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- pensiero resistente - movimento comunista internazionale - 12-12-25 - n. 950
ICR n. 14: KKE, Il partito comunista come organizzatore e guida della lotta del popolo per la causa del potere operaio nel XXI secolo
Partito Comunista di Grecia (KKE) * | iccr.gr
Traduzione per Resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
2025
Indice ed Editoriale ICR n.14 - Rivista Comunista Internazionale - 2025

Sulla base della nostra visione del mondo e dei nostri principi statutari, il partito comunista è il partito della classe operaia, la sua avanguardia ideologica e politica consapevole e organizzata, la sua suprema forma organizzativa. È un'organizzazione rivoluzionaria di volontari uniti dalle loro opinioni e lotta per il rovesciamento del capitalismo e l'edificazione della società socialista-comunista, in cui ogni sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo e ogni forma di proprietà privata dei mezzi di produzione saranno aboliti e al popolo saranno garantiti un più elevato tenore di vita, maggiori diritti, uguaglianza di opportunità e di diritti e un progresso sociale generale.
Il suo obiettivo strategico è la conquista del potere da parte dei lavoratori rivoluzionari, la dittatura del proletariato, per la costruzione del socialismo. Il partito è pienamente consapevole del fatto che la costruzione del socialismo sarà compito della classe operaia, alla testa di tutti coloro che soffrono a causa del potere del capitale, e dipenderà dalla sua partecipazione diretta sia alla lotta per conquistare il potere, sia al processo atto a salvaguardarlo e a consolidarlo.
La classe operaia, che è il veicolo del cambiamento socialista e guida la lotta per l'abbattimento del capitalismo, combatte non soltanto per la propria liberazione, ma per la liberazione di tutti i lavoratori.
Per queste ragioni, è una necessità storica che il partito comunista esista in ogni Paese e si rafforzi nella società in cui opera. Per vincere la sua battaglia contro l'oppressione quotidiana del capitale e per porre fine allo sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo, la classe operaia ha bisogno di una propria organizzazione politica indipendente, di un partito rivoluzionario in grado di guidare la lotta per i suoi interessi vitali e per la costruzione di una nuova società di livello superiore, la società socialista-comunista.
L'organizzazione, il funzionamento e l'attività del partito comunista per la realizzazione di questi nobili obiettivi è guidata dalla visione del mondo marxista-leninista e dall'internazionalismo proletario. Il partito comunista si ispira al primo tentativo della storia di istituire un potere operaio, la Comune di Parigi (1871), e ancor più alla prima Rivoluzione Socialista vittoriosa, verificatasi in Russia nell'ottobre 1917. Trae insegnamento dalle esperienze sia positive sia negative della costruzione del socialismo nel Novecento, in primo luogo nell'URSS. Comprende l'insegnamento secondo cui la lotta di classe prosegue sino a quando non vengono abolite tutte le cause della diseguaglianza sociale e tutte le forme di proprietà privata dei mezzi di produzione. Il partito comunista è guidato dagli insegnamenti della lotta di classe nel suo Paese, dalle eroiche lotte delle precedenti generazioni di rivoluzionari.
Il partito comunista studia gli sviluppi socio-economici e politici del Paese, del continente in cui opera e del mondo nel suo insieme, sulla base della propria visione del mondo e con l'obiettivo di cambiarlo. È su tali basi che può e deve elaborare il suo programma, la sua strategia e la sua tattica.
La transizione dalla società capitalista, che sta attraversando una crisi profonda, alla società socialista presuppone la conquista del potere politico da parte della classe operaia, la socializzazione dei mezzi di produzione centralizzati, la creazione di cooperative di produttori nell'agricoltura, la pianificazione scientifica centralizzata della produzione sociale e dei servizi e il controllo da parte dei lavoratori, che libererà l'attività creativa dei lavoratori e dei giovani.
Nelle condizioni specifiche del suo Paese, ciascun partito comunista lotta con tutte le sue forze per fare sì che la classe operaia e i settori popolari acquistino consapevolezza di questa necessità. In tale contesto, coglie ogni occasione nelle sue lotte quotidiane per difendere le vite dei lavoratori, i loro diritti economici, politici, sindacali e culturali e le loro libertà.
In tale lotta, il partito persegue l'unità della classe operaia, a prescindere dalla specializzazione, dal livello di istruzione, dalla nazionalità, dalle tradizioni culturali e linguistiche, dalla religione, dal sesso e dall'orientamento sessuale. Persegue l'alleanza della classe operaia con gli agricoltori poveri e con le classi medie urbane autonome, un'alleanza popolare anti-monopolistica e anti-capitalistica di lotta per un'uscita radicale dai vicoli ciechi del sistema.
La struttura organizzativa e il funzionamento di un partito comunista sono dettate dai suoi scopi e dal suo carattere rivoluzionario. Il suo principio fondamentale è il centralismo democratico. L'applicazione sistematica del centralismo democratico, in tutti i suoi aspetti, è indispensabile per l'unità ideologica, politica e organizzativa del partito ed è una condizione necessaria per il raggiungimento dei suoi obiettivi.
Ogni partito comunista si basa sul principio dell'internazionalismo proletario. Fonda il proprio internazionalismo sugli interessi comuni della classe operaia, sulla comune necessità e sull'obiettivo del socialismo-comunismo in tutti i Paesi capitalisti. Forma i suoi membri nello spirito dell'internazionalismo proletario, della solidarietà internazionale e della cooperazione con i lavoratori di tutto il mondo. Fa fronte ai suoi obblighi internazionalisti con coerenza e partecipa alla lotta per la ricomposizione, l'unità ideologica e strategica e il rafforzamento del movimento comunista internazionale. Il partito comunista lotta contro ogni manifestazione di fascismo, nazionalismo, sciovinismo e razzismo, e identifica il patriottismo con la lotta di classe.
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La formulazione statutaria di queste posizioni, valide per ogni tempo, riguardo al ruolo di un partito comunista, non garantisce automaticamente al partito il ruolo di organizzatore e guida della lotta popolare per il potere operaio nel XXI secolo. Tale ruolo va considerato come una questione da affrontare mediante la lotta concreta di ogni giorno. Il partito comunista deve allinearsi pienamente e costantemente, in modo più rapido ed efficiente, al suo programma e al suo statuto rivoluzionario, in modo tale da costituire realmente un «partito per tutte le stagioni».
Di conseguenza, è utile non soltanto ribadire alcuni principi generali e universali validi per il partito, ma anche approfondire sempre più il nostro pensiero e la nostra linea politica, studiando i successi nel raggiungimento dei nostri obiettivi e gli insuccessi, i ritardi e le mancanze nel funzionamento, nel ruolo guida e nella costruzione del partito.
La posizione del Partito Comunista di Grecia si distingue dalla concezione errata e pericolosa secondo cui, una volta introdotta la teoria rivoluzionaria nel movimento operaio-comunista, tale teoria sarebbe completa e la questione sarebbe chiusa.
Non concordiamo con l'idea secondo cui tale teoria sarebbe stata formulata da Marx ed Engels a metà dell'Ottocento, ulteriormente elaborata da Lenin all'inizio del Novecento e nei primi anni di esistenza dell'URSS e oggi la questione sarebbe chiusa, essendo tutto quanto chiaro.
Tra i marxisti-leninisti coerenti, tra i comunisti, non può esservi l'idea che la teoria rivoluzionaria sia qualcosa di statico, inciso nella pietra, come una sorta di vangelo rivoluzionario.
E ciò proprio perché l'oggetto stesso dello studio della teoria, cioè la vita e la sua evoluzione in tutte le sue forme, è in divenire e in evoluzione.
Lo stesso vale per la teoria stessa, che mira all'interpretazione generale e all'identificazione delle leggi scientifiche che governano la vita naturale e sociale.
La teoria della linea politica rivoluzionaria si sviluppa studiando l'esperienza della lotta di classe e trasformandone le conclusioni in filo conduttore dell'azione rivoluzionaria pratica.
Questa è una condizione cruciale per mantenere e rafforzare il carattere rivoluzionario di un partito comunista. Naturalmente siamo ben lontani dall'agnosticismo e dall'eclettismo, e non accettiamo in alcun modo la revisione o la negazione delle posizioni fondamentali della visione comunista del mondo.
Proprio per questa ragione, crediamo fermamente che - come conferma l'intera esperienza storica del movimento comunista internazionale - il solo modo che un partito comunista ha per farsi guidare in modo efficace e corretto dalla visione del mondo marxista-leninista consiste nello svilupparla.
Mentre l'azione rivoluzionaria progredisce, la teoria non può rimanere statica, continuando a fondarsi sulle elaborazione di cento o duecento anni fa. La visione del mondo marxista-leninista non è una sterile ripetizione di citazioni di Marx, Engels, Lenin o altri leader comunisti di spicco della storia.
Se la nostra visione del mondo non si traduce in una capacità quotidiana di valutare e agire sulla base della realtà, presto o tardi il carattere rivoluzionario della nostra azione politica finirà per subire alterazioni tali da trasformarsi in modo permanente.
Nella sua attività di ricostruzione degli ultimi trent'anni, dopo rovesci storici e temporanei arretramenti, il KKE si è sforzato di aderire a questa dottrina leninista, facendone il proprio faro.
Naturalmente, cerchiamo di evitare con cura l'autocompiacimento e l'idea narcisistica secondo cui avremmo fatto o staremmo facendo tutto in modo perfetto e impeccabile, senza alcuna debolezza, limite o errore.
È proprio in questa direzione, tuttavia, che si muovono i nostri sforzi: l'approfondimento dello studio della nostra teoria e il suo sviluppo, sulla base delle nuove scoperte scientifiche e tecnologiche, della realtà attuale del mondo capitalista, dell'elaborazione della nostra strategia e dell'esperienza storica del movimento operaio, rivoluzionario e comunista greco e internazionale. Alcuni esempi:
- I saggi storici, l'elaborazione della nostra strategia rivoluzionaria nel XXI secolo e l'elaborazione di un nuovo programma in occasione del 19° Congresso del 2013.
- La valutazione e le conclusioni relative alla costruzione del socialismo nel Novecento, con particolare attenzione sulla sua costruzione nell'Unione Sovietica e sulle cause che condussero all'abbattimento e alla dissoluzione del sistema socialista nell'URSS e nei Paesi dell'Europa centrale e orientale, come illustrano le risoluzioni del 18° Congresso (2009), ulteriormente sviluppate nei Congressi successivi, il 19° (2013), il 20° (2017) e il 21° (2021).
- Una serie di elaborazioni degli organi collettivi del partito e delle sezioni del Comitato Centrale su importanti questioni attuali che riguardano il nostro popolo e tutti i popoli europei.
Dobbiamo inoltre sottolineare l'importante contributo e il ruolo di avanguardia del KKE nell'ambito del movimento comunista internazionale e del movimento dei popoli dell'UE riguardo allo sviluppo dell'UE e al suo carattere nel XXI secolo, in particolare dopo il Trattato di Maastricht del 1992, l'Unione Economica e Monetaria e altri passaggi. Il KKE trae ispirazione e guida dalle idee illustrate da Lenin nel suo Sulla parola d'ordine degli Stati Uniti d'Europa, non limitandosi ad aderirvi ma sviluppandole ulteriormente alla luce delle nuove condizioni contemporanee e basandosi sui dati odierni, il che ci conferisce un vantaggio e ci rende più fiduciosi nel combattere battaglie di oggi nell'UE.
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Lo studio della storia e della lotta di classe conferma una conclusione fondamentale generale: la lotta per il potere è oggettiva quando la classe al potere, nel contesto storico specifico, rappresenta una formazione socio-economica storicamente obsoleta, mentre la classe che rivendica il potere è la forza motrice di una nuova formazione socio-economica di livello superiore.
La storia ha dimostrato che nelle società divise in classi i conflitti di classe sono sempre violenti, proprio in quanto il concetto stesso e la natura del potere e del suo esercizio implicano l'imposizione e la violenza. Mutamenti radicali nel carattere del potere possono essere causati soltanto da rivoluzioni, cioè dai movimenti delle masse, guidati dalla classe emergente in ciascuna fase, e sotto la direzione del suo partito, dei suoi rappresentanti politici.
Così è stato per tutte le rivoluzioni borghesi e per le rivoluzioni operaie-popolari. Anche prima delle rivoluzioni borghesi, i mutamenti radicali venivano causati da guerre, in virtù delle invasioni e della superiorità militare di popolazioni e tribù che possedevano mezzi di produzione più sviluppati.
Nella lotta per il potere, così come durante lo sviluppo e il predominio delle nuove relazioni sociali, il progresso non è lineare e costante - vi sono numerose oscillazioni, balzi e arretramenti.
Pur essendo pienamente consapevoli di tutto questo, al tempo stesso non dobbiamo dimenticare la grande lezione e il successo della Rivoluzione d'Ottobre. Dobbiamo ricordare che la forza emergente, la classe operaia con il suo movimento rivoluzionario, può svolgere il ruolo di protagonista nella causa del progresso sociale, nella transizione dal vecchio modo di produzione e di organizzazione della società, quello capitalista, al nuovo modo, quello comunista.
Fu proprio questo ciò che accadde nell'ottobre 1917 in Russia. In un brevissimo lasso di tempo, secoli di arretratezza e le vestigia pre-capitaliste furono spazzati via. I successi della Russia sovietica e in seguito dell'URSS furono ottenuti in un contesto di interventi imperialisti, di costanti minacce da parte delle centrali imperialiste e di sabotaggio della produzione.
Cionondimeno, i progressi furono enormi. Ma in ogni caso, l'esperienza della costruzione del socialismo segnala una tendenza al rapido sviluppo della società nel suo insieme, a uno straordinario aumento del livello di prosperità sociale. Non può tuttavia indicarci quale aspetto avrebbe oggi, quando la scienza, la conoscenza, la tecnologia, le potenzialità e la produttività del lavoro hanno raggiunto livelli ancora più elevati. In generale, la critica borghese della storia dell'URSS nasconde il fatto che essa rappresentò i primi passi storici di una società comunista ancora in una fase acerba.
Sono soprattutto le giovani generazioni a dover essere consapevoli di questo, in modo da non cadere nella trappola delle distorsioni deliberate che vengono spacciate sotto camuffamenti «scientifici». Naturalmente, le varie ricerche storiche che oggi si pongono al servizio del capitalismo sanno bene che l'ascesa del movimento operaio in tutto il mondo ebbe una base solida - e cioè l'impatto esercitato per decenni dai successi dell'Unione Sovietica.
Ciononostante, noi comunisti sappiamo che il nostro compito non è nascondere le debolezze del nostro movimento, bensì sottoporle a una critica aperta allo scopo di liberarcene una volta per tutte. Per questo non vi è spazio per i nominalismi, per i paroloni e per i semplici applausi. Dobbiamo concentrarci sull'esposizione essenziale di posizioni in grado di contribuire alla corretta valutazione del passato e alla chiara definizione del presente, se vogliamo essere in grado di compiere il balzo verso il futuro.
La vittoria del socialismo - inteso come prima fase immatura del comunismo - sul capitalismo ha dimostrato che la classe operaia, unica classe autenticamente rivoluzionaria, ha il dovere storico di svolgere fino in fondo i suoi compiti essenziali:
Rovesciare e schiacciare gli sfruttatori, cioè la classe borghese al potere, che ne costituisce il principale rappresentante economico e politico. Vincerne la resistenza e sventarne i tentativi di restaurare il giogo del capitale e la schiavitù del salario.
Attrarre e guidare sotto l'avanguardia rivoluzionaria del partito comunista non soltanto il proletariato industriale nel suo insieme o la sua grande maggioranza, ma l'intera massa dei lavoratori e degli sfruttati dal capitale e dai monopoli. Illuminarla, organizzarla e formarla, attraverso un duro processo di lotta e di conflitto di classe contro gli sfruttatori.
Al tempo stesso si deve neutralizzare e rendere inoffensive le inevitabili oscillazioni dei ceti medi, dei piccoli proprietari agricoli, dei settori commerciali, artigianali, dei servizi e dei vari settori scientifici, nonché dei funzionari pubblici - cioè dei settori, numerosi in tutti i Paesi, che si collocano tra la borghesia e il proletariato, tra il potere borghese e il potere dei lavoratori.
Il successo della vittoria contro il capitalismo richiede una relazione corretta tra il partito che guida il cambiamento rivoluzionario - il partito comunista - e la classe rivoluzionaria, la classe operaia, oltre che con le masse lavoratrici e con gli sfruttati nel loro insieme. Solo il partito comunista può guidare le masse nella lotta decisiva contro il capitalismo nella sua fase finale - l'imperialismo - a patto che costituisca la vera avanguardia della classe operaia, che i suoi membri siano comunisti impegnati, forgiati e formati nella lotta di classe rivoluzionaria, e che riesca a diventare parte della vita della classe operaia e quindi delle masse degli sfruttati nel loro insieme, e a conquistare la fiducia della classe operaia e del popolo.
Solo la guida di questo partito consente al proletariato di sprigionare la forza del suo assalto rivoluzionario, di eliminare la resistenza dell'aristocrazia operaia, comprata dalla borghesia, dei riformisti corrotti e compromessi e dei sindacalisti opportunisti, e di conquistare la vittoria. Soltanto i lavoratori e gli altri settori popolari, affrancatisi dalla schiavitù capitalista, possono sviluppare al massimo la loro iniziativa e la loro attività attraverso le loro nuove istituzioni che emergono dal processo rivoluzionario, quali quelle organizzate per la prima volta nella storia nel potere della classe operaia nei soviet russi. Soltanto in questo modo possono conquistarsi la partecipazione al governo, dal quale sono esclusi sotto il potere borghese, malgrado le illusioni alimentate riguardo alla loro partecipazione. La classe operaia, partecipando agli organi del potere statale dal basso, sta realmente apprendendo dalla propria esperienza come costruire il socialismo, come sviluppare una nuova disciplina sociale volontaria. Essa costituisce, per la prima volta nella storia, un'unione di persone libere, un'unione di lavoratori in una nuova società, una società liberata dallo sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo.
La conquista del potere politico da parte del proletariato non implica la fine della lotta di classe contro la borghesia. Al contrario - rende tale lotta «estremamente vasta, acuta, incessante», come osserva Lenin. In questo contesto, dobbiamo prestare particolare attenzione alla seguente valutazione, che tutti noi abbiamo visto confermata nella pratica: qualunque incoerenza, e più in generale qualunque debolezza politico-ideologica nello smascheramento delle forze revisioniste, opportuniste e riformiste fa aumentare significativamente il rischio del rovesciamento del potere operaio da parte della borghesia, che si servirà di queste forze a fini contro-rivoluzionari, come è avvenuto molte volte nel corso della storia.
Affinché il nostro percorso sia davvero vittorioso, tutti i partiti comunisti devono elaborare una strategia rivoluzionaria nei loro Paesi, e questo sforzo deve coinvolgere il movimento comunista internazionale. L'esperienza dei bolscevichi guidati da Lenin in questo senso, arricchita dall'esperienza di tutte le rivoluzioni socialiste e dall'esperienza del movimento rivoluzionario in ogni singolo Paese, deve costituire un faro in questo processo. Il fatto che questa esperienza non sia stata assimilata e non abbia prevalso in seguito, e che il carattere della rivoluzione sia stato determinato in base ad altri criteri errati, deve essere sottoposto a una seria riflessione da parte nostra.
Oggi, in una situazione di generale arretramento, di rapporti di forza sfavorevoli a livello internazionale e in ogni singola regione, ogni partito comunista ha il dovere di intensificare la preparazione della classe operaia, quotidianamente e con un duro lavoro politico-ideologico e con un'azione basata su un orientamento di classe in vista del futuro sollevamento rivoluzionario. Perché la nostra epoca continua a essere un'epoca di transizione dal capitalismo al socialismo. L'era del rovesciamento del capitalismo fu inaugurata dalla Rivoluzione d'Ottobre del 1917, che gettò le basi e segnò l'inizio delle rivoluzioni socialiste. Per questo, riteniamo attuali le parole di Lenin secondo cui, una volta iniziato il processo, non è importante a quale nazione apparterranno i proletari che lo completeranno. Per questo non arretriamo, non ci ritiriamo; siamo profondamente convinti di dover svolgere questo compito fino in fondo.
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In questo momento specifico, è cruciale che ci rendiamo conto in quale fase specifica ci troviamo mentre entriamo nell'anno finale del primo quarto del XXI secolo. Abbiamo il dovere di analizzare le nostre forze e di valutare il grado di preparazione di ciascun partito comunista nel suo Paese in un contesto di guerra imperialista internazionale, con oltre cinquanta focolai di guerra attivi in varie parti del mondo, nonché di possibilità di coinvolgimento più diretto e generalizzato di ciascun Paese nei conflitti imperialisti in corso in Ucraina e nel Medio Oriente. Tutte le contraddizioni si vanno acuendo, le alleanze tradizionali si vanno ristrutturando e nuove alleanze sono in formazione.
Oggi, il coinvolgimento militare, economico e politico della Grecia nel conflitto che sta avendo luogo in territorio ucraino tra l'asse euro-atlantico da un lato e l'asse eurasiatico in formazione dall'altro è un fatto innegabile. Lo stesso vale per la guerra su larga scala in Medio Oriente, con il genocidio in corso del popolo palestinese, l'avanzata dei jihadisti in Siria che vede il sostegno e la partecipazione delle forze militari israeliane, turche e statunitensi, gli attacchi di Israele contro il Libano, il territorio iraniano, lo Yemen, eccetera. Nel complesso, il KKE ritiene che il coinvolgimento aggressivo della borghesia greca, del suo Stato borghese e dei suoi governi, con l'assenso degli altri partiti borghesi, sia aumentato su tutti questi fronti e abbia assunto forme diverse.
Parallelamente, assistiamo a una crescente rivalità tra gli USA e la Cina per la supremazia nel sistema imperialista, di cui oggi costituisce un elemento chiave la spietata guerra commerciale combattuta a colpi di dazi, eccetera, dalla nuova amministrazione USA guidata da Trump. La possibilità di una crisi capitalista internazionale determinata dall'enorme sovra-accumulazione di capitali va aumentando, il che conferma l'idea che la guerra imperialista sia destinata a un'escalation e all'apertura nei prossimi anni di nuovi fronti nell'Artico e nelle Americhe, stando alle recenti dichiarazioni di Trump sulla Groenlandia, su Panama e sul Canada - ma anche nel Mar della Cina e altrove. Gli Stati stanno rapidamente aumentando i loro armamenti, l'UE va trasformando la propria economia in un'economia di guerra, arrivando ad ammonire gli Stati membri ad ammassare provviste e a predisporre rifugi, e suggerendo alla popolazione di dotarsi di kit di sopravvivenza con provviste sufficienti per almeno 72 ore in vista di possibili emergenze belliche, catastrofi naturali impreviste e via dicendo.
Nell'insieme, le condizioni in cui vivono le nostre popolazioni sono segnate da un inasprimento di tutte le contraddizioni del sistema, dall'intensificazione della competizione interna all'imperialismo e dall'aggravarsi di tutti i loro problemi. Queste condizioni sono un terreno fertile per mettere in discussione la linea politica dominante nel suo insieme, per scuotere la «credibilità» e la «stabilità» del sistema politico borghese in ogni Paese, in un periodo in cui la guerra imperialista sta attraversando un'escalation. Oggettivamente, tutto ciò può condurre a una mobilitazione di massa della popolazione, e rendere possibile perfino insurrezioni e situazioni rivoluzionarie in alcuni Paesi o gruppi di Paesi. Al tempo stesso, dobbiamo prepararci anche alla possibilità di ulteriori arretramenti e attacchi contro il nostro movimento. Di conseguenza, dobbiamo prepararci oggi, in una situazione non rivoluzionaria, a porre le basi per il domani in modo complessivo.
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La capacità e la preparazione di un partito comunista comprendono sia la corrispondente preparazione strategica e programmatica, sia la linea politica e l'attività nelle condizioni contemporanee. Una questione cruciale è rappresentata dalla combinazione tra il programma rivoluzionario del partito e l'azione rivoluzionaria quotidiana, in ogni ambito di lotta, a ogni livello dell'attività di guida politica.
Dopotutto, l'insegnamento essenziale del leninismo è che anche in una situazione non rivoluzionaria come quella attuale possiamo e dobbiamo svolgere un lavoro rivoluzionario di preparazione e di illuminazione in vista del futuro. Può darsi che non sia ancora il momento di dare il segnale per l'attacco, ma in nessun caso possiamo rinunciare al lavoro sistematico, alla guida del movimento, alla lotta per separare una volta per tutte i lavoratori e il popolo da tutte le forze borghesi, liberali o socialdemocratiche e dall'opportunismo, cosicché essi intensifichino le loro rivendicazioni, le loro lotte, i loro scioperi, le loro manifestazioni e le loro assemblee. Ciò significa che dobbiamo guidare il movimento rivoluzionario in tutti i suoi aspetti. Perché sulla base dell'esperienza bolscevica, un'insurrezione vittoriosa richiede una lunga, abile e assidua preparazione che implica grandi sacrifici.
Di conseguenza, questa organizzazione e riorganizzazione continua dell'attività di avanguardia, compito quotidiano del partito, è indispensabile. Dobbiamo essere in grado di lavorare in modo efficace tra i milioni di lavoratori del settore privato e pubblico, tra gli agricoltori poveri, tra i lavoratori autonomi urbani (commercianti, artigiani, scienziati), tra le donne e i giovani delle famiglie operaie che subiscono gli effetti del sistema capitalista, delle guerre, dello sfruttamento e dell'oppressione - di tutto ciò a cui non potranno sfuggire senza il rovesciamento dei capitalisti e l'instaurazione del potere dei lavoratori. Dobbiamo spiegare tutto questo in termini concreti e in modo semplice e comprensibile alle masse, ai milioni di persone di ogni Paese. Dobbiamo discutere e promuovere le caratteristiche della nuova società socialista che progettiamo e che cerchiamo di costruire, e sforzarci di formare e preparare forze di avanguardia operaia e popolare affinché acquistino esperienza nei duri scontri della lotta di classe.
Il partito comunista, a tutti i livelli, deve partecipare in modo incessante e creativo alle lotte della classe operaia. Deve avere una relazione diretta con il movimento dei lavoratori e più in generale con il movimento di massa degli alleati naturali della classe operaia. Deve trasformarsi sempre più in un partito in grado di guidare la lotta di classe sul piano ideologico e politico, adottando tutte le misure necessarie per portare a termine la sua missione storica - guidare la lotta della classe operaia, promuovere l'alleanza sociale anti-capitalista e anti-monopolista, nella lotta per la conquista del potere dei lavoratori.
Deve perseguire un atteggiamento quanto più coerentemente rivoluzionario nelle forze organizzate del partito e della sua gioventù, nonché nel suo ambito di influenza esterno al partito, che è condizione necessaria per il rafforzamento ideologico e politico del partito tra i lavoratori e per la sua costruzione. Ogni organizzazione di partito deve trasformarsi in veicolo per la realizzazione di questo compito, così da poter affrontare con successo le pressioni miranti a limitare l'attività del partito all'azione parlamentare e sindacale entro la cornice del sistema.
Oggi possediamo una grande esperienza nella gestione delle singole lotte. Oggi dobbiamo acquisire maggiore capacità di specializzare e adattare il nostro lavoro, e di combinarlo con la capacità di unificare i focolai di lotta che nascono dal basso e di sfidare la linea politica dominante nel suo insieme, in modo tale da fornire basi più solide per la nascita di una tendenza anti-capitalista e anti-monopolista. Soprattutto, dobbiamo assicurarci che questa attività si consolidi stabilmente in ogni città e regione, concentrandoci sui gruppi monopolistici, sui settori alimentare, farmaceutico e metallurgico, sull'industria manifatturiera, sui centri commerciali, sugli ospedali, sulle centrali elettriche, sulle telecomunicazioni, sui trasporti, sui lavoratori delle città, sugli agricoltori poveri, sui giovani che si concentrano in luoghi quali scuole, università, centri culturali o sportivi, eccetera.
Dobbiamo studiare la linea delle forze e delle rivendicazioni in via di formazione nel movimento, attraverso una concreta elaborazione, su basi di classe, scientifiche e specifiche, allo scopo di entrare in contatto con un maggior numero di lavoratori e di famiglie e di accrescere la nostra influenza su di loro.
Questo lavoro di guida politica pianificata ed efficace si deve tradurre, tra le altre cose, nella continua elaborazione del piano, basato sull'esperienza acquisita, ma anche in connessione con il programma del partito, con le sue linee in relazione all'economia socialista, alla sovrastruttura e alle condizioni per la conquista del potere. Soltanto in questo modo il flusso di persone che si uniscono al partito comunista potrà assumere un carattere di massa e divenire sempre più stabile e dominante, assimilando i nostri ideali e i nostri obiettivi comunisti.
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Una questione cruciale per la promozione e il consolidamento di tutto ciò è rappresentata dal lavoro ideologico e teorico svolto dal partito a ogni livello.
Nel XXI secolo dobbiamo misurarci con concezioni sclerotizzate riguardo all'elaborazione del lavoro teorico, della formazione comunista e dello studio; riguardo alla modalità di lavoro, all'uso di Internet, all'alienazione, alla ridotta importanza dei contatti personali e all'abbandono dello studio comunista quotidiano. Tutto questo tende a essere sostituito da un'attività priva di pianificazione, da una propaganda superficiale e dal ricorso agli slogan - una tendenza che è oggettivamente promossa in misura notevole tra le nostre file dai processi elettorali e parlamentari borghesi.
Le forze del partito devono formarsi costantemente e assimilare le elaborazione e ideologiche del partito, quali il programma, le valutazioni sulla costruzione del socialismo nello scorso secolo, l'esperienza storica di ciascun Paese e del movimento comunista internazionale e le posizioni su tutti i problemi sociali contemporanei. Certo, la precondizione per l'assimilazione di tutto questo è una formazione marxista di base. Per costruire fiducia nella lotta di classe comunista a lungo termine è necessario saper fronteggiare le difficoltà della lotta, la stagnazione in un contesto di rapporti di forza complessivamente sfavorevoli, le interpretazioni borghesi degli sviluppi sociali e i nuovi progressi scientifici e tecnologici, che segnano un avanzamento parziale e contraddittorio in un sistema sociale e politico colpito da arretramenti reazionari. In anni recenti abbiamo affrontato anche problemi relativi al ruolo delle donne nella società moderna, alle teorie gender, al dibattito filosofico e sociologico sui limiti, le applicazioni e la regolamentazione dell'intelligenza artificiale, e molte altre questioni.
Sono fin troppo numerose le questioni che vengono sollevate massicciamente nelle società borghesi in cui viviamo. Con il trascorrere degli anni, il pensiero politico dominante basato sul parlamentarismo borghese, l'atteggiamento verso l'attività sindacale basato sulla collaborazione tra classi e l'intervento dello Stato borghese che tenta di unificare interessi di classe diversi hanno indubbiamente avuto un impatto sulla collettività e sulla capacità generale di resistenza alle norme culturali borghesi promosse dai partiti fondati sul culto della personalità.
A partire dall'ultimo decennio del Novecento e dall'inizio del nuovo secolo, ci siamo ritrovati in un contesto internazionale e regionale sfavorevole. Naturalmente non abbiamo fatto altro che tuffarci nell'acqua alta e imporci di nuotare, e siamo orgogliosi di essere giunti dove siamo oggi.
Ma possiamo fare ancora di più nella costruzione del partito nei settori chiave dell'economia. Dobbiamo dedicare particolare attenzione alla formazione rivoluzionaria delle giovani generazioni, preparandola a forgiarsi ideologicamente e intensificando l'attività ideologica, educativa e culturale.
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Il KKE lotta per una Grecia socialista, che costruirà rapporti nei Balcani, nel Mediterraneo sud-orientale, in Europa e nel mondo intero sulla base dei benefici reciproci dei popoli, della solidarietà tra i lavoratori e tra il popolo, e non sulla base della competizione, delle sfere di influenza, degli interessi e del principio del «divide et impera» che animano i capitalisti, i loro Stati e le loro alleanze.
Questo percorso del KKE è incompatibile con tutte politiche odierne in tutte le loro versioni; è incompatibile con l'UE e con la NATO. Per trasformarsi in realtà e creare le condizioni per progressi stabili e sostenibili, questo percorso richiede uno scontro continuo, programmato, attentamente studiato e sempre determinato con le istituzioni e i partiti del capitale, sia in Grecia sia a livello europeo.
Lo studio della realtà politica greca ed europea, dei partiti borghesi (neoliberali, socialdemocratici, populisti di estrema destra e opportunisti) e di tutto il loro percorso e la loro attività, specie negli ultimi quindici anni (in cui abbiamo vissuto un alternarsi di profonda crisi economica e instabile ripresa, nuove guerre imperialiste, la pandemia, catastrofi naturali, l'intensificazione della competizione tra i monopoli e via dicendo), dimostra la correttezza del categorico rifiuto del KKE a qualsiasi appoggio, partecipazione o tolleranza verso qualunque forma di gestione capitalista da parte del partito o dei partiti al governo o di quelli all'opposizione, che sono sostanzialmente allineati alle principali decisioni strategiche e alle alleanze del capitale. Dimostra inoltre la correttezza della decisione del partito di opporsi strenuamente e risolutamente a tutte queste forze, sulla base di una radicale opposizione di classe, prima di tutto all'interno del movimento operaio e al movimento popolare nel suo insieme, ma anche all'interno delle istituzioni dello Stato borghese, dove è presente attraverso la partecipazione ai processi elettorali (parlamentari, europei, municipali e regionali).
Si tratta di una dura lotta, che si combatte in Grecia ma che al tempo stesso travalica i suoi confini. Il KKE si sforza attivamente di coordinarsi con le forze sociali e politiche (operaie e comuniste) di altri Paesi europei, e a un livello più generale di coordinarsi con ogni impulso all'azione che si sviluppi nei Balcani, nel Medio Oriente, nei Paesi del Mediterraneo e negli altri continenti.
La base dell'azione rivoluzionaria di ogni partito comunista è il suo Paese. Inoltre, la teoria dell'«anello debole» di Lenin è perfettamente valida. Nessuno sa in quale Paese questo anello si spezzerà. Ogni partito comunista, compreso il nostro, deve essere pronto nel suo Paese. Nel sistema borghese si manifestano attriti e rotture. Un movimento insurrezionale di massa, una situazione rivoluzionaria possono crearsi senza preavviso. Per di più, la conquista del potere in un Paese o in un gruppo di Paesi contribuirà oggettivamente allo sviluppo del movimento operaio rivoluzionario internazionale, al coordinamento della lotta di classe a livello regionale e internazionale.
Naturalmente, il KKE è consapevole del fatto che la lotta di classe per la conquista rivoluzionaria del potere in Grecia è questione complessa, destinata a divenire sempre più difficile quanto più tarderà a concretizzarsi una ricomposizione ideologica, politica e organizzativa riconoscibile del movimento comunista internazionale. Il KKE non si illude certo che la Grecia possa trasformarsi in un'oasi di potere operaio e prosperità socialista in un'Europa dominata dall'UE, dai monopoli, dalle leggi e dai provvedimenti dettati dai memorandum e dagli armamenti, dagli interventi e dalle guerre dell'imperialismo. Al tempo stesso, tuttavia, il KKE è ben conscio del fatto che le situazioni non rimangono statiche. Insurrezioni e una situazione rivoluzionaria in uno, due o più Paesi provocherebbero onde d'urto più generalizzate nella regione, nel continente europeo e altrove.
Il KKE è altresì consapevole di ciò che tutto questo significa e implica per i popoli, per il loro presente e per il loro futuro, e della profondità e dell'intensità delle contraddizioni che causano l'indebolimento di questo edificio imperialista. Vi sono le basi oggettive perché il potere operaio-popolare, e in ultima analisi il potere di tutti i popoli, spazzino via tutto questo, superando le difficoltà e prendendo la situazione nelle proprie mani. La classe operaia si risveglierà. Di conseguenza, la dimensione internazionale della lotta, l'unificazione degli sforzi a livello europeo, contro l'UE, la NATO e la guerra imperialista, per lo sganciamento da tutte queste alleanze imperialiste internazionali e per il loro effettivo smantellamento, è oggi più che mai necessaria e vitale.
L'internazionalismo proletario è una condizione necessaria per il successo e il progresso del percorso del partito, sulla base dei suoi obiettivi strategici, nella ricomposizione del movimento comunista internazionale. Da questo punto di vista, il partito deve contribuire in modo più rilevante al coordinamento e alla cooperazione tra le forze su basi rivoluzionarie, identificando più concretamente, per quanto possibile, le condizioni principali e necessarie a tale scopo. Per svolgere questo compito deve prendere l'iniziativa e discutere la cornice e le modalità della cooperazione attraverso contatti e dibattiti bilaterali e multilaterali, e rafforzare le opportunità che si presentano in ciascun Paese, assegnando la priorità agli Stati capitalisti in cui il nostro partito e la Gioventù Comunista di Grecia (KNE) dispongono di organizzazioni forti e relativamente estese.
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Il KKE, come altri partiti comunisti, è stato fondato e si è sviluppato sotto l'influenza della Rivoluzione Socialista d'Ottobre. L'esistenza e il continuo rafforzamento del partito comunista è una condizione indispensabile per aprire la via all'unica prospettiva vittoriosa per la classe operaia e per il nostro popolo.
Naturalmente non è sufficiente ribadire in termini generali la necessità di rafforzare il partito, la sua importanza e il suo ruolo. Dobbiamo operare instancabilmente e quotidianamente per conseguire questo obiettivo.
Inoltre, gli stessi sviluppi economici e politici in Grecia, in Europa e in tutto il mondo ci aiutano ad aprire un dibattito sul programma del partito, sulla strategia per il rovesciamento del capitalismo, sui vicoli ciechi del sistema capitalista e sulla forza della lotta di classe. Questi sviluppi ci aiutano anche ad alimentare i nostri valori e i nostri ideali che, malgrado i rapporti di forza sfavorevoli, ci colmano di ottimismo riguardo al successo del nostro obiettivo - la conquista del potere da parte della classe operaia e la costruzione del socialismo-comunismo.
Contribuiscono inoltre a collocare la necessità di un KKE forte sul piano ideologico, politico e organizzativo - radicato nelle industrie e in altri luoghi di lavoro, nei vari settori, nella classe operaia nel suo insieme, nei quartieri operai e popolari e tra i giovani - al centro del dibattito, specialmente in relazione ai possibili candidati per il reclutamento nel partito.
Vi è la necessità di un partito che abbia la forza e la volontà unitaria di agire in modo deciso e determinato affinché la classe operaia possa affrontare e infine sconfiggere un avversario potente e organizzato - la borghesia, lo Stato e i suoi meccanismi, le sue alleanze imperialiste, i suoi partiti. La maturazione di centinaia, o anche di migliaia di lavoratori che possano divenire membri del partito richiede non soltanto tempo, ma in primo luogo un intervento ideologico, politico e organizzativo di massa costante, a più livello e combinato, che comprenda l'intervento nel movimento di massa, e un'azione programmata sempre più incisiva finalizzata a modificare i rapporti di forza e a fissare parametri di classe, politici e culturali per il rafforzamento del KKE nella lotta per la trasformazione rivoluzionaria.
La questione rende necessario un lavoro concreto e specifico affinché un numero maggiore di operai di avanguardia acquisti la consapevolezza della necessità di un reclutamento organizzato nel partito.
Perché il lavoro collettivo, la subordinazione dell'individuo agli obiettivi collettivi, la guida e l'azione politica unitaria, l'applicazione consapevole delle decisioni collettive, una disciplina consapevole e la critica e l'autocritica tra compagni sono tutti elementi che garantiscono la capacità di condurre in modo efficace la lotta di classe. Ed è attraverso questa partecipazione e questa azione che si consegue la costanza in una lotta caratterizzata da difficoltà provocate dai rapporti di forza sfavorevoli e dalla fase contro-rivoluzionaria.
Questa questione richiede inoltre una preparazione rivoluzionaria e la capacità di affrontare scontri decisivi in momenti critici della lotta di classe, quando «in un'ora si producono cambiamenti che non avvengono in sette anni».
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In tal senso, è di grande utilità aprire il dibattito su conclusioni fondamentali e tempestive relative all'organizzazione della lotta di classe e sulla necessità che la classe operaia e i settori popolari vengano alla ribalta, riconoscendo le cause essenziali dei loro problemi e la vera identità del nemico che hanno di fronte - il sistema capitalista e il suo potere.
Occorre evidenziare il carattere e il ruolo del Partito di Nuovo Tipo nelle condizioni attuali, cioè l'importanza dell'esistenza di un'organizzazione rivoluzionaria la cui funzione, la cui formazione e la cui linea di azione siano determinate dall'obiettivo politico fondamentale della classe operaia, come dichiarato nei nostri principi statutari.
Occorre promuovere la grande esperienza positiva della costruzione del socialismo nel Novecento, che malgrado le sue debolezze e i suoi rovesci, ha costituito un passo avanti per l'umanità. Essa dimostra come il potere dei lavoratori, la socializzazione dei mezzi di produzione e la pianificazione centralizzata possano dare oggi un contributo enorme alla soddisfazione dei bisogni contemporanei dei lavoratori e del popolo, e come il socialismo possa dare risposta a tutte le necessità del XXI secolo.
Ciò è particolarmente rilevante oggi, nell'era della quarta rivoluzione industriale e dell'intelligenza artificiale, che apre nuove strade all'umanità ma che nelle mani dei capitalisti può portare alla sua distruzione, dato che «il maggiore dei virus è il capitalismo».
La piena liberazione delle forze produttive, in un sistema in cui il parametro non sia l'aumento del tasso di profitto, un sistema che assegni la priorità al benessere di tutti i lavoratori nel rispetto dell'ambiente, rappresenterà la soluzione. Sotto il socialismo, l'uso dell'intelligenza artificiale, come di qualsiasi altra invenzione e progresso scientifico, in base alla pianificazione centralizzata e al tempo stesso sotto il controllo dei lavoratori, andrà a beneficio dei lavoratori, di tutta l'umanità.
A tale riguardo, il KKE è in prima linea nella lotta, avendo elaborato una strategia rivoluzionaria contemporanea, e si sforza costantemente di intensificare i suoi legami militanti con la classe operaia, con i settori popolari dei ceti medi urbani, con gli agricoltori e con i giovani.
Di fronte a un mondo sempre più barbaro e ingiusto, l'unica speranza risiede nella lotta della classe operaia e dei popoli per l'abbattimento di questo sistema.
Per quanto grandi possano essere i sacrifici che dovremo affrontare, alla fine ne usciremo vittoriosi!
Note:
*) Dimitris Koutsoumbas, Segretario Generale del Comitato Centrale del Partito Comunista di Grecia (KKE) («Kommounistiki Epitheorisi», Rivista del KKE )
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