www.resistenze.org - proletari resistenti - scuola - 27-03-04

Contemporaneità e storia


di Tiziano Tussi

Contemporaneità e storia. Difficile trattare la storia contemporanea quando ci si mette di mezzo la politica spicciola e quando gli avvenimenti da studiare ed analizzare sono nello stesso tempo  ancora oggetto di scontro politico e partitico continuo.
Quando accade qualcosa di tremendo – attentati, stragi, guerre – subito ci si chiede “cosa sanno i giovani”? e si rimane sbalorditi nel riscontrare che a scuola nessuno insegna loro nulla della contemporaneità! Ma come si fa ad insegnare qualcosa che è ancora vivo nella carne della nostra società e che viene continuamente dibattuto e cambiato dalla politica?

Facciamo alcuni esempi.
Il periodo stragistico in Italia, dalla bomba di Piazza Fontana a Milano il 12 dicembre 1969. Questo oscuro avvenimento è venuto ancora alla ribalta proprio in occasione delle bombe di qualche giorno fa a Madrid. Cosa sanno gli studenti della “strategia della tensione”? Ed ecco che alcuni quotidiani lo vanno a chiedere davanti alle scuole. Naturalmente ottengono risposte le più varie, ma il problema per l’insegnante rimane quello già proposto: cosa e come insegnare la strage di Piazza Fontana quando ancora la magistratura dopo trentacinque anni, un periodo di tempo abbastanza lungo che permette di storicizzare un accadimento, non ha dato alcuna risposta certa, assolvendo anche gli ultimi indiziati del reato?
Pensiamo solo alle discussioni feroci attorno alla Resistenza, ed al successo editoriale del libro di Pansa, Il sangue dei vinti, sulle cosiddette stragi ad opera dei partigiani. Ed ancora, il giorno di ricordo delle Foibe e dell’esodo istriano, istituito recentissimamente dal Parlamento; ricorrenza che produce inevitabili riflessi sul terreno storico.

Diversamente sarebbe stato con un governo di altra natura? Forse sì! Dal 1996, il programma di storia dei corsi del  livello superiore, vede, all’ultimo anno, lo studio del solo Novecento. Questa indicazione ministeriale, mai cassata, ha operato vere e proprie rincorse all’attualità che si sono risolte in modo a volte brutale. Cosa dirà un professore di destra della strategia della tensione? Quando una dei problemi che il governo di centro destra vuole risolvere è la pretesa egemonia della sinistra sulla scuola, noi possiamo capire come il terreno della contemporaneità sia scivoloso.

Se si volesse rendere bene un servizio di chiarificazione di accadimenti contemporanei, i ministri che hanno a cuore la cultura in Italia e la sua trattazione collettiva potrebbero pensare a momenti dialettici  all’interno della normale vita scolastica nei quale si potesse discutere liberamente di attualità. Ma la storicità, il piano storico è altra cosa, come è noto a tutti quegli insegnanti che debbono presentare e discutere il periodo post seconda guerra mondiale. Possiamo scomodare il Vico ed il suo verum est factum. Ma il vero non si riconosce chiaramente in una situazione di conflittualità politica incalzante. Non basta sapere cosa accadde ma anche perché. L’orizzonte interpretativo è alla fonte di ogni approccio storico. Ed è impossibile interpretare scientificamente nel momento in cui gli interessi politico partitici divengono preponderanti. La lotta politica, seppur fondamentale per una società, deve esser intesa  come cosa altra rispetto al piano storico.