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- popoli resistenti - libia - 13-11-11 - n. 385
da ALAC (African-Libyan Action Committee) - alac.africa@hotmail.com
Traduzione dal francese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Dichiarazione e analisi di ALAC sull'assassinio del Colonnello Gheddhafi da parte degli imperialisti NATO e loro ausiliari del CNT di Bengasi
Onore al Colonnello Gheddafi, martire ed eroe dell'Africa combattente.
Dr Ley-Ngardigal Djimadoum, Segretario generale di ALAC
11/11/2011
Prima parte
Giovedì 20 ottobre 2011, i dispacci stampa riportavano senza posa le dichiarazioni del dirigente del CNT, Mahmoud Jibril, che annunciava la cattura e poi l'uccisione della Guida Mouammar Gheddafi.
Immagini squallide di una barbarie mai eguagliata sono state diffuse a profusione dai media della coalizione NATO, che bombarda senza pausa da 7 mesi il popolo libico nella speranza di uccidere il suo carismatico leader Mouammar Gheddafi. Questo vigliacco assassinio perpetrato dalla NATO ed eseguito dai loro Harkis [algerini che servirono come ausiliari nell'esercito francese durante la guerra d'Algeria, ndt] del CNT, evidenzia, se mai ce ne fosse stato bisogno, la natura fondamentalmente criminale di questi golpisti e usurpatori del potere legittimo nella Grande Jamahiriya araba libica popolare e socialista, fondata e diretta da Gheddafi.
Con indignazione e collera ALAC ha appreso questa tragedia che ha appena colpito il nostro continente. L'ALAC condanna fermamente questo crimine e desidera inviare solennemente alla famiglia della Guida, alle forze della resistenza verde, agli attivisti africani della lotta antimperialista e per l'indipendenza del continente, le più profonde condoglianze e la nostra fraterna solidarietà militante.
Rendiamo un appassionato omaggio al Colonnello Gheddafi, a suo figlio Moatassim, all'ex ministro della Difesa, il generale Abou Bakr Younès Jaber… assassinati insieme a lui in questo stesso giorno.
I nostri omaggi vanno anche a tutti i resistenti libici e ai fratelli africani (ciadiani, maliani, nigeriani, ghanesi, nigeriani…) caduti con onore sul campo contro l'aggressione imperialista della NATO e la ricolonizzazione di uno Stato sovrano africano, membro fondatore dell'Unione Africana.
A questi combattenti africani, qualificati dagli imperialisti e dai loro lacchè africani come "mercenari neri di Gheddafi", che hanno pagato con la vita il loro contributo alla lotta di liberazione per l'indipendenza, la dignità e l'onore dell'Africa, va l'eterna riconoscenza e orgoglio del continente. Come le brigate internazionali, che si batterono a fianco dei repubblicani contro i fascisti di Franco nella guerra di Spagna, voi siete stati i precursori delle brigate internazionaliste della lotta antimperialista e contro la strisciante ricolonizzazione dell'Africa avviata in Libia dalle potenze occidentali.
Nonostante il gigantesco e incontestabile contributo di Gheddafi alla creazione e consolidamento dell'Unione Africana, allo sviluppo economico degli Stati africani, ai progetti che mirano alla totale indipendenza del continente come la creazione del Fondo Monetario Africano (FMA), della Banca centrale africana (BCA), di una moneta comune africana (MCA)… sarebbe insensato, vergognoso ed offensivo attribuire questo assassinio ai soli barbari esecutori, ai rinnegati di Bengasi. Gli imperialisti della NATO, che hanno esultato all'annuncio dell'assassinio, sono i principali committenti di questa ignominia. Come credere che i popoli africani, vittime dei tormenti del dominio coloniale, possano assassinare uno dei suoi figli più degni e vogliano per di più cancellare la sua memoria dalla storia collettiva dei grandi eroi africani?
Come mai questi imperialistici autoproclamatisi "Padri della democrazia" si alleano ai monarchici e ad Al Qaida (incarnata da Bel Hadj, governatore militare di Tripoli), per instaurare la democrazia nel paese? La sconcertante coincidenza tra l'occupazione NATO/CNT della Libia, la crisi finanziaria ed economica, il fallimento di alcuni Stati occidentali, la confisca dei miliardi di dollari dei fondi sovrani libici nelle banche europee, il pellegrinaggio ininterrotto dei vertici delle imprese occidentali dopo la presa di Tripoli da parte dei reazionari di Bengasi e le firme dei succulenti contratti petroliferi, il mercato della ricostruzione del paese volontariamente distrutto dalla NATO… sono altrettante prove che rafforzeranno la coscienza antimperialista dei popoli africani che le potenze occidentali vorrebbero invece mantenere per l'eternità nella schiavitù coloniale.
Un crimine pianificato ed eseguito a freddo: omicidio politico della NATO ovvero la nuova strategia di ricolonizzazione dell'Africa.
Questo crimine pianificato ed eseguito dai rinnegati di Bengasi non lascia dubbi. Le immagini del linciaggio di Gheddafi seguito dall'impatto dei proiettili sul suo cranio rinforza questa ipotesi. Suo figlio Matasse arrestato con lui è stato liquidato nello stesso modo. L'analisi di alcuni sconcertanti elementi accredita la tesi dell'omicidio politico del Colonnello Gheddafi, eseguito dalla NATO/CNT:
- Allo scoppio dei primi bombardamenti NATO sulla Libia, il 17 marzo 2011, l'Unione Africana (UA) si era opposta alla soluzione militare. Una road map dell'organizzazione panafricana per una soluzione pacifica è stata sottoposta alle parti nel corso di differenti missioni effettuate in Libia. Il Colonnello Gheddafi aveva accettato la proposta mentre i controrivoluzionari del CNT ed i loro padroni della NATO, il trio criminale Sarkozy-Obama-Cameron si sono sempre opposti all'opportuna proposta di una regolazione pacifica del conflitto armato per risparmiare migliaia di vite umane. L'obiettivo principale dell'imperialismo era uccidere il Colonnello Gheddafi. Il seguito lo proverà.
In un colloquio col quotidiano italiano Corriere della Sera del 15 giugno 2011, Saif Al-islam Gheddafi dichiarava che il regime della Guida Gheddafi era pronto ad accettare le elezioni: "Elezioni potrebbero tenersi nei prossimi tre mesi. Al massimo entro la fine dell'anno e a garanzia della loro trasparenza potrebbe esserci la presenza di osservatori internazionali. Non ci formalizziamo su quali [osservatori]. Accettiamo l'Unione Europea, l'Unione Africana, le Nazioni Unite, anche la NATO. L'importante è che lo scrutino sia corretto e che non ci siano sospetti di brogli". Ancora una volta CNT, NATO e il trio criminale Sarkozy-Obama-Cameron hanno rigettato questa proposta. Se questi "democratici" avessero realmente voluto aiutare ad instaurare la pretesa "democrazia" in Libia, perché allora hanno rifiutato questa proposta di elezioni libere e trasparenti? Per di più, i cittadini dei loro rispettivi paesi erano invitati in qualità di osservatori. La pretesa "democrazia" è un inganno intellettuale, colma di menzogne il cui scopo principale è la ricolonizzazione dell'Africa, a cominciare dall'asservimento della Libia ricca di petrolio e forte dei suoi 200 miliardi di dollari di fondi sovrani collocati nelle banche centrali occidentali di Francia, USA e Gran Bretagna. Questa cifra, rivelata dal quotidiano americano Washington Times nel marzo 2011, ha stimolato l'appetito vorace delle potenze imperialiste nella tormenta della profonda crisi economica e finanziaria del capitalismo che dura dal 2008. Questa guerra di rapina permette di fare man bassa di questi fondi. Un'infima parte di questi basterebbe per salvare l'euro, certi paesi dell'Unione Europea (Grecia, Portogallo, Spagna…), e permetterebbe infine anche di ricapitalizzare le banche in fallimento.
I rinnegati del CNT che hanno tradito la Grande Jamahiriya araba libica popolare e socialista costruita dalla Guida Mouammar Gheddafi, consegnandola ai predatori capitalisti, si sfasceranno nel prossimo avvenire. Il risveglio sarà doloroso per il popolo libico che assisterà impotente al saccheggio del suo petrolio, al furto dei suoi 200 miliardi di fondi sovrani di cui una parte sarà presa per rimborsare le migliaia di bombe scaricate sul loro paese. Finanziare i massacri dei loro concittadini da parte delle potenze straniere, tale è il cinico contratto firmato dal CNT e che ha il dovere di eseguire senza lamentarsi a meno di non voler subire la loro collera. Il FMI esigerà dai "Ratti di Bengasi" lo smantellamento del sistema sociale d'eccellenza jamahirista (istruzione, sanità, edilizia… gratuite) perché quest'organismo, celebre per i suoi piani di aggiustamento strutturale che uccidono i popoli africani, già alcune ore dopo l'assassinio della Guida, annunciava la sua intenzione "di mandare nelle settimane che verranno, una missione in Libia destinata a recuperare i mezzi per venire in aiuto a questo paese". Questo "aiuto" come in qualsiasi altro paese africano non porterà niente di buono. Il FMI imporrà ai golpisti del CNT la distruzione delle conquiste sociali (riduzione, addirittura soppressione del bilancio sociale destinato a sanità e istruzione, ai sussidi sui beni di prima necessità…) che sono direttamente utili al popolo libico. In queste condizioni di regressione sociale, il popolo libico non ha alternative tranne quella di inseguire la resistenza armata contro gli occupanti imperialisti e i loro cani da guardia (il CNT), fino alla vittoria.
La controrivoluzione scatenata dal CNT, una creatura criminale degli imperialisti e in particolare del governo francese, un inganno intellettuale, è cinicamente chiamata "Rivoluzione". In che cosa la ricolonizzazione della Libia da parte dell'occidente, l'assassinio di 100.000 libici sotto le bombe della NATO, la liquidazione fisica di Gheddafi, dirigente legittimo del paese, la distruzione delle infrastrutture, il furto del petrolio e in prospettiva dei 200 miliardi dei fondi sovrani libici da parte degli imperialisti o le 15.000 tonnellate d'oro della Banca centrale libica… costituiscono una "Rivoluzione" e fanno dei suoi miseri esecutori (CNT) dei "rivoluzionari" e democratici?
Le menzogne imperialiste, istituzionalizzate nel modo di gestione delle relazioni internazionali con l'Africa, d'ora in poi sono smascherate. I popoli libici e africani non si lasceranno più abbindolare dalle menzogne mediatiche perché per noi, la vera "Rivoluzione" è la "Rivoluzione di El Fateh" del settembre 1969, diretta dal Colonnello Mouammar Gheddafi, fondatore della Grande Jamahiriya araba libica popolare e socialista. I Ratti di Bengasi non sono "rivoluzionari" ma dei "controrivoluzionari, golpisti e collaborazionisti della NATO".
La controrivoluzione di Bengasi scatenata il 17 febbraio 2011 dal CNT, ha beneficiato di una copertura mediatica identica a quella dei supposti massacri di Timisoara in Romania e delle armi di distruzione di massa in Iraq. Le menzogne mediatiche sul numero dei manifestanti uccisi dall'esercito libico variava con il variare dell'intensità della propaganda NATO: da 41 (fonte Afp del 18 febbraio) in alcuni giorni siamo passati a 200 e poi a 10.000 manifestanti, secondo Al Jazeera, con una progressione degna della propaganda nazista. L'emirato del Qatar, alleato della NATO, con la sua Al jazeera ha inondato il mondo di false notizie, tant'è che nessuna missione di indagine delle organizzazioni dei diritti umani è stata inviata sul posto. Nessuna prova è stata esibita per avvalorare le falsità degli imperialisti a favore del loro preteso "intervento umanitario" per proteggere le popolazioni civili libiche. La liquidazione fisica della Guida Gheddafi da parte dell'imperialismo è stata di conseguenza progettata ed eseguita come lo furono quelle di Ceausescu e Saddam Hussein. Alcune analisi permettono di sostenere questa tesi:
- Il ministro della Difesa francese, Gérard Longuet, dichiarava che: "Un attacco dell'aviazione francese ha fermato la colonna che forzava l'uscita da Sirte e nella quale si trovava il colonnello Gheddafi..." [BFMTV del 20 ottobre 2011]. Il 22 ottobre, Opex (operazioni esterne) 360, pubblicazione del ministero della Difesa francese, precisava: "Il convoglio in cui si trovava il colonnello Gheddafi è stato fermato dal bombardamento di un Mirage 2000D dell'aviazione francese". Altre fonti affermano che Gheddafi sarebbe stato ferito nei bombardamenti NATO e poi finito a bruciapelo. Il suo arresto e quello dei compagni, una "cattura" importante implica necessariamente un contatto tra i capi dell'unità del CNT impegnata, i vertici politici del CNT e i loro padroni della NATO. L'analisi della catena di comando permetterebbe di conoscere l'origine dell'ordine d'esecuzione dei prigionieri di guerra, in flagrante violazione della III Convenzione di Ginevra del 12 agosto 1949 sulla protezione dei prigionieri di guerra. Un'operazione di bombardamento di questa accuratezza implica delle precise informazioni provenienti dai commando delle squadre speciali NATO dentro Sirte e già introdotti in Libia dallo scatenamento della crociata imperialista il 17 marzo 2011. Secondo un responsabile francese, la presenza della Guida a Sirte ed in questo convoglio sarebbe stata ben nota alla NATO.
C'è stato un primo tiro che ha distrutto un veicolo del convoglio, poi un secondo che ne ha annientati una decina. Di conseguenza l'obiettivo era chiaro: uccidere ad ogni costo il Colonnello Gheddafi.
La soddisfazione per il "dovere criminale" compiuto, manifestato attraverso le dichiarazioni dei dirigenti della NATO e da Sarkozy-Obama-Cameron, lo conferma. La loro esaltazione nell'annunciare la fine dell'operazione "Unified Protector" mostra implicitamente che lo scopo non era applicare la risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza ma liquidare fisicamente Gheddafi e distruggere il suo regime delle masse (la Jamahiriya) che rischiava di contaminare gli altri Stati che si trovano sotto il tallone dei dittatori della Franciafrica, come per esempio quelli di "dominio esclusivo" francese o i paesi del Cen-Sad [Comunità degli Stati Sahelo-Sahariani], dove le popolazioni rurali e la gioventù hanno grande ammirazione per la Guida, il suo antimperialismo, la sua lotta per la creazione degli Stati Uniti dell'Africa ed infine per il finanziamento dei progetti agro-pastorali.
- Un altro elemento a favore di questa tesi è l'intervista di Le Figaro a un responsabile francese che accennava al sospetto della NATO: "Gheddafi è nascosto da qualche parte a Sirte". "Presidiamo da vicino i diversi punti che possono essere usati per lasciare la città" precisava sempre Le Figaro del 22 ottobre 2011. La scellerata risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza, iniziata e conclusa dal presidente Sarkozy è stata violata dalla NATO che ha oltrepassato la sua missione di "protezione umanitaria" delle popolazioni istituendo una zona di esclusione aerea sopra la Libia. I suoi bombardamenti "umanitari" quotidiani hanno fatto parecchie migliaia di morti civili (100.000 secondo alcune stime e distrutto tutte le infrastrutture più moderne dell'Africa, costruite sotto Gheddafi. La chiara volontà degli imperialisti occidentali di far arretrare questo paese moderno, il più evoluto del continente e orgoglio degli africani, è incontestabile.
- Le condizioni e circostanze che circondano la morte del Colonnello Gheddafi, le parecchie e contraddittorie versioni lasciano supporre una volontà degli autori o dei mandanti del crimine di dissimulare la verità. Il portavoce dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Rupert Colville ha chiesto l'apertura di un'inchiesta sulla sua morte. Potremo mai conoscere la verità se l'ONU è diretta dalle stesse potenze NATO all'origine della risoluzione 1973 che ha condotto a quest'ignobile assassinio?
Le dichiarazioni degli ufficiali NATO/CNT parlano di 75 veicoli componenti il convoglio del Colonnello Gheddafi in uscita da Sirte. Perché le immagini delle macchine carbonizzate ed il centinaio dei combattenti uccisi nel bombardamento di questo convoglio non sono state mostrate dai giornalisti stranieri presenti a Sirte? Perché a questi ultimi è stato impedito di andare nella presunta canalizzazione alla base del ponte dove si suppone che la Guida ed i suoi compagni di lotta si fossero trincerati? Come nella grossolana montatura e menzogna dei massacri di Timisoara in Romania del 23 dicembre 1989, con la scoperta delle "fosse comuni" con più di 10.000 corpi, (questa cifra variava secondo i media da 4.000 a 70.000) [Fonti: Le Nouvel Observateur del 5.4.1990, Le Monde diplomatique del marzo 1990, Le Monde del 24.12.1989, Libération del 4.4.1990, L’Evénement du jeudi del 15.3.1990, Le Nouvel Observateur del 20.4.2000]. Queste sarebbero dovute essere le vittime della Securitate, la polizia del regime del presidente Ceausescu. Quest'ultimo e sua moglie Helena furono fucilati vilmente dagli Harkis della NATO i quali lo accusavano di resistere alla restaurazione del capitalismo malgrado la caduta del campo socialista. Ventuno anni più tardi, siamo in presenza di un'altra macabra messa in scena per l'esecuzione sommaria con gli stessi mandanti? I "Ratti" di Bengasi del CNT, soprannominati così dalla Guida, si sono vendicati umiliandolo in questo buco che ricorda la tana di questi animali? Il Colonnello Gheddafi ed i suoi compagni combattenti sono stati arrestati in altro luogo e in una data anteriore dai commando speciali della NATO, torturati e poi condotti sul luogo per la macabra sceneggiatura? Perché i video presentano la Guida con indosso abiti differenti e soprattutto perché in quelli che ne mostrano la fine indossa una sorta di pigiama mentre era stato fermato in pieno combattimento? Come spiegare il rifiuto dei criminali NATO/CNT di rendere i corpi di Gheddafi e di suo figlio Matasse alla famiglia? Perché questa impazienza di seppellire i corpi in un angolo segreto del deserto senza un'autopsia garantita internazionalmente?
I Ratti di Bengasi sono dei veri musulmani o semplicemente dei barbari travestiti? La loro crudeltà e barbarie hanno superato i limiti del sostenibile: il linciaggio del Colonnello trasmesso ininterrottamente dai media al servizio dell'imperialismo, è indegno dei supposti "civili e democratici" occidentali che si sono rallegrati di questa abominio e crimine contro l'umanità. Gheddafi è stato vittima di un trattamento degradante e umiliante, di torture mortali, di sevizie corporali (stuprato e sodomizzato con un tubo di ferro)… prima di essere vilmente finito con una pallottola alla testa. Tutte queste pratiche sadiche e diaboliche inflitte alla Guida Gheddafi da una banda di Ratti arrabbiati e isterici, sono insopportabili. Queste piccole creature malvagie (CNT) della NATO che si autoproclamano musulmani e che vogliono proclamare la sharia in Libia, sono soltanto impostori. Questi pazzi pericolosi urlavano a squarciagola in arabo "Allah Akbar, Allah Akbar, Allah Akbar…" (Dio è grande, Dio è grande, Dio è grande…). Questi "diavoli" di Bengasi bestemmiano la religione musulmana invocando il nome di "Allah" per commettere ignominie e crimini. Una nuova ideologia la "demosarkozia", impostata dal trio criminale Sarkozy-Obama-Cameron, è in corso di sperimentazione in Libia? Questi atti gravissimi e di umiliazione suprema non saranno dimenticati dal popolo africano che non ha alternativa che quella di difendere e ristabilire l'onore, la dignità del martire ed eroe africano Mouammar Gheddafi. Questa lotta contro l'imperialismo ed i suoi lacchè locali del CNT fino alla liberazione totale della Libia, è anche quella di tutta l'Africa la cui dignità e onore sono scherniti. Mentre l'islam esige di seppellire il corpo nelle 24 ore successive al decesso, i "Ratti selvaggi" di Bengasi hanno preferito esporre i corpi ricoperti di sangue di Gheddafi e di suo figlio Matasse in una macelleria di Misurata come un trofeo di guerra. Per tre giorni, un numero impressionante di barbari ha manifestato la sua gioia facendo il segno della "V" (vittoria) e facendosi fotografare con le due salme.
NATO e CNT sono colpevoli di crimini di guerra in violazione della III Convenzione di Ginevra relativa ai prigionieri di guerra. In più, l'uccisione di un capo di Stato in carica è vietato dal diritto internazionale.
- Il secondo elemento importante che corrobora l'idea della pianificazione dell'omicidio politico del Colonnello Gheddafi, è la dichiarazione del segretario di Stato americano, Hillary Clinton in visita a Tripoli martedì 18 ottobre, ossia 48 ore prima di questo odioso crimine: "Speriamo che (Gheddafi) sia catturato o ucciso presto, così non avrete più paura di lui e potrete andare avanti" [Le Point.fr del 19 Ottobre 2011]. Questo squallido desiderio è stato realizzato con la "cattura della Guida che è stata ferita alla testa e alle gambe da un attacco aereo della NATO" giovedì 20 ottobre, secondo FTV e le agenzie del 20/10/2011.
L'uso del termine "cattura" utilizzato di proposito dagli imperialisti, conferma la loro intenzione di paragonare la Guida ad un "animale" che la NATO braccava da sette mesi per infine catturarlo e procedere alla sua messa a morte.
- Il colpo di stato militare della NATO contro la Guida Gheddafi non si sarebbe potuto perpetuare in Libia perché il CNT o gli Harkis di questa organizzazione militare imperialista non avrebbero resistito di fronte alla determinazione e agli assalti delle Forze di resistenza nazionale verde, ancora fedeli alla Guida alla cessazione dei bombardamenti NATO. Difatti, l'organizzazione militare ha annunciato che la missione della NATO finirà il 31 ottobre prossimo. Gli occupanti erano dunque in corsa contro il tempo per uccidere Gheddafi prima della fatidica data e spezzare così il morale dei resistenti contro i golpisti monarchico-al quaidisti del CNT. In aggiunta, la sua liquidazione fisica avrebbe permesso ad alcune alte personalità politiche occidentali di non essere coinvolte dalle rivelazioni di Gheddafi in caso di processo, cosa che avrebbe compromesso irrimediabilmente le loro carriere politiche. I dirigenti libici minacciavano di divulgare le prove del finanziamento illegale della campagna presidenziale di Sarkozy del 2007, come espresso ad Euronews da uno dei figli del Colonnello, Seif El Islam [Le Parisien del 16.03.2011 e L’Express del 17.03.2011]. L'invocazione e l'incitamento all'omicidio di Gheddafi da parte della diplomazia statunitense, getta disonore sui pretesi "portatori di lezioni" di democrazia ai paesi del Sud. Volere imporre una "democrazia" sotto sorveglianza scaricando migliaia di tonnellate di bombe, uccidendo più di 100.000 libici, è un crimine contro l'umanità. Tuttavia, la CPI [Corte penale internazionale] specializzata nei processi ai dirigenti dei paesi del Sud e particolarmente quelli africani è muta e cieca riguardo al trio criminale Sarkozy-Obama-Cameron, che ha scatenato questa guerra contro la Libia. La constatazione della parzialità della CPI, della giustizia dei potenti, si osserva in relazione al presidente degli USA, George Bush, questo criminale che ha scatenato nel 2003 la guerra contro l'Iraq, che tra il 2003 e il 2006 ha causato più di 654.965 morti ovvero il 2,5% della popolazione irachena secondo uno studio pubblicato nella rivista medica The Lancet. Altre stime avanzano la cifra di 1.455.590 morti iracheni. A questo macabro palmarès si aggiunge l'impiccagione del presidente legittimo del paese, Saddam Hussein.
La barbarie dei poteri imperialistici che consiste nel ricorrere alla forza militare contro i popoli e i dirigenti insubordinati dei paesi del Sud, è diventata la regola che si sostituisce al diritto internazionale. In queste condizioni di ingiustizia, l'Unione Africana (UA) ed i paesi africani dovrebbero abbandonare l'ONU, strumento delle potenze occidentali per il dominio e l'asservimento dell'Africa. Le risoluzioni del Consiglio di sicurezza infatti hanno condotto agli assassini dei dirigenti e dei figli degni del nostro continente, come il primo ministro del Congo, Patrice Lumumba e la Guida della Grande Jamahiriya libica, il Colonnello Mouammar Gheddafi. In questa agenda di omicidi politici per la ricolonizzazione dell'Africa, altri dirigenti insubordinati o ricalcitranti agli ukase [dettami] imperialisti sono i prossimi bersagli. La strategia classica dell'intervento "umanitario" imposto dalla risoluzione del Consiglio di sicurezza dei potenti, aprirebbe la via al dominio del paese. Questo fatto è insopportabile e deve essere combattuto senza alcun indugio. L'Unione Africana, malgrado le sue debolezze, dovrebbe mostrare un minimo sussulto patriottico contro questa umiliazione permanente del nostro continente da parte delle potenze imperialiste occidentali.
È inammissibile che le generazioni future siano consegnate al dominio e asservimento coloniale.
L'unica alternativa per evitare il dominio coloniale dell'Africa è di attirare l'attenzione dei suoi dirigenti ancora animati da spirito patriottico e di mettere in pratica il progetto gli Stati Uniti dell'Africa (EUA) cui la Guida Mouammar Gheddafi ha dedicato tanta energia, sacrifici morali, materiali e fisici.
- Il portavoce dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per il diritti umani, Rupert Colville ha chiesto l'apertura di un'inchiesta sulla morte della Guida libica. Le domande sulle circostanze del suo assassinio trovano risposta in un articolo del settimanale francese Canard Enchaîné del 26 ottobre 2011. Il titolo shock ed accusatorio "Gheddafi condannato a morte da Washington e Parigi" rivela la volontà di assassinare Gheddafi. Questo crimine è stato pianificato e reso esecutivo giovedì 20 ottobre 2011 alle 08.30 della mattina dai presidenti Obama e Sarkozy. Ecco alcuni brani dell'articolo: ["Mercoledì 19 ottobre nel tardo pomeriggio, un colonnello del Pentagono telefona ad uno dei suoi agenti dentro il servizio segreto francese. Incaricato del dossier "Gheddafi", una delle attuali priorità dei generali della squadra di Obama, l'americano annuncia che il capo libico, seguito dalla traccia dei droni statunitensi Predator, è intrappolato in un quartiere di Sirte e che oramai è impossibile "mancarlo". Poi aggiunge che lasciare questo tizio in vita lo trasformerebbe in "vera bomba atomica". Il suo interlocutore comprende così che la Casa bianca ha emesso il suo verdetto e che bisogna evitare di fornire a Gheddafi una tribuna internazionale nel suo eventuale processo. Da alcuni giorni del resto, i commando delle forze speciali americane e francesi partecipavano a questa caccia congiunta a Gheddafi. A Parigi, al Centro di pianificazione e condotta delle operazioni (CPCO), al Servizio di intelligence militare (DRM) ed alla Direzione generale di sicurezza esterna (DGSE), parecchi ufficiali calcolavano in una cinquantina di membri del COS (Comando delle operazioni speciali) i militari presenti a Sirte. Da parecchi giorni prima della liquidazione di Gheddafi, squadre delle forze speciali americane e francesi partecipavano a fianco dei combattenti ribelli al braccaggio della Guida. La loro missione era di assistere i ribelli nella caccia a Gheddafi e agli ultimi suoi fedeli"]. La formula utilizzata dal DGSE, scriveva Le Canard, è: "Consegnare il pacco a Volpe" che significa catturare la Guida Gheddafi e consegnarla ai Ratti selvaggi e arrabbiati del CNT di Bengasi per l'odiosa e barbara esecuzione con cui il mondo intero è stato sommerso cinicamente dai media.
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