1957, il tempo non passa per la scuola.
Di Tiziano Tussi
“…è la persona dell’insegnante che dà il tono a tutta la classe; il peggiore
dei programmi diventa ottimo, se svolto da un insegnante capace.”
Sembra una dichiarazione di impegno per la scuola del futuro ed invece la si
può leggere in un testo del 1957, Gli
insegnanti bocciati, di A. Ev. Breccia. Un libro sorprendente che ha
avuto all’epoca, in pochi mesi, ben sei edizioni, l’ultima è del gennaio 1958.
Il testo si snoda fra le questioni più importanti per la scuola di allora.
Pare però scritto questa mattina. Vi è un florilegio tratto dagli elaborati
svolti nei concorsi nazionali per l’immissione in ruolo degli insegnanti,
durante i quali l’Autore aveva ricoperto più volte il ruolo di presidente di commissione.
Strafalcioni tremendi. Il panorama di ignoranza si spalma su ogni ordine di
scuola: liceo, magistrale, istituto tecnico.
Vi è poi un capitolo che riguarda i mali dell’università: professori che
insegnano poco, che non abitano nella città della sede universitaria e che
perciò sono poco presenti al loro lavoro; tesi di laurea pagate a facitori
d’occasione oppure ad agenzie che lavorano per la bisogna. Un altro capitolo
riguarda gli esami di maturità che alcuni ritengono poco seri, nei quali i voti
bassi sono frequenti, con commissioni giudicatrici formate da insegnanti che
non colgono a pieno il senso profondo del loro lavoro non avendo le capacità di
ben condurre gli esami orali.
Naturalmente viene anche ricordato il basso salario degli stessi lavoratori
della scuola. Vengono anche stigmatizzate modalità di correzione che dovrebbero
essere corali ed invece di corale hanno solo la disattenzione di chi corregge.
Il tutto circondato, costretto dalle troppe raccomandazioni che i commissari
d’esame e di concorso debbono sopportare. Raccomandazioni in favore di
candidati che non riescono nemmeno ad ottenere un minimo di decenza per
superare i loro ostacoli. La frase finale è illuminante: “Il problema della
scuola, è soprattutto, è essenzialmente un problema di uomini. La scuola, cioè
il Maestro”.
Chi volesse leggere questo testo del 1957 lo può fare chiedendolo alla Casa
editrice: Nistri-Lischi, Via XXIV° Maggio, 28, 56123, Pisa, Tel:050563371, €
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