Una proposta di disegno di legge dal Comitato fiorentino "Fermiamo la Moratti"
di Luigi Saragnese
18/11/2005
La “Proposta di disegno di legge per l’abrogazione delle leggi Moratti”
promossa dal Comitato fiorentino "Fermiamo la Moratti" interviene su
una questione decisiva per il futuro della scuola italiana, perché risponde
affermativamente a un quesito che i prossimi mesi che precedono le elezioni
renderanno ancora più cruciale: cosa fare delle riforme Moratti?
L’avvicinarsi della scadenza elettorale non ha, finora, affatto avvicinato per
l’Unione il momento della scelta, anzi. Ogni giorno che passa vede addensarsi
nubi sempre più scure , si moltiplicano le risposte più diverse, cresce
l’incertezza. Insomma, avviene l’esatto contrario di quello di cui insegnanti,
studenti e genitori avrebbero bisogno.
La questione centrale è se sia necessario, come il movimento di opposizione
alla Moratti ha rivendicato sin dall’inizio, abrogare la legge 53 sulla scuola
e la Legge sulla docenza universitaria per avviare una politica scolastica
alternativa a quella portata avanti dal centrodestra. Molte e autorevoli voci
fra i partiti del centrosinistra hanno più volte ribadito la loro contrarietà,
ricorrendo a diversi argomenti.
Esponenti della Margherita hanno, ad esempio, più volte sottolineato che “non è
giusto ricominciare da zero quando si fa una riforma su un corpo vivo e vitale
come la scuola” e che “Non serve azzerare tutto: alcuni elementi della riforma
vanno conservati, magari modificandoli un po' o realizzandoli pienamente”. Per
Ranieri, responsabile nazionale scuola dei DS “La logica va rovesciata: prima
di parlare di abrogazione, l'Unione faccia le sue proposte”.
Ma più ancora che le dichiarazioni o le interviste, sono gli atti concreti,
quotidiani, degli Assessori provinciali e regionali del centrosinistra che
governano la maggioranza degli Enti Locali e le Regioni, che preoccupano.
In questi mesi era già possibile intraprendere politiche che marcassero la
discontinuità con quelle precedenti, che segnassero una inversione di tendenza
rispetto alle politiche liberiste, di privatizzazione e mercificazione
dell’istruzione e del sapere. Al contrario assistiamo al moltiplicarsi di atti
politici che prefigurano la continuazione della Moratti… senza la Moratti.
Si prenda la questione delle leggi regionali sui “buoni scuola”, varate da
quasi tutte le regioni prima governate dal centrodestra, per le quali, invece
dell’abrogazione, si prevedono modifiche che, però, non intacchino il
mantenimento del principio della “libertà di scelta educativa”, cioè la
possibilità di continuare a scegliere le scuole facendosele pagare da tutti i
cittadini; oppure, gli accordi Stato-Regioni sulla “sperimentazione” dei
percorsi di formazione professionale che anticipavano la Riforma Moratti:
all’approssimarsi della scadenza c’è un gran movimento di assessori della
Margherita o dei DS che, invece di portare alla fine questa sciagurata
esperienza , punta ad un loro rinnovo per altri tre anni.
Per questi motivi crediamo che “Proposta di disegno di legge” promossa dal
Comitato fiorentino "Fermiamo la Moratti" sia giusta e vada
sostenuta: serve per avanzare una proposta chiara, indicare un percorso
credibile a tutto il centrosinistra, facendo venire allo scoperto quanti
sostengono “l’impossibilità tecnica” dell’abrogazione.
Nello stesso tempo occorre avviare una grande discussione di massa, nelle
scuole, su un progetto condiviso di riforma della scuola secondaria superiore
come, ad esempio, quello proposto dal movimento milanese di Retescuole, che
coinvolga insegnanti, genitori e studenti e che sia capace di costruire un
progetto di “scuola che vogliamo”.