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- proletari resistenti - scuola - 03-02-12 - n. 395
Un centro-città militarizzato accoglie i ministri Fornero e Balduzzi
Torino, 06/2/2012
Un centro-città militarizzato accoglie i ministri Fornero e Balduzzi non riuscendo, tuttavia, ad impedire ai moltissimi studenti e lavoratori presenti di esprimerela più ferma opposizione alle politiche distruttive della università pubblica e del diritto allo studio portate avanti dal Governo Monti su indicazione della unione europea e perseguite coerentemente, a livello locale, col taglio del 70% delle borse di studio.
Comunisti Sinistra Popolare presente in piazza ha espresso le proprie posizioni di motivata denuncia ed opposizione nei confronti delle politiche governative e di piena adesione alla mobilitazione, distribuendo centinaia di copie del proprio volantino in cui si documentano gli obbiettivi antipopolari del governo e la necessità di un ampio Fronte Unitario di Lotta di tutti i lavoratori e degli sudenti per contrastarli efficacemente.
Tutto ciò è avvenuto nel più generale stupore e nella piu’sincera solidarieta’ dei cittadini torinesi verso i manifestanti, cogliendo prontamente la sproporzione e la inutilita’ del dispiegamento dell’apparato repressivo dello stato rispetto al carattere democratico e popolare della protesta.
I Comunisti continueranno a seguire e sostenere il movimento di lotta nella consapevolezza che solo con la lotta e la mobilitazione popolare si possono contrastare e respingere le politiche reazionarie del governo Monti che scarica sui lavoratori e sul popolo i costi di una crisi causata da banchieri ed industriali sostenuti dall’unione europea.
Mobilitazione di tutti i lavoratori dell’università degli studenti e delle loro famiglie
per difendere il valore legale del titolo di studio
il diritto allo studio ed il ruolo dell’università pubblica e statale
Il Governo impostoci dalle banche europee, capitanato da Rettore della Bocconi, Mario Monti, lancia l’attacco finale, dopo l’azione distruttiva della riforma Berlinguer e del governo Berlusconi, contro il ruolo dell’università pubblica e statale, per trasformarla definitivamente da strumento di promozione sociale e culturale di tutti i giovani, a luogo di selezione di classe preventiva.
Va in questa direzione l’attacco al diritto allo studio che vede, nel nostro Ateneo, ridursi del 70% le borse di studio erogate, e, nazionalmente, la spesa media per studente attestarsi sui 7200, circa 2000 euro in meno, a parità del potere d’acquisto, rispetto alla media dei 27 Paesi UE.(dati Eurostat); mentre, anche per quanto riguarda il rapporto tra spesa per studente e PIL pro-capite, l’Italia assume un valore ( 28% ) ben al di sotto della media UE ( 39% ) ( dati MIUR ), con una diminuzione dei finanziamenti ordinari, nel triennio 2008-2010, del 4, 75%.
Se a tutto ciò, aggiungiamo poi che l’Italia ha, non solo un tasso di laureati tra i più bassi d’Europa (20% rispetto al 35% dei paesi OECD), ma anche tra i più bassi tassi di occupazione tra i laureati (71, 4% per i triennali e 55, 7% per gli specialistici nel 2009, in diminuzione del 7% rispetto al 2007), dobbiamo constatare che, anziché favorire l’accesso allo studio ed all’occupazione più qualificata delle giovani generazioni, i tassi di passaggio dalla scuola superiore all’università tornano a regredire ai livelli precedenti al 2000 (dal 72, 7% del 2002/2003 al 62, 3% nel 2009/2010).
A questo punto, l’Università italiana è pronta per essere fatta a pezzi attraverso il classico sistema dello "spezzatino" usato per le aziende per lucrare al massimo: tenere i pezzi buoni e buttare quelli meno redditizi, con tutta la gente che c’è dentro. L’abolizione del valore legale del titolo di studio e la messa in concorrenza diretta dei vari atenei serve a questo: rotta l’unità nazionale culturale con la creazione di atenei di serie A, B e C, rendere disuguale non solo la preparazione degli studenti, ma anche il riconoscimento sociale e legale del titolo di studio.
Questo è un tassello del piano della borghesia italiana che cerca di far pagare la crisi ai lavoratori, ai giovani, alle donne, ai disoccupati ed ai pensionati. Dopo aver massacrato il lavoro dipendente, ora è il turno delle classi medie, impedite nel tentativo di dare ai propri figli un livello scolastico ed universitario degno di un paese avanzato.
OCCORRE REAGIRE!!!
CLASSE OPERAIA, LAVORATORI DIPENDENTI E LAVORATORI AUTONOMI
IN UN GRANDE FRONTE UNITO DEI LAVORATORI
CONTRO IL GOVERNO MONTI E LA UE, I BANCHIERI E GLI INDUSTRIALI,
PER IL LAVORO, IL SALARIO ED I DIRITTI SOCIALI.
CONTRO IL CAPITALISMO, PER IL SOCIALISMO!!!!!
www.comunistisinistrapopolare.com
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