www.resistenze.org - proletari resistenti - scuola - 25-07-06

Il luna park delle superiori

 

di Tiziano Tussi

 

Dalla “Storia del cucchiaio nell’epoca moderna e contemporanea”, al “Lombrico questo sconosciuto”, dopo una marea di tesine si sono chiusi gli esami di maturità. Certo i titoli indicati sono paradossali, ma neppure troppo. Le commissioni d’esame si sono sentite sciorinare di tutto alle prove orali. Da analisi di cose fatte, hobby e lavori frequentati da tempo – barca a vela, cartografia medioevale – a scopiazzature da siti  internet, con argomenti classici e percorsi interdisciplinari – Il sogno: Calderon De La Barca, Freud, Svevo; Totalitarismo: Orwell, Arendt, Levi ecc. Al pari di enormi imbuti sono stati ingurgitati racconti seri, semi seri e farseschi. Nel frattempo il Parlamento ha finalmente licenziato un disegno legge per pagare gli insegnanti impegnanti agli esami.

 

Insomma non si capisce veramente a cosa serva e perché tenere in piedi un atto che fra l’altro trova difficoltà di copertura finanziaria. Tenendo presente che comunque il lavoro si deve pagare ed anche quello, parrà strano, degli insegnanti. Il Ministro Fioroni ha già pensato come cambiare questa recita: commissioni esterne. Costeranno di più. Anche le trasferte si pagano ai lavoratori. A meno che non si pensi che gli esami siano un atto dovuto, con tutte le conseguenze e le squilibri del caso. Infatti vi sono insegnanti che non sono impegnati negli esami; durante quelle settimane si lavora di più, ecc. ecc. Ma, ed è la cosa più importante, dovrà anche pensare a come ristrutturare l’esame in sé.

 

A cosa servono le tesine degli orali? Cosa dimostrano? Se non in una infinitesimale percentuale dimostrano solo la capacità dello studente di concentrare in pochi minuti  un argomento più o meno imparato a memoria e preso da amici o dalla rete. Serve veramente per esser promossi all’esame? No! Serve veramente per aver molti punti in più alla fine del colloquio? No ! E’ solo un rimasuglio del pensiero scolastico di Luigi Berlinguer, che, come è noto , non ha avuto molto successo, dato che si era formato sostanzialmente su un approccio paternalistico-oratoriale della scuola.

 

Gli studenti dovrebbero studiare e bene, preparati da insegnanti preparati e bene. La tesina ed un’amicale rapporto sostitutivo di chissà quali privazioni famigliari servono veramente a nulla, quando non a sviare gli obiettivi di un’acculturazione ben strutturata, a livello liceale o comunque superiore. A riprova di questa inutilità anche quest’anno i numeri finali: i promossi sono stati quasi la totalità al liceo, circa l’1% di bocciati. Poco più alta è la media dei respinti in totale, circa il 3%. I soliti fanalini di coda, gli istituti professionali.

 

Ma così non poteva che essere dato che pure i presidenti di commissione, uno per plesso scolastico, spingevano le commissioni a promuovere tutti. Meno problemi, meno verbali da compilare, meno rogne. E poi tutti al mare. I presidenti con più compenso in tasca a pensare a rilassarsi. Gli altri ad aspettare. Cosa significa pertanto un carrozzone promozionale che si infrangerà sugli scogli universitari oppure sulle richieste lavorative, entrambe lontanissime dall’accogliente luna park della classe delle superiori?

 

I voti raccolti dagli studenti si situano, come spesso è accaduto nella fascia di mediocrità, dai settanta ai novanta centesimi. Pochi coloro che arrivano al massimo e non molti quelli che si fermano al minimo, al sessanta, che non si nega a nessuno.

Occorre affrontare con coraggio questo momento e quindi l’intera impalcatura scolastica : abbiamo veramente molto da fare e sempre più molto da fare.