutti i lavoratori che hanno operato nei reparti
dell’area anodi, sala elettrolisi e fonderia dello stabilimento ex-Alumix, sia
per i dipendenti diretti che per gli operai degli appalti.
Ma i Dirigenti della stessa Asl 7, l’Assessore alla Sanità della R.A.S., i
Sindaci dei comuni dell’area ad alto rischio ambientale hanno conoscenza e
coscienza del problema ??
Siamo inoltre estremamente convinti che sia necessario che l’Assessore alla
Sanità della Giunta Regionale Sarda debba predisporre che sia istituito anche
in Sardegna e nel Sulcis Iglesiente (cosi come è stato fatto in quasi tutte le
regioni italiane) un registro dei malati di tumore, questo permetterebbe di
stabilire la reale situazione del problema, che a nostro giudizio è oramai
gravissimo. Inoltre questo registro permetterebbe una migliore programmazione
sanitaria in Sardegna.
Segreteria
CUB Sardegna
Prof. G. Melis - Diciotti Angelo