www.resistenze.org - proletari resistenti - salute e ambiente - 17-12-04

da www.cub.it

Oggetto: patologie tumorali nelle industrie dell’area del Sulcis/Iglesiente


Nel 1997 il Centro Europeo Ambiente e Salute di Roma –Organizzazione Mondiale della Sanità-

nel volume “Ambiente e salute in Italia”- paragrafo riguardante il Sulcis-Iglesiente-  scriveva “sì osserva nell’area di Portoscuso un incremento della patologia tumorale per la quale è senza dubbio necessario un approfondimento, probabilmente più sul versante occupazionale che su quello ambientale”.  


Pochi hanno colto il grido d’allarme, ancor meno le istituzioni interessate direttamente, dall’Assessorato  regionale alla Sanità all’ASL7, dalle Organizzazioni sindacali “più rappresentative”  ai responsabili delle Aziende industriali, ecc…

Per cui, quando i morti e i malati di tumore acquistano rilevanza statistica ed evidenziano una situazione epidemiologica grave, legata all’utilizzo senza regole d’idrocarburi policiclici aromatici (pece ed altro) e d’amianto, in particolare negli anni ’70-80 in Alumix, si corre ai ripari tentando di salvare se stessi e allontanare le proprie responsabilità. 


Non si può credere che docenti universitari, ingegneri responsabili della sicurezza in fabbrica, assessori alla sanità, e tanti altri non conoscessero ciò che è scritto anche sulle enciclopedie di divulgazione: a distanza di trenta anni si evidenziano le patologie tumorali legate all’esposizione a sostanze cancerogene (IPA, Amianto, ecc…). 


E’ comprensibile la prudenza degli esperti e dei tecnici, ma non l’incuria e l’inerzia di chi è preposto alla tutela della salute pubblica.   Allo stato attuale sono conosciuti i dati relativi al 31-12-2001 dell’Istituto Superiore della  Sanità che conclude: “appare evidente come l’elevata esposizione ad IPA, associata all’attività lavorativa svolta nella fabbrica anodi, e in particolare nel reparto mescola, sia da considerare fattore di rischio rilevante nell’eziologia multifattoriale delle neoplasie pancreatiche osservate in questa fonderia di alluminio primario”. 


In uno studio dell’ASL 7 “Registro nazionale delle cause di morte” si legge, in riferimento allo stesso periodo “dovremo attenderci un progressivo aumento di alcuni tipi di tumore dal 1992 in poi, cosa che sembra verificarsi…. In quasi tutti i casi esaminati è l’anno 1997 a presentare una netta differenziazione rispetto agli anni precedenti...". 


Negli ultimi anni è  evidente ancor più la crescita del numero dei tumori, in particolare del pancreas tra i lavoratori dell’alluminio, tanto da portare il Prof. Plinio Carta, docente presso l’Istituto di medicina del lavoro dell’Università di Cagliari a proporre un monitoraggio costante della coorte di 1152 lavoratori osservati, onde individuare per tempo l’insorgenza del tumore, con analisi di laboratorio specifiche. E’ evidente la preoccupazione che sta alla base di questa richiesta e la necessità di inserirla in un progetto-obiettivo dell’assessorato regionale alla sanità, avendo come ruolo centrale i Medici di base e dell’ASL 7, per tenere sotto stretto controllo sanitario tutti i lavoratori che hanno operato nei reparti dell’area anodi, sala elettrolisi e fonderia dello stabilimento ex-Alumix, sia per i dipendenti diretti che per gli operai degli appalti. 


Ma i Dirigenti della stessa Asl 7, l’Assessore alla Sanità della R.A.S., i Sindaci dei comuni dell’area ad alto rischio ambientale hanno conoscenza e coscienza del problema ?? 


Siamo inoltre estremamente convinti che sia necessario che l’Assessore alla Sanità della Giunta Regionale Sarda debba predisporre che sia istituito anche in Sardegna e nel Sulcis Iglesiente (cosi come è stato fatto in quasi tutte le regioni italiane) un registro dei malati di tumore, questo permetterebbe di stabilire la reale situazione del problema, che a nostro giudizio è oramai gravissimo. Inoltre questo registro permetterebbe una migliore programmazione sanitaria in Sardegna.     

Segreteria

CUB Sardegna


Prof. G. Melis     -    Diciotti Angelo