Contemporaneità e storia
di Tiziano Tussi
Contemporaneità e storia. Difficile trattare la storia contemporanea quando ci
si mette di mezzo la politica spicciola e quando gli avvenimenti da studiare ed
analizzare sono nello stesso tempo
ancora oggetto di scontro politico e partitico continuo.
Quando accade qualcosa di tremendo – attentati, stragi, guerre – subito ci si
chiede “cosa sanno i giovani”? e si rimane sbalorditi nel riscontrare che a
scuola nessuno insegna loro nulla della contemporaneità! Ma come si fa ad insegnare qualcosa che è ancora vivo
nella carne della nostra società e che viene continuamente dibattuto e cambiato
dalla politica?
Facciamo alcuni esempi.
Il periodo stragistico in Italia, dalla bomba di Piazza Fontana a Milano il 12
dicembre 1969. Questo oscuro avvenimento è venuto ancora alla ribalta proprio
in occasione delle bombe di qualche giorno fa a Madrid. Cosa sanno gli studenti
della “strategia della tensione”? Ed ecco che alcuni quotidiani lo vanno a
chiedere davanti alle scuole. Naturalmente ottengono risposte le più varie, ma
il problema per l’insegnante rimane quello già proposto: cosa e come insegnare la strage di Piazza Fontana
quando ancora la magistratura dopo trentacinque anni, un periodo di tempo
abbastanza lungo che permette di storicizzare un accadimento, non ha dato
alcuna risposta certa, assolvendo anche gli ultimi indiziati del reato?
Pensiamo solo alle discussioni feroci attorno alla Resistenza, ed al successo
editoriale del libro di Pansa, Il
sangue dei vinti, sulle cosiddette stragi ad opera dei partigiani. Ed
ancora, il giorno di ricordo delle Foibe e dell’esodo istriano, istituito
recentissimamente dal Parlamento; ricorrenza che produce inevitabili riflessi
sul terreno storico.
Diversamente sarebbe stato con un governo di altra natura? Forse sì! Dal 1996,
il programma di storia dei corsi del
livello superiore, vede, all’ultimo anno, lo studio del solo Novecento.
Questa indicazione ministeriale, mai cassata, ha operato vere e proprie
rincorse all’attualità che si sono risolte in modo a volte brutale. Cosa dirà
un professore di destra della strategia
della tensione? Quando una dei problemi che il governo di centro destra
vuole risolvere è la pretesa egemonia della sinistra sulla scuola, noi possiamo
capire come il terreno della contemporaneità sia scivoloso.
Se si volesse rendere bene un servizio di chiarificazione di accadimenti
contemporanei, i ministri che hanno a cuore la cultura in Italia e la sua
trattazione collettiva potrebbero pensare a momenti dialettici all’interno della normale vita scolastica
nei quale si potesse discutere liberamente di attualità. Ma la storicità, il
piano storico è altra cosa, come è noto a tutti quegli insegnanti che debbono
presentare e discutere il periodo post seconda guerra mondiale. Possiamo
scomodare il Vico ed il suo verum est
factum. Ma il vero non si riconosce chiaramente in una situazione di
conflittualità politica incalzante. Non basta sapere cosa accadde ma anche
perché. L’orizzonte interpretativo è alla fonte di ogni approccio storico. Ed è
impossibile interpretare scientificamente nel momento in cui gli interessi
politico partitici divengono preponderanti. La lotta politica, seppur
fondamentale per una società, deve esser intesa come cosa altra rispetto al piano storico.