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La trasformazione della figura del preside


di Tiziano Tussi

Da poco sono scaduti i termini per presentare la domanda di ammissione al corso concorso a 1500 posti di preside per le scuole primarie e secondarie, di primo e secondo grado.

Il bando di concorso e la tabella per la valutazione titoli offrono la possibilità di alcune sottolineature.


Tutta la trafila dell’evento sarà lunghissima. Più o meno due anni. Si deve parlare di una prima fase di presentazione titoli e di ammissione alla trafila. Poi vi saranno due prove scritte ed una orale. A seguire, un anno di frequentazione di lezioni e seminari che dovrebbero poi sfociare in un altro filtro che vede la curiosa presenza di un colloquio per gruppi, fra le altre prove previste. Vengono in mente gli esami di gruppo per gli studenti universitari degli anni attorno al ’68, allora tanto esecrati e qui, ripeto, curiosamente introdotto.

Vediamo le diverse tappe.


La prima considerazione riguarda le tabelle valutazione titoli. La parte del leone la fanno le capacità funzionali: essere stati presidi incaricati, vice presidi, membri della giunta esecutiva, del consiglio d’istituto ed equivalenti. Si possono raggiungere 11 punti su venti. I titoli culturali, nove punti, vengono assorbiti dall’ottenimento della laurea, ovviamente, dottorati, borse di studio e similari. Dalla valutazione titoli non compare minimamente la voce che riguarda la produzione culturale, libri prodotti, saggi, collaborazioni con riviste di settore. I venti punti al massimo, di questa parte, richiamano quelli che vengono richiesti agli studenti delle scuole superiori per gli esami di maturità.


Il bando esprime, per le prove di concorso, una serie di aree culturali da discutere, definite con grande indeterminatezza: lo sviluppo della conoscenza, nei diversi settori disciplinari, in una società globale e multiculturale (aspetti epistemologici e storici). Basta questo titolino per comprendere come il tutto dovrà essere guidato da corsi di preparazione organizzati dai sindacati scuola e da altri attori sociali, ovviamente su indicazioni ministeriali per chiarire cosa significhi questa titolazione.

Un solo altro esempio: la progettualità formativa alla luce dell’evoluzione del contesto politico ed economico, scientifico e tecnologico, culturale e sociale in Italia e in Europa. Insomma grandi scenari. Dopo la prova scritta ed orale, in cui compare anche la modalità gruppettaria, oltre che un’altra, individuale, inizia per i vincitori, in numero corrispondente ai posti previsti più un dieci per cento, un lungo corso di formazione che darà poi origine ad altre prove scritte ed orali, in cui comparirà anche la richiesta di una capacità linguistica, inglese, e dell’uso del computer.

Ricordo che in Cina, per secoli, si è proseguito con esami statali per rimpolpare il numero dei funzionari e dei burocrati, i Mandarini. Nel caso attuale invece la lezione del modernismo, funzionale e partecipativo, è oramai imperante. La scuola gentiliana si è persa di vista completamente, la figura del preside si sta trasformando sempre più sul personaggio di manager e di propositore didattico. Il crinale culturale e professionale, il crinale pedagogico applicato al fare scuola si è perso completamente.

L’innovazione ha trasformato una figura cui si richiedeva capacità e preparazione personale e amministrativa in un’altra dai contorni nuovi ma ancora poco chiari e che risulterà da un percorso molto lungo ed invasivo, della durata di due anni circa.