di Tiziano Tussi
Oramai rodato, il nuovo esame di maturità, che inizia proprio oggi, per la
quarta volta sarà organizzato e deciso dalle commissioni interne, sia nella
scuola pubblica sia nelle scuole paritarie private. Solo nelle scuole private
non paritarie si avranno commissioni metà esterne e metà interne. Il resto
segue come da copione.
Anche quest’anno ci saranno discussioni sul senso da dare ad un esame che in
pratica si presenta come un doppione delle ultime interrogazioni degli
studenti. Ci saranno, e già si sono attivati, molti siti internet che
propongono schemi od elaborazioni di tesine da utilizzare da parte degli
studenti all’esame orale. Un mercato sotterraneo che spinge anche alla lotteria
di previsione dei titoli dei temi che sono proposti stamattina. Tra tutto
questo marasma, che si concluderà, alla lunga, in non più di una quindicina di
giorni, tre saranno i risultati prodotti con questa tipologia d’esame: una
forte riduzione dei costi, stando la composizione locale delle commissioni e
l’aumento di tensione da parte degli studenti che si scioglierà solo al momento
della fine del colloquio di maturità e, importantissimo, un aumento delle
capacità produttive delle scuole private, produttive di promozione a pagamento.
Anche se molti degli studenti hanno già sostenuto test d’ingresso nelle facoltà
universitarie che frequenteranno, non avendo le stesse atteso certo l’esito
degli esami per cominciare ad organizzare il loro prossimo anno scolastico,
almeno per quanto riguarda i nuovi iscritti, le matricole. Ma rimane in ogni
caso, ed ogni insegnante ne può essere testimone già nelle ultime settimane di
scuola, l’aumento di panico psicologico negli studenti. Solo per loro si tratta
di affrontare un vero e proprio esame. Il primo vero esame della loro carriera
scolastica. Si ritroveranno di fronte, ma tutti assieme, i loro insegnanti. Una
situazione nuova che fra l‘altro può portare alla luce dinamiche psicologiche e
culturali prima settorializzate e depotenziate tra le varie ore delle diverse
discipline.
Sei, otto insegnanti, secondo l’indirizzo del corso di studi, che assieme
scruteranno, ascolteranno e valuteranno un solo studente per volta. Una carico
di accumulo psicologico unico nella storia scolastica degli studenti. Una
simile situazione vi sarà solo alla discussione della tesi di laurea, ma ancora
diversa da questa. Insomma se si vuole cercare un senso, l’unico, a
quest’ultima fatica estiva della scuola lo si deve trovare in questa agitazione
dell’animo dei ragazzi. Mentre per l’aumento dei privatisti si danno già cifre
altissime. Una evoluzione positiva esponenziale di grandi dimensioni.
Una conseguenza dell’attuale organizzazione valutativa dell’esame di stato che
certamente era nelle conoscenze di chi ha pensato questa formula. Per la
maggior parte degli studenti comunque sarà anche quest’anno un ostacolo da
superare un mettersi alla prova. Una specie di rito di iniziazione che mantiene
ancora la sua potenzialità.