www.resistenze.org - proletari resistenti - salute e ambiente - 23-09-10 - n. 333

La legge Tarzia cancella i consultori, la salute e le donne
 
di Lisa Canitano - Associazione Vita di donna onlus
 
24/09/10
 
Questa settimana va in discussione, alla Regione e a tappe forzate, la proposta di legge dell'onorevole Tarzia sui Consultori familiari. Con questa proposta si vuole cancellare l'istituzione dei consultori, come strutture sanitarie laiche e accoglienti, nei confronti di qualunque pensiero e qualunque scelta. Secondo questa proposta, infatti, i servizi consultoriali verranno affidati alle associazioni di famiglie che hanno come scopo la difesa della vita fin dal suo concepimento e il servizio pubblico, è testuale, andrà in subordine rispetto a queste associazioni private.
 
Entreranno nei consultori l'esperto in bioetica, l'esperto in antropologia della famiglia, l'esperto in metodi naturali di contraccezione, tutti senza un titolo riconosciuto. Le donne avranno "il dovere di collaborare" (testuale) e dovranno mettere per iscritto quando rifiutano di dare in adozione il bambino invece di abortire.
 
Il personale tradizionale dei consultori (in attesa della sua estinzione) rimarrà ben dietro le linee e potrà intervenire solo dopo che le associazioni avranno finito il loro lavoro di convincimento. Le associazioni faranno tutto ciò gratis et amore dei? Certo che no, verranno ricompensate con apposite detrazioni fiscali e finanziamenti.
Poco importa se i soldi per le donne sono così pochi che verranno aiutate sole le madri che hanno meno di 500 euro al mese (soglia di povertà).
Per la Tarzia l'importante è intercettare immediatamente le donne, che vengono a cercare un'assistenza rispettosa nei consultori, per infliggergli una predica alla quale non si potranno sottrarre.
 
Alla Casa Internazionale delle Donne si è formato un coordinamento che raccoglie associazioni femministe, sindacati e cittadine e cittadini per difendere questa conquista di civiltà delle donne del Lazio.
 
 
Leggi
LEGGE TARZIA
Riforma e riqualificazione dei consultori familiari 
del 26 maggio 2010
 
e la
Proposta di Legge, in attesa di approvazione alla Camera, d'iniziativa dei deputati Capitanio Santolini Volontè 
Disciplina dei consultori familiari a tutela e sostegno della famiglia, della maternità, dell'infanzia e dei giovani in età evolutiva e istituzione dell'Autorità nazionale per le politiche familiari 
Presentata il 29 aprile 2008
 

 
da UDI Nazionale
 
Consultori: è ancora tempo di lottare!
 
di Udi Nazionale
 
20/09/2010
 
L’UDI Nazionale sostiene l’azione intrapresa dall’Assemblea permanente e firma la petizione “salviamo i consultori della Regione Lazio”
 
In premessa della Proposta di Legge della Regione Lazio sul riordino dei Consultori si parla dei Consultori come luoghi per il consolidamento della famiglia e dei valori etici di cui essa è portatrice.
 
Per chi ha redatto questa proposta la donna non è un soggetto, non è una cittadina, ma una componente di una struttura a conduzione patriarcale - la famiglia - i cui interessi vengono prima di tutto.
 
Il concepito stesso viene difeso in quanto già componente della famiglia. Viene da pensare che neanche l’uomo della strada si ritroverebbe nel quadretto di famiglia per come viene rappresentata in questa proposta di legge. Il senso comune degli uomini e delle donne, della società civile, è sicuramente più avanti di certi governanti e amministratori.
 
E’ ora di contrastare una restaurazione che prima ancora che politica è e vuole essere culturale, consapevoli che la posta in gioco non è la vita umana come principio teorico, ma la nostra vita di donne, molto concreta e la nostra libertà.
 
Tutta la cosiddetta "cultura pro life" trasuda inviti alle donne a tornare nei ruoli di donne accoglienti, testimoni di una cultura della vita e di una società che deve essere, sempre attraverso le donne, aperta ed accogliente.
 
Persino la contraccezione, è ormai vista come ostile alla vita, e questo messaggio al negativo è ben più pericoloso e violento della pur insopportabile melassa mediatica attorno alle famiglie numerose, alle mamme ad oltranza, a quelle eroiche ecc.
 
Noi sappiamo che a nessuno di quanti si ergono a paladini delle donne interessa davvero la nostra salute o la difesa della maternità o la reale prevenzione dell’aborto.
 
Altrimenti non sarebbero gli stessi che boicottano tutta l’informazione e cultura contraccettiva, che non stanziano risorse per sostenere le donne che diventano madri, che lasciano tre quarti d’Italia senza Consultori.
 
Gli stessi che da anni impegnano tutte le loro energie nell’eroica battaglia contro l’autodeterminazione delle donne Per costoro il paese reale è molto lontano, immaginatevi le donne.
 
Per firmare anche tu la petizione
 
 

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