Comitato
per la difesa della Salute nei luoghi di lavoro e nel territorio
COMUNICATO STAMPA
Processo Breda/Ansaldo
per la morte da amianto dell’operaio Giocarlo Mangione
IL GIUDICE RICONOSCE LA COLPA
DI 9 DEI 12 DIRIGENTI IMPUTATI
LA PRESCRIZIONE LI SALVA
Questa mattina il giudice Ambrogio Moccia, del Tribunale di Milano, ha
sentenziato il “Non doversi procedere per intervenuta prescrizione visto il
riconoscimento delle attenuanti generiche” nei confronti di 9 dirigenti della
Breda/Ansaldo, e l’assoluzione di altri 3, tutti imputati dell’omicidio
colposo di Giancarlo Mangione, operaio, stroncato dal tipico tumore d’amianto,
il mesotelioma della pleure.
Così, pur essendo stati riconosciuti colpevoli di questa morte, nessuno di
loro pagherà perché è decorso il tempo massimo. Ora la famiglia, se vorrà
avere un risarcimento, dovrà imboccare il calvario di una nuova, lunga, causa civile.
Ancora una volta, nonostante l’accertata responsabilità penale dei dirigenti
di una delle più grandi aziende a livello nazionale, INGIUSTIZIA E’ FATTA’.
In Italia chi uccide i lavoratori in nome
dei bilanci aziendali è, e resta, impunito. L’unico diritto riconosciuto
è quello di fare profitti, a questo sono subordinati tutti gli altri “diritti
umani”. Le leggi, le norme, una giustizia di classe che protegge in ogni modo i
padroni, un intero sistema economico,
politico e sociale fondato sul capitalismo fa sì che la salute e vita umana,
davanti ai profitti, passino in secondo piano.
La sentenza è stata duramente contestata in aula dai familiari e dagli ex
compagni di lavoro di Giancarlo, presenti insieme a molti soci del nostro
Comitato.
Questo esito non fermerà la nostra battaglia, non solo per i 73 morti della
Breda, ma perché ovunque chi inquina, sfrutta e uccide in nome del profitto,
prima o poi paghi per i suoi delitti e sia finalmente fatta giustizia.
Per contatti: 335.7850799 - 339.443595
Sesto S.Giovanni, 5 gennaio 2005
Comitato per la difesa della Salute nei luoghi di lavoro e nel
territorio
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