www.resistenze.org - proletari resistenti - salute e ambiente - 18-01-11 - n. 347

da Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio
 
Emanato il decreto sul Fondo vittime dell’amianto, ma la lotta continua
 
E’ stato pubblicato il decreto emanato il 13 gennaio 2011 dai Ministri del Lavoro e dell’Economia che riporta le norme che regolano la legge istitutiva del Fondo per le Vittime dell’Amianto (Legge 24 Dicembre 2007, n. 244, pubblicata nella G.U. n. 300 del 28-12-2007 n. 244 art.1, commi 241-246).
 
La legge aveva stabilito che “il finanziamento del Fondo è a carico, per un quarto, delle imprese e, per tre quarti, del bilancio dello Stato. L’onere a carico dello Stato è determinato in 30 milioni di euro per gli anni 2008 e 2009 e 22 milioni di euro a decorrere dall’anno 2010. Agli oneri a carico delle imprese si provvede con una addizionale sui premi assicurativi relativi ai settori delle attività lavorative comportanti esposizione all’amianto”. Finora questi soldi sono stati congelati perché il decreto, che sarebbe dovuto essere emanato a 90 giorni dalla sua promulgazione, arriva dopo 3 anni solo grazie alle dure lotte dei lavoratori, dei Comitati e delle Associazioni delle vittime dell’amianto che - dopo ripetute manifestazioni davanti alla Camera dei Deputati e del Senato - hanno portato la loro protesta anche in incontri con il Presidente della Repubblica e il Presidente della Camera.
 
Tuttavia, entrando nel merito del decreto, dobbiamo dire che non siamo affatto soddisfatti. Il decreto accoglie solo in parte gli obiettivi che le organizzazioni delle vittime dell’amianto avevano richiesto.
 
1) Per il governo hanno diritto al Fondo solo ”i titolari di rendita…che hanno contratto patologie asbesto correlate per esposizione all’amianto e alla fibra fiberfrax riconosciute dall’INAIL”. Niente invece per gli altri. Coloro che sono stati esposti all’inquinamento ambientale non lavorativo, ma che non sono stati riconosciuti dall’INAIL (come i famigliari dei lavoratori esposti o i cittadini che vivendo vicino a fonti di contaminazione, hanno contratto una malattia asbesto-correlata), anche se sono stati avvelenati dalla fibra killer, secondo il decreto attuativo non hanno alcun diritto.
 
2) “L’onere a carico delle imprese è determinato in 10 milioni di euro annui per il 2008 e per il 2009 e in 7 milioni e trecentotrentatremila euro a decorrere dal 2010.” Una cifra troppo bassa rispetto ai danni che le aziende hanno creato e per poter dare risarcimenti dignitosi!
 
3) “Il comitato amministratore del fondo è composto da sedici membri, di cui fanno parte un rappresentante del Ministero del lavoro e delle politiche sociali (Direzione generale per le politiche previdenziali), uno del Ministero dell’economia e delle finanze, quattro rappresentanti dell’Inail, quattro rappresentanti delle maggiori organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale, quattro rappresentanti delle organizzazioni datoriali maggiormente rappresentative a livello nazionale, due rappresentati delle Associazioni delle vittime dell’amianto maggiormente rappresentative nell’ambito delle regioni che, a livello nazionale, risultano avere una più alta incidenza di malattie asbesto correlate.” Anche in questo caso i Comitati e le Associazioni che più si sono battute per ottenere il fondo vengono discriminate, avendo due soli rappresentanti nel comitato amministratore.
 
La legge che risarcisce in parte le vittime dell’amianto è una prima vittoria dei Comitati, delle Associazioni e dei sindacati. Tuttavia riteniamo che questo sia solo un acconto che arriva alle vittime e ai famigliari, anche se con notevole ritardo.
 
Da anni ci battiamo per il rischio zero, per l’eliminazione delle sostanze cancerogene e, anche se è giusto che le vittime e i famigliari siano risarciti, pensiamo che la salute e la vita umana non abbiano prezzo e non vadano monetizzate o barattate.
 
Non possiamo accettare che gli assassini di tanti lavoratori e cittadini continuino a rimanere impuniti. Continuiamo a batterci contro chi considera normale e accettabile che si muoia sul lavoro e per il lavoro, contro chi antepone il profitto alla vita umana, per questo nei processi in ci siamo presentati parte civile abbiamo chiesto un solo euro di risarcimento.
 
Noi continueremo a batterci perché tutte le vittime dell’amianto abbiano giustizia, per modificare questa legge affinché venga riconosciuta l’estensione del diritto a tutti i lavoratori, ai loro famigliari e ai cittadini che si sono ammalati o sono morti per malattie da amianto.
 

Questa battaglia è possibile: il Fondo per le vittime in Francia è di circa 500 milioni annui e anche in Italia ci batteremo affinché il fondo possa coprire e risarcire tutte le persone colpite dal minerale killer.

 
Insieme a tutte le associazioni prossimamente organizzeremo un’incontro Roma affinché le proposte di legge sull’amianto già presentate al Senato e alla Camera siano discusse e approvate.
 
Comitato per la Difesa della Salute nei Luoghi di Lavoro e nel Territorio
 
Sesto San Giovanni, 18 gennaio 2011
 
per contatti : 3357850799
via Magenta 88 – 20099 Sesto S. Giovanni (MI) – tel-fax: 02 26224099
c/o Centro Iniziativa Proletaria “G. Tagarelli”

 

 Il Fondo francese si caratterizza per essere indipendente e aggiuntivo rispetto agli indennizzi per causa lavorativa e copre le diverse malattie da amianto, includendo mesoteliomi, tumori del polmone, asbestosi e placche pleuriche. Il risarcimento alla persona o agli eredi (coniuge, figli, nipoti) è assegnato in tutti i casi di asbestosi, mesotelioma e placche pleuriche, una volta verificata l’esistenza della malattia.

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