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- popoli resistenti - india - 31-03-09 - n. 267
Traduzione dall'inglese per www.resistenze.org a cura del Centro di Cultura e Documentazione Popolare
Sulla politica estera e la sicurezza: rendere l'India subalterna agli USA
29/03/2009
1. Nel NCMP [National Common Minimum Program] si dichiarava: "Il governo UPA [United Progressive Alliance, il nome della coalizione politica attualmente al governo in India] perseguirà una politica estera indipendente, coerentemente con le sue passate tradizioni. Questa politica si adopererà per promuovere la multipolarità nelle relazioni internazionali e si opporrà a tutti i tentativi di unilateralismo ... Anche quando promuoverà più strette relazioni e impegni con gli Stati Uniti, il governo UPA manterrà la posizione indipendente dell'India in materia di politica estera rispetto tutte le questioni regionali e mondiali".
2. Il governo guidato dal Partito del Congresso Indiano [Indian National Congress - partito maggiore nella coalizione UPA] ha tradito tutto questo e ora l'India sta diventando un partner minoritario degli USA. I legami crescenti con Israele mostrano quanto l'India si sia allontanata dalla posizione di sostegno al popolo palestinese in lotta contro la brutale occupazione israeliana. Inoltre questa visione dell'India alleata di Stati Uniti e Israele fa parte del pensiero strategico di Jana Sangh / RSS [organizzazione induista nazionalista].
3. L'accordo tra Manmohan Singh e Bush del luglio 2005 non costituisce solo un Trattato sull'energia, come sostiene il Congresso al governo, ma è invece il punto focale della strategia per trarre l'India nel campo USA. Quell'Accordo è stato immediatamente seguito da due voti contrari dell'India verso l'Iran nel quadro dell'AIEA [Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica], rendendo l'India parte di un progetto anti-iraniano. Il governo era disposto a rinunciare al gas a basso costo iraniano a vantaggio della ben più costosa energia nucleare USA, prodotta da reattori nucleari.
4. L'Hyde Act [Legge per la cooperazione indo-statunitense sull'uso pacifico dell'energia atomica del 2006], che è alla base del Trattato nucleare USA-India, chiarisce che la politica dell'India in materia di affari esteri deve essere "congruente" a quella degli Stati Uniti. Ha inoltre imposto la condizione che l'India deve allinearsi con gli Stati Uniti sul programma nucleare iraniano. L'impatto dell'Hyde Act e del Nuclear Deal sulla politica estera indiana è evidente.
5. La motivazione pubblica a giustificazione del Trattato è la necessità di rispondere al fabbisogno energetico dell'India, ma è palese che dal nucleare non sarà possibile soddisfare che il 5-6% del fabbisogno energetico del paese. Ciò è specificato anche nelle relazioni che la Commissione ha pianificazione nel suo Piano Energetico Integrato. Nella relazione del GAC [Comptroller and Auditor General] è chiaro che la carenza di uranio - citata come giustificazione per l'operazione - è stata creata deliberatamente dal governo e non corrisponde a una carenza di riserve di uranio nel paese.
6. Il CPI (M) e la sinistra non solo hanno portato alla luce l'unilateralità dell'Accordo che l'India ha sottoscritto con gli Stati Uniti, ma hanno anche evidenziato che il costo dell'energia da questi impianti nucleari importati saranno di 3-4 volte superiori rispetto quelli prodotti da impianti a carbone, o addirittura da centrali nucleari indiane. Non vi è alcuna garanzia rispetto la fornitura di combustibile, le condizioni imposte sono severe e l'Accordo può essere revocato da parte degli Stati Uniti cosicché l'India si trova suo ostaggio.
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