www.resistenze.org - proletari resistenti - scuola - 18-05-03

Con la devoluzione un futuro di contraddizioni


Il governo di centro destra sta costruendo una montagna legislativa sulla cosiddetta “devolution” che oramai segna di continue contraddizioni il futuro della scuola.
In questi giorni si è avuto in Parlamento, contemporaneamente, la discussione, in seconda battuta, del progetto di riforma costituzionale voluto dalla Lega, un federalismo selvaggio con “competenze specifiche” alle regioni in materia di scuola, sanità e polizia locale ed anche la votazione sul progetto di federalismo del centro sinistra che è passato, anche se non definitivamente, con i voti della compagine berlusconiana e, su tutto, il disegno di legge del governo, con l’opposizione della Lega, che cerca di salvare la capra del nazionalismo ed i cavoli della disgregazione selvaggia del nostro paese e delle sue istituzioni.

In tutto questo baillame la scuola veleggia sempre più a vista, non sapendo bene a cosa si stia andando incontro e cioè quale linea federalista riuscirà vincitrice. Per ora, prima delle elezioni legislative di fine maggio, il tutto è un po’ sospeso. Chiaramente un maggior peso interno di uno o dell’altro partito del Polo di centro destra farà pendere la radicalità della “devolution” verso la lettura leghista od il suo contrario.

Il ddl del governo sulla riforma del Titolo V della Costituzione cerca di sanare una giara già rotta. In esso si dice infatti che lo “Stato esercita la potestà legislativa esclusiva - tra l’altro - per quanto riguarda l’organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici e di formazione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche”. Nello stesso disegno poi si afferma che “le regioni esercitano la potestà legislativa esclusiva - tra l’altro - nell'organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici e di formazione, fatta salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche; definizione della parte dei programmi scolastici e formativi d’interesse specifico delle Regioni; istruzione e formazione professionale”. Capisca chi può.
Le definizioni delle responsabilità decisionale in questa materia, ma tutto il disegno di legge è così approssimativo, sono perlomeno oscure e difficilmente attribuibili. Logicamente per la Lega che è partito di “rusteghi” e con capacità di comprensione semplice il tutto appare perlomeno “romanocentrico”. In effetti si capisce solo che gli uomini di Forza Italia, AN e soci, stanno cercando di tenere buono il “partito del nord” anche in questo contenzioso, senza sbracare troppo e nello stesso tempo senza correre il rischio di perdere questo pezzettino di alleanza che potrebbe risultare determinante nelle prossime elezioni amministrative.

Intanto nelle scuole del paese si lavora senza certezza giuridica in atto ed all’orizzonte, in presenza di un contratto oramai scaduto da quasi un anno e mezzo. Pochi soldi da spendere, molte promesse fatte e macroscopica approssimazione gestionale. Anche se poi i soldi si trovano per i sovvenzionare le private. La riforma Moratti in mezzo a queste secche non si sa neppure quanto resterà in piedi, ma in ogni modo inizia il suo iter, padagogicamente assurdo, già dal prossimo anno scolastico.
Insomma andrà bene se studenti ed insegnanti riusciranno a terminare l’anno in corso decentemente, in qualche modo.

Tiziano Tussi