www.resistenze.org - proletari resistenti - scuola - 17-02-04

La chiesa all’attacco della secolarizzazione. ancora una volta


Di Tiziano Tussi

In questo marasma che sta colpendo la scuola italiana mancava la voce fondamentalista della chiesa cattolica. Il convegno tenuto a Roma tra il 12 ed il 14 febbraio ha coperto questo ritardo. La CEI (Conferenza Episcopale Italiana) con le sue filiazioni di lavoro, ha organizzato una tre giorni, tra una messa, ed una preghiera, con lo scopo di riannodare le fila dell’afflato religioso con le innovazioni tecnico-amministrative che il ministro Letizia Moratti sta portando avanti con grandi risultati negativi.

In pratica, ogni livello scolastico in Italia è in subbuglio, dalla scuola materna all’Università, e la chiesa, attraverso al flebile voce del cardinale Ruini, che ha aperto i lavori del convegno in oggetto, ha una risposta a tanta confusione: “Per conferire valenza educativa al processo di trasmissione culturale appare dunque necessario… riconoscere il ruolo imprescindibile delle primarie relazioni familiari e della appartenenza religiosa.”

Se le parole non sono solo un “flatus vocis”, il tutto significa che solo nella fede si può sperare di apprendere qualcosa. Il suo discorso termina con un’altra affermazione chiarissima, senza scampo per i non credenti e per i fedeli di altre religioni: “Le sfide dell’educazione – titolo del convegno, ndr – ci richiamano a riflettere sulla carità, sull’amore oblativo come chiave della costruzione del futuro”.

Come se secoli di storia del pensiero, variamente intesa, abbiano lasciato nulla sul piano euristico. L’amore, e detto da un prete è perlomeno singolare, e la carità debbono guidare il nostro sapere. Povero Socrate, ha bevuto la cicuta per nulla. In altri passaggi vi è il richiamo alla svalutazione scientifica, per un pensiero che non voglia aprirsi alla teologia: “La nostra cultura ha spostato drasticamente l’accento dalla filosofia verso le scienze (positivismo), anzi verso le tecniche applicate. Ciò fa sì che il problema umano sia già all’inizio gravemente pregiudicato perché si decide che la verità umana in quanto tale (la domanda di senso, di valore, di progetto intenzionale, di relazione vissuta, la libertà che produce storia e significati umani) sia sottoposta al giudizio prevalente, se non esclusivo, del sapere scientifico e tecnologico”.

Naturalmente dimenticandosi di tutta una stagione non proprio felice per la chiesa, quella dei roghi, di sconosciuti e di conosciutissimi uomini e donne, filosofi che si interrogavano sul rapporto scienza-religione, e che ebbero qualche problemino con la chiesa cattolica tra il 1500 ed il 1600. Ruini rinnova la voglia di egemonismo della chiesa sulla scuola, sul sapere e sulla società tutta.

Un nuovo integralismo alla luce anche dei più recenti cambiamenti costituzionali, a cui lo stesso, per altro si richiama. Una società da riorganizzare e riorientare in stretto senso cattolico.

Giordano Bruno, Tommaso Campanella e Galileo Galilei hanno già detto e dato molto a proposito. Perché ritornarci sopra pedissequamente? Uno spezzettamento ed una frammentazione sul territorio governata da Santa madre chiesa: questo è ciò che la CEI propone e che il nostro “laico” ministro della pubblica istruzione, ora più precisamente MIUR, non più pubblica e non più istruzione, gradisce: lo stato garante della privatizzazione religiosa, cattolica, delle coscienze. Amen!