www.resistenze.org - proletari resistenti - scuola - 24-06-07
Esami di maturità in cerca di collocazione
di Tiziano Tussi
Un appuntamento preciso, puntuale, che cade come un tragico destino ogni anno. La maturità. Come Babbo Natale e Befana assieme porta con se doni e lacrime. Come le feste comandate, che rimangono imperiture nel tempo e perciò sono soggette a sfasamenti sempre diversi, pure la maturità non riesce a trovare una sua chiara collocazione. Ora, per quella che inizia oggi si ritorna alla pratica che era già in vigore sei anni fa. Commissioni in parte interne ed in parte esterne. All’inizio della nuova era, dopo il periodo “gentiliano”, dal 1969, sino al 1998, le commissioni erano totalmente esterne, con un solo membro interno a fare da buon difensore degli studenti. Luigi Berlinguer, con una legge del 1997, riformò la materia. Commissioni interne ed esterne, come ora. ma gli aggiustamenti non finirono. Il ministro Brichetto in Moratti le rifece tutte interne. Ed ora con il ministro Giuseppe Fioroni si ritorna alla modalità Berlinguer.
Le altre modalità sono note. Ma cosa è questo continuo balletto sulla composizioni commissariali? E’ lo specchio delle tremende difficoltà in cui si dibatte la scuola pubblica. Se la pratica governativa, specialmente negli ultimi anni, deve sposare efficienza e risparmio è logico che fasicamente ci si debba inventare esperimenti per vedere come va. Alcuni dati sono però ormai assodati: une esame che promuove dal 95 al 97 % negli ultimi anni, con composizioni diverse: solo interne, un po’ di più; metà interne e metà esterne, un po’ di meno. Ma la percentuale era più o meno simile anche con commissioni integralmente esterne, eravamo attorno al 93, 94 % abbondante. E teniamo presente che negli ultimi anni i cosiddetti “esaminifici”, scuole private con commissioni interne, insomma pagare per essere promossi, così come Brichetto in Moratti aveva pensato, avevano alzato un poco la media dei maturati.
Se può consolare il fatto che il denaro si compri anche la cultura occorrerebbe almeno ritornare ad un passaggio di Immanuel Kant (Risposta alla domanda: che cos’è l’Illuminismo? 1784) : “La pigrizia e la viltà sono le cause per cui tanta parte degli uomini …rimangono… volentieri per l’intera vita minorenni… Se io ho un libro che pensa per me, …non ho bisogno di pensare, purché possa solo pagare.” Ma anche senza scomodare il sommo Kant, può pacificare lo spirito sapere che si può pagare per essere giudicati maturi e poi cullarsi nell’illusione che si è alzato però di un punto la percentuale dei promossi? Altro problema il risparmio: perciò ogni anno si corre a cercare un po’ di soldi per pagare questi fannulloni di insegnanti che, lavorando di più, per altre categorie si chiamano straordinari, vogliono anche essere pagati. Sarebbe un bel risparmio non farlo. Intanto lo si fa con grande ritardo. La maturità dello scorso anno scolastico sono arrivate verso febbraio. Dopo circa otto mesi dalle prestazioni. Sarebbe interessante proporre all’imbianchino od idraulico di turno che ora lui lavora, ma verrà senz’altro pagato dopo otto mesi. Certo l’idraulico si serve anche di chiavi inglesi per i suoi lavori, di pappagalli.
Insomma un esame che conta nulla in sé ma che conta come trincea della scuola pubblica. Alcuni, e non sarebbe, tutto sbagliato, lo vorrebbero sopprimere. In pratica molte facoltà universitarie lo hanno già fatto, non attendendo l’esito dello stesso per organizzare i test d’ingresso. Con quella percentuale di promossi solo gli extraterrestri infatti hanno poche chanche. Ma al di là della importanza di un rito di iniziazione che ha almeno una parvenza di serietà per gli studenti, aspetto non secondario da tenere in considerazione, l’esame di maturità dice ogni anno che la scuola pubblica ha ancora qualcosa da dire. Deve licenziare i propri studenti, deve valutare. Ed è su questo tema che occorre lavorare per approfondire serietà e decenza. La cultura è fatica – scomodiamo Gramsci? ma sì –, occorre che venga riportata in primo piano. Produrre cultura non è cosa da poco. E gli studenti lo possono capire anche in questi momenti topici. Per loro l’esame deve essere serio ed efficiente. I ministri della Pubblica istruzione ci riflettano. Per gli studenti.