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- popoli resistenti - libia - 31-10-12 - n. 427
da ALAC (African-Libyan Action Committee) - alac.africa@hotmail.com
Traduzione dal francese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Omaggio di ALAC alla Guida Gheddafi, eroe dell'Africa combattente, in occasione del 1° anniversario del suo assassinio commesso da NATO e CNT
di Ley-Ngardigal Djimadoum, Segretario generale di ALAC
20/10/2012
Prima parte
Un anno fa, il 20 ottobre 2011, la Guida Muhammar Gheddafi, degno figlio dell'Africa, eroe dell'Africa combattente, veniva assassinato dalla NATO, l'esercito degli imperialisti, con il supporto dei rinnegati libici del CNT, insediati a Tripoli.
Il triumvirato criminale Sarkozy-Obama-Cameron ha mobilitato la NATO, il più potente esercito del mondo, per raggiungere il suo obiettivo, dopo otto mesi di intensi bombardamenti che causarono più di 100.000 morti e la distruzione delle infrastrutture del paese.
La data di giovedì 20 ottobre 2011 rimarrà nella memoria collettiva di tutti gli africani come la più oscura della nostra storia colma di tragedie umane. La Guida Muhammar Gheddafi fu dal 1969 il dirigente africano più combattuto dalle potenze imperialiste.
Ciò significa che la brutale scomparsa di questo eroe annienterà per sempre il suo pensiero e le sue grandiose azioni per l'Africa? La sua lotta per la liberazione, l'indipendenza militare, economica, politica, per la dignità e l'onore dell'Africa resta attuale. Le nuove generazioni africane raccoglieranno dignitosamente la fiamma accesa dalla Guida Muhammar Gheddafi?
Che cosa è diventata la Libia un anno dopo l'assassinio della Guida Gheddafi per opera degli imperialisti?
Un anno dopo i crimini contro l'umanità perpetrati in Libia dalle potenze imperialiste, la situazione del paese si è peggiorata. La regressione è totale in tutti i campi: sociale, economico, politico e militare.
La Jamahiriya della Guida Gheddafi, sviluppata fino a poco tempo fa e nella quale il popolo beneficiava di tutte le conquiste sociali (educazione, sanità, casa, acqua ed elettricità ad uso domestico gratuite), è stata riportata al livello dei paesi sub-sahariani meno avanzati. Era istituita una politica delle nascite, di protezione della madre e del bambino, per esempio le madri ricevevano un sussidio di 5.000 $ alla nascita del bambino. Secondo il rapporto del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (PNUD) 2010, l'indice di sviluppo umano (IDH) della Libia compete con quelli di numerosi paese del nord: tasso di scolarizzazione 95,8%, speranza di vita 78 anni, sviluppo umano 53/169, PIL pro capite 14.802 $.
La nuova Libia "democratizzata" sotto le bombe della NATO, vede proliferare nelle sue strade i senza fissa dimora mentre sotto il regime della Guida Gheddafi, quando una coppia si sposava, lo Stato pagava la prima casa o appartamento (150 mq). Le altre caratteristiche della Libia "natizzata" [ossia della Libia post intervento NATO], sono: l'apparizione dei mendicanti nelle strade, la mancanza di elettricità, i ritardi degli stipendi dei funzionari, il mancato versamento delle borse di studio, mentre nella Jamahiriya, per ogni studente che intendeva compiere i suoi studi all'estero, il governo attribuiva una borsa di 1.627,11 euro al mese, e per gli stranieri l'insegnamento superiore era gratuito.
Nella nuova Libia "democratizzata" e "natizzata", c'è un aumento vertiginoso dei morti negli ospedali per mancanza di medicinali e materiali distrutti dalle bombe degli aggressori imperialisti, l'apparizione della carestia, di malattie un tempo debellate (tubercolosi, colera, poliomielite…), l'insalubrità e il tanfo pestilenziale dei rifiuti non raccolti fanno delle città della nuova Libia democratizzata del Consiglio Nazionale di Transizione (CNT), il terreno prediletto di topi, scarafaggi e di altri insetti vettori di malattie. Tale è la nuova democrazia imposta dalla NATO alle popolazioni della Libia. Ciò è insopportabile e non può rallegrare nessun africano, qualunque opinione abbia della Guida Gheddafi.
La legittima resistenza verde è una questione di sopravvivenza del popolo libico e per estensione di quelli di tutta l'Africa. La solidarietà col popolo fratello libico, manifestata da tutti gli africani coscienti del progetto di ricolonizzazione del nostro continente da parte delle potenze imperialiste, è un dovere perché questa causa è anche la nostra.
Nella nuova Libia democratizzata, ogni gruppo della miriade di milizie terroristiche monarco-alqaediste, braccio armato del CNT, detiene il controllo su ciascuna zona del territorio conquistato. Regna una spietata legge tra bande. La pretesa autorità governativa del CNT di Tripoli non ha alcun controllo su di loro. La Libia è diventata uno spazio di assenza del diritto dove le bande armate terrorizzano le popolazioni, uccidono, rubano e violentano nella totale impunità. Questa è la bella nuova democrazia made in "Sarkozy-Obama-Cameron" imposta al popolo libico!
Questi promotori occidentali di aggressioni non accetterebbero mai che l'anarchia s'insediasse da loro. Tuttavia istituiscono sadicamente il caos in Africa, per saccheggiare a sazietà le sue risorse naturali ed asservirla.
La nuova strategia delle potenze imperialiste di ricolonizzazione del nostro continente è di sterminare le popolazioni (un malthusianesimo per lottare contro la sovrappopolazione nei paesi del sud che provocherebbe un'invasione del nord secondo i loro timori infondati), distruggere le infrastrutture per favorire le loro imprese nella ricostruzione della nuova colonia.
Le donne libiche poc'anzi emancipate, disponendo sotto la Guida degli stessi diritti degli uomini, soffrono oggi della restaurazione delle leggi monarchico-clericali di dominio maschile.
La degrado esponenziale della situazione sociale cui va ad aggiungersi la fedeltà alla Guida Gheddafi e l'ostilità latente delle popolazioni verso il CNT, usurpatore del potere, sono altrettanti fattori che dimostrano a sufficienza l'anarchia che regna nella nuova Libia "made in NATO", imposta sotto una pioggia di bombe dal trio criminale Sarkozy-Obama-Cameron.
Il presidente dell'Assemblea nazionale, Mohamed al-Megaryef, ha riconosciuto peraltro che "in certe regioni la liberazione del paese non è stata realizzata completamente". [Cfr El watan del 20 ottobre 2012]. Secondo questa stessa fonte, violenti combattimenti hanno opposto i resistenti verdi, fedeli alla Guida Gheddafi, all'esercito di occupazione delle milizie "natizzate" del CNT, facendo "almeno 9 morti e 122 feriti". Ricordiamo che durante i bombardamenti delle forze NATO, la città di Bani Walid è stata, con Syrte e Sabha, tra i bastioni lealisti che hanno inflitto pesanti perdite ai topi del CNT di Bengasi.
La tribù dei Warfalla, originaria di questa città, è una delle più importanti del paese e rimane di conseguenza il bersaglio privilegiato del governo e della milizia di Misurata, la punta di lancia della controrivoluzione anti Gheddafi. Quest'ultima avrebbe, secondo altre fonti, approfittato di questi combattimenti per sterminare questa tribù ricalcitrante. "Le autorità hanno dato luce verde alle milizie per sterminare le persone nella città", ha accusato Salem al-Ouaer, capo militare del più importante gruppo armato di Bani Walid, sollecitando l'ONU e l'Occidente a proteggere i civili e denunciando una situazione umanitaria molto grave.
Il CNT, un'orda di Harkis [collaborazionisti] degli imperialisti NATO, continua lo sterminio sistematico delle tribù e la distruzione delle regioni che gli sono ostili e che avevano resistito eroicamente infliggendogli pesanti perdite all'epoca della sua crociata contro la Guida Gheddafi. Dove sono dunque gli imperialisti autoproclamatisi difensori ed instauratori della democrazia, protettori dei popoli oppressi dai governi dittatoriali? L'ipocrisia e la menzogna democratica delle potenze imperialiste rischiarano la coscienza rivoluzionaria dei popoli oppressi dell'Africa. Essi non accorderanno mai più alcun credito ai loro discorsi tranquillizzanti e alle lezioni sul modello di democrazia occidentale da imporre ai "selvaggi" africani. La difesa degli interessi dei capitalisti multinazionali, detta tutti gli atti e i comportamenti criminali delle potenze occidentali. Questi paesi che si dicono democratici, sono paradossalmente i creatori e gli apologeti dei dittatori. È il caso della Francia in particolare (la Francafrica) che ha consacrato e sostenuto sotto molteplici aspetti i dittatori in Africa (Ciad, Centrafrica, Togo, Gabon, Camerun, Congo Brazzaville…).
Anche gli USA fanno la loro parte, imponendo ai popoli latinoamericani le dittature militari negli anni 60-70: il generale Pinochet in Cile, il maresciallo Castelo Branco in Brasile, il generale Videla in Argentina, il generale Banzer in Bolivia…
Queste stesse potenze imperialiste sedicenti democratiche, sono anche i fedeli alleati delle monarchie dittatoriali medievali come quella della famiglia Saud in Arabia Saudita per esempio, una monarchia islamica assoluta dove le donne sono private di tutti i diritti umani. Nessuna manifestazione o culto di un'altra religione è accettato e quelli che esprimono a tal proposito un'opinione differente sono dichiarati apostati e passibili della pena di morte. La libertà di religione della popolazione non musulmana d'origine è molto ristretta, e deve esercitarsi esclusivamente nella sfera privata. [fonte: wikipedia].
Un altro fedele alleato dell'imperialismo occidentale è il Qatar, una monarchia assoluta dove l'emiro Hamad bin Khalifa al-Thani è al tempo stesso capo dello Stato e del governo. Non c'è sistema elettorale ed i partiti politici sono vietati. Le manifestazioni che nella primavera del 2011 reclamavano la democrazia sono state annegate nel sangue della repressione. Il triumvirato criminale Sarkozy-Obama-Cameron, pronto ad assassinare la Guida Gheddafi per instaurare la "democrazia", in quel momento era afono e cieco.
Si deve forzatamente costatare con disgusto che le potenze che si dicono democratiche sono i fedeli alleati delle monarchie dittatoriali (Qatar e Arabia Saudita), che opprimono nel sangue ogni velleità d'espressione popolare. Quale ipocrisia ed impostura intellettuale!
Il 20 ottobre 2011, queste stesse potenze hanno imposto al popolo libico la dittatura del CNT, una nebulosa di integralisti islamo-alqaedisti e monarchico-liberali. Il CNT, malefica creatura del trio criminale Sarkozy-Obama-Cameron, beneficia di conseguenza della tutela delle potenze imperialiste. Può sterminare impunemente le popolazioni della tribù Warfalla e di quelle che manifestano un'ostilità endemica. La triplice alleanza (Potenze imperialiste-Qatar-Al qaeda) che ha assassinato la Guida Gheddafi e instaurato la dittatura feudale di Al-Qaeda in Libia è contro natura. Il popolo libico, avendo vissuto il progresso ed il benessere della Jamahiriya, non accetterà mai questa regressione sociale. La nostalgia della grande Rivoluzione Al-Fateh del 1° settembre 1969 diretta dalla Guida Gheddafi guadagnerà in ampiezza e i rinnegati del CNT saranno cacciati dal potere che hanno usurpato. Il potere delle masse, quello della democrazia diretta esaltata dal libro verde della Guida Gheddafi s'imporrà e si rafforzerà dopo questa tragica parentesi instaurata dalle potenze d'occupazione.
Il CNT trae la sua legittimità dalla decisione e volontà delle potenze imperialiste esterne, di conseguenza il popolo libico non gli accorderà mai la sua fiducia per governare. Questo perché i topi di Bengasi fanno uso a sazietà degli assassini, dei crimini contro l'umanità contro le popolazioni in rivolta per mantenersi al potere in modo illegittimo.
Già si levano alcune voci in occidente che rivelano la loro disillusione e l'errore monumentale commesso con l'assassinio della Guida Gheddafi. Esprimono una sorta di "dispiacere" notando che con la Guida almeno era tutto chiaro. Era certamente più vicino alla democrazia occidentale perché le donne avevano gli stessi diritti degli uomini. Tuttavia, con questi barbuti integralisti islamici al potere a Tripoli, niente è sicuro, perché più in la gli muoveranno guerra esportando l'islam alle porte dell'Europa.
Non si dice generalmente chi semina vento raccoglie tempesta? Le potenze imperialiste, particolarmente gli USA, avevano creato l'organizzazione Al Qaeda di Bin Laden negli anni 70, nel quadro strategico di lotta contro il comunismo e l'ex URSS in Afghanistan. Hanno cacciato l'esercito sovietico da questo paese nella speranza di occuparlo, essendo alla frontiera con l'ex URSS. Tuttavia, il loro insuccesso è stato totale perché da più di 10 anni il potente esercito statunitense con circa 200.000 uomini in Afghanistan, sostenuto per di più dalle forze della NATO, non è giunto ad oggi a vincere i Talebani.
Queste truppe imperialiste d'occupazione cominciano a ritirarsi perché i resistenti afgani infliggono loro delle pesanti perdite in vite umane. Queste truppe d'occupazione partiranno con la coda tra le gambe dopo avere distrutto il paese e inquinato l'ambiente naturale con le armi chimiche, cosa che avrà per decenni conseguenze mortali per le popolazioni. In prospettiva c'è da attendersi migliaia di morti afgani a seguito delle contaminazioni chimiche. Questa constatazione di fallimento con gli integralisti islamici non è servita da lezione ai democratici occidentali che si sono alleati ancora una volta con Al-Qaeda, una componente importante del CNT per l'assassinio della Guida Gheddafi, e instaurato la dittatura dei terroristi addestrati in Afghanistan, rappresentati dal criminale Abdelhakim Belhadj, governatore militare di Tripoli e vecchio luogotenente di Bin Laden.
La penosa abdicazione dell'Unione africana (UA) nelle questioni interne del continente ha stimolato l'appetito dei predoni imperialisti nella loro guerra di ricolonizzazione.
La nuova strategia delle potenze imperialiste per occupare i paesi africani, assassinare o deportare i dirigenti insubordinati e poi di insediare alla presidenza i loro mercenari "governatori generali delegati", è ben rodata. Invocano sempre l'intervento militare umanitario per proteggere le popolazioni contro i genocidi dei dittatori. Il Consiglio di sicurezza, controllato da queste stesse potenze imperialiste, adotta risoluzioni scellerate per giustificare i crimini contro l'umanità che proprio loro commettono. E' stato il caso della Costa d'Avorio, dove il presidente legittimo insubordinato all'imperialismo francese, Laurent Gbagbo ha visto, l'11 aprile 2011, il suo palazzo bombardato dall'esercito francese. Questo esercito di occupazione lo ha catturato e poi deportato all'Aia per farlo giudicare dalla Corte penale internazionale (CPI). Del resto, ricordiamo che questo tribunale razzista si è specializzato nel giudizio degli africani, mentre i grandi criminali, i presidenti Bush (padre e figlio), Tony Blair, Sarkozy, Obama, Cameron…vivono in tutta libertà beffandosi della memoria dei milioni di vittime africane, irachene, iugoslave uccise dalla loro pioggia di bombe.
Alcuni mesi più tardi, con la benedizione della risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza, strumento delle potenze imperialiste, queste stesse riproponevano il fallace pretesto della difesa delle popolazioni di Bengasi contro il genocidio ordinato dalla Guida Gheddafi. Gli aggressori hanno così promesso di aiutare l'instaurazione della democrazia. Tuttavia, si deve forzatamente costatare che è avvenuto il contrario: si assiste piuttosto all'instaurazione del caos dopo l'assassinio della Guida Gheddafi. Col CNT, che è una miscela di combattenti di Al-Qaeda e nostalgici della monarchia del re Idriss, sostenuto allora dalla Grande Bretagna, il paese è immerso nell'oscurantismo.
Questi due crimini imperialisti in Costa d'Avorio e Libia, non avrebbero mai avuto luogo se i dirigenti africani e l'UA avessero mostrato una fermezza senza concessioni, una solidarietà senza spaccature e un'unità d'azione nella risposta. I voti o le astensioni dei rappresentanti africani all'epoca del voto al Consiglio di sicurezza, sono un alto tradimento che disonora i suoi autori ma anche tutta l'Africa. Difatti, le risoluzioni criminali del Consiglio di sicurezza sono una sperimentazione condotta in loco. Legittimeranno i futuri omicidi politici dei dirigenti insubordinati o che manifestino aspirazioni di indipendenza. Le spedizioni militari coloniali punitive e di occupazione si generalizzeranno. Qua sta tutto il senso del nostro timore. Difatti, il caos istituzionalizzato dagli imperialisti per controllare e saccheggiare le risorse naturali africane o giustificare le loro aggressioni militari si allargherà al Mali, all'Algeria, a tutte le regioni sub-sahariane e addirittura a tutta l'Africa (per esempio la balcanizzazione in corso della RD del Congo, dove la guerra imperialista di rapina e occupazione dell'est del paese, via Ruanda, ha fatto dal 1996, secondo i rapporti di diverse Ong in difesa dei diritti umani, dai 5 ai 7 milioni di morti).
L'ultimo rapporto ONU del 4 luglio 2012, accusa il Ruanda di sostenere la rivolta armata dell'M-23 nell'est della RD Congo. Questa crociata del Ruanda, sostenuta particolarmente da Usa e Gran Bretagna contro la RD del Congo, è stata confermata anche dal rapporto dell'Ong statunitense HWR.
Le forze della NATO che durante la loro crociata bombardavano la Libia, avevano lasciato volontariamente passare al nord del Mali, via Niger, delle colonne militari pesantemente armate di Touareg che tuttavia combattevano a fianco dell'esercito libico pro Gheddafi, una forza nemica. Questo atto prefigurerebbe già la volontà degli imperialisti, particolarmente della Francia, di favorire la creazione dello stato dell'Azawad a nord del Mali per i Touareg venuti dalla Libia. La dichiarazione di questa indipendenza, il 6 aprile 2012 da parte del Movimento Nazionale di Liberazione dell'Azawad (MNLA) trasmessa da France 24 e abbondantemente ripresa dall'insieme dei media francesi, sostenuta più tardi dalle benevoli dichiarazioni dei politici e particolarmente quella del ministro degli Esteri Laurent Fabius, accreditano la tesi del progetto imperialistico di instaurazione del caos in Africa. La Francia non voleva installare una base militare a Mopti, in Mali, negli anni 60, e le fu impedito dal governo socialista filo-sovietico di Modibo Keita? Le potenze imperialiste non ignoravano le conseguenze disastrose dell'assassinio della Guida Gheddafi sui paesi del Sahel, perché hanno favorito l'installazione delle forze Touareg pesantemente armate come punto d'appoggio dell'esercito libico nemico nel nord del Mali, senza averle bombardate alla loro partenza dalla Libia. Si è concluso un accordo per l'indipendenza dell'Azawad e l'insediamento della base di Mopti tra le organizzazioni ribelli del Mali, il Movimento Nazionale di Liberazione dell'Azawad (MNLA) e la Francia?
Il prossimo intervento militare delle forze della Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale (CEDEAO), presieduta peraltro da M. Ouattara della Costa d'Avorio, un prezzolato della Francia imposto al popolo della Costa d'Avorio in sostituzione del presidente legittimo Gbagbo, insieme con l'attivismo della diplomazia francese al Consiglio di sicurezza dell'ONU per questa spedizione militare, confermerebbe una volta ancora la tesi del caos imperialista. Di più, questo intervento imperialistico nel nord del Mali, ai confini con l'Algeria, sarebbe anche un'opportunità per le potenze occidentali e particolarmente per la Francia, di combattere il regime algerino nazionalista e progressista generato dalla lotta di liberazione vinta dal Fronte di liberazione nazionale (FLN). Il piano francese di Alain Peyrefitte del 1957 sulla creazione di uno Stato per i Tuareg, si sovrapponeva a quattro paesi: il nord del Niger e del Mali, il sud dell'Algeria, il sud e l'ovest della Libia. Questo piano di balcanizzazione dell'Algeria sarebbe riproposto con la repubblica dell'Azawad?
L'Algeria, potenza regionale indipendente con un governo insubordinato ai diktat imperialisti, rimane un ostacolo alla strategia di ricolonizzazione dell'Africa ed è un bersaglio da abbattere. Di conseguenza, le manovre di intervento militare nel Mali del nord sarebbero una prima tappa nella destabilizzazione di questo paese. Si fomenterebbero le agitazioni con la partecipazione dei nuovi collaborazionisti locali, mentre il governo si sforzerebbe di mantenere l'ordine pubblico con tutti i mezzi. Il noto Consiglio di sicurezza adotterebbe allora una pretesa risoluzione di intervento militare umanitario imperialista… Assistiamo una volta ancora allo schema classico della nuova strategia imperialista di ricolonizzazione dell'Africa. Dobbiamo essere chiari e respingere tutti gli interventi imperialisti da qualunque parte provengano perché non sarebbero mai a beneficio dei nostri popoli dei nostri paesi, né di quelli dell'Africa, ma scatenati invece esclusivamente per difendere un unico interesse: la ricolonizzazione dell'Africa e l'asservimento dei suoi popoli. Difatti, l'ultimo caso libico deve servirci di lezione per evitare una ripetizione dei crimini imperialisti in Africa.
Certi dirigenti africani o più esattamente i "governatori generali delegati" o i leader politici che per ragioni di interesse personale e per accedere al potere con l'appoggio delle potenze imperialiste, hanno sostenuto le crociate contro la Costa d'Avorio e la Libia, hanno anch'essi le mani macchiate del sangue dei loro compatrioti africani. Come possono dormire serenamente di fronte alla loro complicità nella ricolonizzazione dell'Africa da parte delle Forze straniere e alla loro partecipazione ai crimini contro l'umanità perpetrati in Africa?
Seconda e ultima parte
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