da prc-torino
Comunicato stampa
Torino 17 novembre 2005
La grandissima e pacifica manifestazione di ieri ha ribadito la volontà
pressoché unanime della Val di Susa di non permettere la devastazione del
proprio territorio, ha anche segnalato, tra l'altro, che la valle non è sola,
infatti migliaia di Torinesi, di Piemontesi si sono mobilitati per sostenere
questa lotta, ha anche dimostrato che i sindaci e comunità montane hanno il
pieno consenso del territorio. Possono le Istituzioni non tenerne conto? Può l'Unione
locale e nazionale non farsene carico?
E' chiaro che questo morente governo di centro destra continuerà a usare la
forza e l'illegalità contro una intera popolazione ma l'Unione può permettersi
di girarsi dall'altra parte facendo finta di nulla sperando così di scaricare
le responsabilità della repressione alla destra e portare poi a casa, nel
futuro governo, l'opera iniziata?
Sull'opera di alta capacità-alta velocità Torino Lione sono state dette cose
non vere:
1- non è vero che se non partono le trivelle ora si perdono i finanziamenti.
2- non è vero che non ci sono alternative al tunnel di 53 Km
3- non è vero che se non parte questa opera il Piemonte verrà tagliato fuori
dall'Europa
Rifondazione propone quindi di aprire immediatamente una discussione su come
dare una risposta alla necessità di potenziare il trasporto su rotaia verso la
Francia, così come è interessata alla possibilità di dar vita ad una tregua
olimpica.
Poniamo però due condizioni dalle quali non si può prescindere:
a) Il controllo democratico del territorio della Val di Susa va restituito ai
sindaci e alle istituzioni locali.
b) Nessun intervento, a cominciare da Venaus, deve partire senza il consenso
dei sindaci della valle.
Senza un dialogo serio e concreto non ci può essere né tregua olimpica né una
sospensione delle mobilitazioni.
Gianni Favaro
Segretario Provinciale Prc di Torino